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Cronaca

Picchiò la sorella al culmine di una lite: condannato a sei mesi di carcere

L’episodio di violenza si era verificato nel settembre 2014 vicino la chiesa dell’Annunziata

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© Foto Biancavilla Oggi

Condannato ad una pena di sei mesi di carcere e al pagamento delle spese processuali, oltre al risarcimento dei danni materiali e morali, da quantificarsi in sede civile. Un biancavillese è stato riconosciuto colpevole per lesioni personali nei confronti della sorella. La sentenza è del Tribunale di Catania ed è stata firmata dal giudice Domenico Massimo Sapienza.

I fatti –come aveva già raccontato Biancavilla Oggi– erano avvenuti in una viuzza vicina alla chiesa dell’Annunziata, nel settembre del 2014. In quella occasione erano intervenuti sia i carabinieri della stazione di Biancavilla sia gli operatori del 118 per prestare soccorso alla malcapitata.

La donna era stata di fatto picchiata e aggredita con violenza, al punto da essere stato necessario il trasporto all’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Qui, i medici avevano stabilito una prognosi in 20 giorni. Qualche settimana più tardi, la vittima si era affidata all’avv. Pilar Castiglia e presentato querela nella caserma dei carabinieri.

Alla base dell’episodio, l’ultimo di una serie, i rapporti conflittuali tra la donna ed il fratello dovuti a dissidi sull’assistenza dell’anziana madre. Ma pure questioni sulla successione ereditaria del padre deceduto.

Il procedimento penale scaturito dalla denuncia ha consentito di approfondire la dinamica dei fatti e a portare il giudice, in primo grado, alla sentenza di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA  

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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