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Nella chiesa del Purgatorio omaggio musicale alla Madonna Addolorata

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Un omaggio musicale alla Madonna Addolorata e la vestizione di due nuovi confrati. Tradizionale incontro dell’Arciconfraternita dei Bianchi nella chiesa del Purgatorio di Biancavilla. Il momento dedicato alla musica sacra ha riguardato l’esibizione degli “Evolution brass”.

Il quintetto di ottoni formato da Rosario Battiato, Yuri Furnari, Dafni Pinzone, Antonino Carbonaro ed Ettore Panebianco ha proposto musiche di Mendelssohn, Bach, Haendel, Ortolani, Schubert, Lafosse, Caccini, Morricone e Quatrano.

«È un omaggio alla Madonna –ha sottolineato Salvuccio Furnari, governatore dell’Arciconfraternita dei Bianchi– che si rinnova ogni anno sotto vari aspetti, religiosi, musicali e culturali. Gli eventi quaresimali debbono servire ad avvicinare ed accrescere sempre più la devozione popolare, l’amore e l’attaccamento alla “Madre” che rappresenta e racchiude in sé anche i nostri dolori. La vestizione dei nuovi confrati ha arricchito ancora di più il momento di preghiera»

I nuovi confrati sono Piero Portale e Aurelio Galvagno, che hanno ricevuto il tradizionale vestiario con i simboli distintivi della confraternita, custode della statua della Madonna Addolorata, portata in processione la mattina del Venerdì santo e, la sera, nella processione dei “Misteri”.

Presente alla serata anche il prevosto padre Pino Salerno, che è anche rettore della chiesa del Purgatorio ed assistente ecclesiastico dei Bianchi e che ha espresso parole di apprezzamento per la «crescita e l’impegno della confraternita nello spirito religioso e cristiano».

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La statua dell’Addolorata nella processione mattutina del 2015

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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