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Detto tra blog

Quanto ci vuole a rifare un muro? Siamo a Biancavilla, mica in Alaska

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di MARIO GRASSO

Ho visto girare su Facebook foto della superstrada ricostruita in Alaska, una settimana dopo il terremoto. Non capisco tutto questo stupore! Sempre a guardare quanto sono bravi gli altri!

Ma perché non parliamo, invece, della celerità di noi biancavillesi nel ricostruire il muretto a secco sulla via Sant’Ambrogio, il cui crollo, avvenuto due mesi fa per colpa di due gocce d’acqua, è tutt’ora causa della chiusura della strada di raccordo con la Ss 284?

Ah sì, forse perché la strada non è comunale ma provinciale e, dunque, l’istanza dovrà prima andare al protocollo, poi verrà trasmessa all’ufficio competente, successivamente verrà fissata la data del sopralluogo, poi verrà nominato il tecnico che dovrà fare i rilievi, il quale sottoporrà la pratica al vaglio del dirigente, il cui dirigente la esaminerà e la manderà in Consiglio.

Consiglio che ne discuterà ampiamente per due sedute e che ne delibererà l’inaccettabilità poiché vi è stato un errore in fase di istruttoria iniziale, in quanto non è stata applicata la marca da bollo da 16 euro ma da 17.71. Si redige così un verbale di respingimento che viene protocollato e dunque successivamente notificato al… il quale dirà che… e trasmetterà la pratica a… che nel frattempo ha cambiato ufficio e il suo incarico è passato ad interim a… che si è dovuto mettere in aspettativa per… Dov’è l’Alaska?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Detto tra blog

Covid, fra disciplina e prudenza: intempestiva la riapertura delle scuole

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di NINO LONGO

La disastrosa epidemia che ci ha colpito continua a fare vittime e a fare ammalare tantissime persone sia a livello nazionale sia nel nostro territorio, mettendo il sistema sanitario in grandissima difficoltà. A Biancavilla ci sono già stati sette morti e i contagiati, dice il sindaco, sarebbero più di quanto si conosca. Ho letto che ieri ad Adrano ci sarebbero state tre vittime.

Che fare dunque?

Il primo compito è della sanità e della politica ma poi c’è il comportamento delle persone. Se noi tutti fossimo disciplinati avremmo più possibilità di uscirne prima e con meno danni. Ma tutti possiamo vedere come ci sono in giro persone senza mascherina o con mascherina sotto il naso, nell’assoluta assenza di controlli.

In questo contesto il problema della scuola assume una particolare rilevanza perché se da una parte c’è l’esigenza di non interrompere l’istruzione e la socializzazione di bambini e giovani, dall’altra c’è la necessità che la scuola non sia veicolo di diffusione di contagio tra gli studenti, le loro famiglie e il personale. In questo momento molte scuole sono chiuse ma qualcuno vorrebbe riaprirle subito senza che le condizioni dell’epidemia siano migliorate.

Ciò mi sembra intempestivo e imprudente. Occorre avere più pazienza e prudenza per garantire la salute pubblica, se non si abbassano significativamente i numeri della pandemia. Il danno didattico e formativo dei ragazzi c’è, sicuramente la scuola potrà recuperare.

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