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Mascherine anti-contagio ormai introvabili, sarta di Biancavilla le cuce per regalarle

«Sono a casa e per ora ne sto realizzando un po’ per i dipendenti dei supermercati, se ne avessero bisogno»

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© Foto Biancavilla Oggi

Mascherine anti-contagio, quanto è difficile trovarle. Anzi, impossibile. A Biancavilla diverse farmacie hanno dovuto mettere un avviso all’esterno: «Non abbiamo mascherine». Ma c’è una sarta, Lavinia Chiovetta, che in paese ha il suo laboratorio, “Il mondo di Lavinia”, e che le sta realizzando artigianalmente, in un quantitativo minimo, per poterle regalare. Un gesto solidale e significativo, in un momento drammatico come quello che tutti stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus.

«Io sono una vostra concittadina acquisita, sono la sarta e la tappezziera con il proprio laboratorio in via Cristoforo Colombo, ho abbassato anch’io la mia saracinesca nel rispetto di tutti voi e di me stessa. Adesso sono a casa e sapete cosa faccio? Cucio delle mascherine che potrebbero servire a chiunque, ma per una vera necessità, non per gironzolare», racconta Lavinia a Biancavilla Oggi.

«Sono mascherine che cucio a casa, non le vendo a nessun negozio. Per il momento –continua la sarta– ne sto cucendo un po’ per i dipendenti dei supermercati, se ne avessero bisogno. Quando andrò a fare la spesa gliele porterò. Se qualche privato le vuole può venirle a prendere a casa mia, previa telefonata, e io le potrò consegnare dalla fessura della cassetta postale che c’è sul portone. Io sto bene, ma consiglio comunque di lavarle prima di indossarle, perché il tessuto che utilizzo (Tnt) proviene dalle fabbriche».

Un modo di stare a casa, utile e proficuo. «Ma vedo –conclude Lavinia– che tanti non lo fanno, bambini in bici fuori a mangiare panini, file interminabili ai supermercati (ci si potrebbe fare una bella provvista e comprare il pane al panificio) e tanto altro ancora. Tutto questo non rispetto è inaudito. Non siamo in ferie, purtroppo. “Andrà tutto bene” solo se riusciremo ad essere pazienti e rispettosi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Storie

Ucciso dal virus a 60 anni, il ricordo: «“Turi”, sempre dalla parte degli ultimi»

Biancavillese morto a Brescia: la commozione dell’amico Pippo Catania ed il cordoglio del sindaco

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I manifesti mortuari sono stati affissi anche a Biancavilla, suo paese d’origine, dove tanti lo conoscevano e lo stimavano per le sue doti umane e professionali. Salvatore Ingiulla, dagli amici chiamato “Turi”, è il medico biancavillese che è morto all’ospedale civico di Brescia, dopo diverse settimane di ricovero, a causa dell’infezione da “coronavirus”. Era da tempo residente a Brescia con la moglie (di origine adranita) e prestava servizio nella guardia medica delle carceri di Verziano e Canton Mombello.

Ha dato notizia del suo decesso il coordinatore regionale Fp-Cgil Polizia Penitenziaria, Calogero Lo Presti, e subito è rimbalzata a Biancavilla. Qui Ingiulla, quando ritornava per i periodi di ferie, a Natale o in estate, si intratteneva spesso al Circolo Castriota.

Pippo Catania, noto medico biancavillese, attraverso Biancavilla Oggi, con parole commosse, rivolge questo messaggio di addio, tracciando il profilo umano ed intellettuale di Ingiulla.

«Ti ricordo con piacere e tristezza, Salvatore o “Turi”, come ti ho sempre chiamato. Amico di infanzia e amico di espressione politica della nostra gioventù, quando seguivamo quel grande maestro di idee che era il compianto prof. Alfio Bisicchia. Sempre a favore degli ultimi e di quelli indesiderati, tanto che hai dedicato la tua professione ai carcerati. Sempre estroverso, ma serio nei tuoi giudizi e in quello che facevi. Responsabile fuori e in famiglia. Amorevole e, come me, non sopportavi i lecchini e gli ipocriti. Ti ricorderò sempre, caro Turi. Quando l’ultima volta che ci siamo visti, a Natale, mi hai espresso la tua voglia di tornare nella tua terra. Hai superato una malattia pesante e ti sei rimesso a battagliare come sempre. Fai parte di quelle amicizie vere e sincere e, per questo, non potrò mai dimenticarti. Che ti sia lieve la terra».

Anche il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, appresa la notizia della morte del dott. Ingiulla, ha rivolto un pensiero ai familiari: «Nonostante non vivesse ormai da parecchio tempo a Biancavilla, è un dispiacere enorme avere appreso della sua scomparsa. Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia ed ai suoi cari».

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“Sulle ali del sorriso”, un video per regalare ottimismo contro angoscia e tristezza

«Speriamo sia uno spiraglio positivo in questa negatività che purtroppo ci attanaglia».

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leggeri come bolle, esplosivi come fuochi d'artificio, sai, in fondo siamo questo❤️….ANDRÀ TUTTO BENE❤🌈🧡💛💚💙❤️💜

Posted by Marco Chisari on Thursday, April 2, 2020

L’associazione si chiama “Sulle ali del sorriso” e si occupa di clownterapia all’ospedale “Garibaldi” e al policlinico di Catania. Ne fanno parte anche giovani di Biancavilla.

Hanno realizzato questo video –dicono– «nella speranza di poter fare quello che di solito facciamo nelle corsie degli ospedali, ovvero combattere angoscia e tristezza regalando sorrisi e ottimismo».

Da qui l’idea di rielaborare il video musicale della canzone “Andrà tutto bene” di Nesli. In queste giornate di emergenza, di attività sospese e di famiglie chiuse in casa «speriamo sia uno spiraglio positivo –sottolineano i soci– in questa negatività che purtroppo ci attanaglia».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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