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Fuori città

Nicola Milazzo, maratoneta a Roma: «Un mix di emozioni indescrivibili»

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Un biancavillese alla maratona di Roma, la più importante d’Italia, giunta alla sua 24esima edizione. Nicola Milazzo può vantare una prestazione muscolare, che ha compiuto la sua impresa sportiva in 3h 26min 47sec.

Al via, oltre 14.000 runners tra le meraviglie della città. Percorso immerso nella storia e nell’arte. Oltre 42 km di pura adrenalina agonistica. Il transito davanti ad oltre 500 siti di interesse storico, archeologico, monumentale. Passaggi davanti San Pietro, sinagoga, moschea. Partenza ed arrivo su via dei Fori Imperiali. Insomma, uno degli appuntamenti più attesi dai runners di tutto il mondo.

«La gara –dice Nicola a Biancavilla Oggi– è un mix di emozioni indescrivibili. La seconda esperienza agonistica fatta a Roma e ne rifarei altre 1000. Correre è sinonimo di sacrificio e passione. Farlo a Roma ancor di più. Ho sempre avuto una passione per la corsa ma agonisticamente sono un neofita. Provengo dall’agonismo in Mountain Bike. Mi sono appassionato al running, insieme al mio amico Antonio Di Mauro di Pleiadi Palestre perché è uno sport che implica costanza, forza di volontà e che rende pure felici grazie alle endorfine, migliorando il livello di benessere. Può sembrare difficile crederlo, ma correre aumenta le qualità cognitive».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Commenti

2 Commenti

  1. sabino

    15 Aprile 2018 at 10:01

    per questo ti vedevo girare per le strade di Biancavilla per lo più in orario di pranzo.
    Auguri per le prossime imprese.

    Sabino

  2. Arturo

    12 Aprile 2018 at 8:33

    Congratulazioni vivissime!!!

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Cultura

L’omaggio di Salvo Ardizzone alla memoria del maestro Franco Zeffirelli

L’artista biancavillese racconta il suo incontro, quand’era ancora studente, con il grande regista italiano

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Nello scenografico complesso di San Firenze, sede della Fondazione Franco Zeffirelli, consegnata l’opera dell’artista siciliano Salvo Ardizzone, originario di Biancavilla, dedicata al maestro del cinema italiano: “I Zeffiretti FZ 2023” acrilico 80×80.

Il dipinto rappresenta un giovane Zeffirelli del periodo del Gesù di Nazaret, circondato dagli “zeffiretti” dell’idomeneo di Mozart tanto amati dalla mamma Alaide. E poi tanto “viola” e tanti “gigli”, che rappresentano la sua amata Fiorentina.

«Ho incontrato il Maestro – ricorda l’artista biancavillese – nella primavera del 1993, lui stava girando il film “Storia di una Capinera” a Catania, io frequentavo l’Accademia di Belle Arti e stavo realizzando la mia tesi “Gesù nel cinema: secondo Pasolini, Zeffirelli e Jewison”, tre modi di vedere la figura di Gesù. È chiaro che di Zeffirelli mi sono soffermato sul “Gesù di Nazaret”, che considero il kolossal non solo della mia adolescenza ma anche di tutti i tempi».

«Tramite le suore benedettine, visto che una mia compagna di classe lo era, mi procurai – prosegue Ardizzone – un appuntamento con il Maestro all’interno del set. Nonostante siano passati esattamente 30 anni, lo ricordo come se fosse oggi. Lui saliva la “scalinata Alessi”, dove c’era anche il suo hotel di appoggio, considerando che lui aveva anche un caravan. Finita la salita si avvicinò a me, nonostante ci fosse un gruppetto di persone e mi disse: “Sei tu il ragazzo della tesi?”. Io in maniera emozionata gli risposi “sì”. Mi prese la mano e la bacio, dicendo “Grazie”. Ho ancora impresso questo momento nei miei pensieri e lo porterò con me».

Se il Gesù di Nazaret e Fratello sole, sorella luna mi hanno emozionato per le verità evangeliche e storiche, Storia di una Capinera e Romeo e Giulietta, mi legano di più alle emozioni amorose, che tutti noi abbiamo dentro il nostro cuore. La stessa cosa si può dire di Amore senza fine. Per parafrasare Callas forever, posso dire Zeffirelli forever».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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