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Una prima stima dei danni: 1,5 mln Mezzo milione quelli della basilica

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di Vittorio Fiorenza

Si tratta ancora di stime, senza i dettagli. Ma c’è adesso –come si apprende dal Comune– un ordine di grandezza dei danni causati dal terremoto a Biancavilla. Soltanto per gli edifici pubblici (chiese e scuole), il danno si aggira intorno a 1 milione e 500mila euro. Per la basilica pontificia “Maria Santissima dell’Elemosina”, la quantificazione è di circa mezzo milione.

Altri 200mila euro per ogni edificio scolastico (la scuola media “Luigi Sturzo” e i plessi elementari “Grassura” e “Guglielmo Marconi”). Per il plesso “San Giovanni Bosco”, i danni sono più contenuti e dovrebbero essere riparati dal Comune con interventi non superiori ai 50mila euro.

Analogo trattamento per lesioni riportate anche in più punti, all’interno di Villa delle Favare, dalle stanze della biblioteca ai locali espositivi. Danni ad una delle pareti, in coincidenza del tetto sono evidenti: aggravati dalla scossa sismica, ma presenti anche da prima, a causa di infiltrazioni d’acqua per la mancata manutenzione e la mancata pulizia delle grondaie degli anni passati. Altri 200mila euro, poi, potrebbero essere necessari per la chiesa dell’Idria.

Da aggiungere poi altri edifici sacri, come la chiesa di “San Gaetano”, chiusa anch’essa con ordinanza del sindaco Antonio Bonanno per inagibilità.

La somma non tiene conto, per il momento, dei danni subiti dalle abitazioni, che sono alcune centinaia con lesioni e crepe.

Venerdì prossimo è prevista la riunione di Giunta regionale per discutere, tra gli altri punti, la richiesta inoltrata dal Comune per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La decisione di Palazzo d’Orleans sarà poi trasmessa al governo nazionale per la relativa ordinanza e lo stanziamento delle risorse necessarie, su cui il vicepremier Luigi Di Maio ha manifestato la disponibilità a misure speciali.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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