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Nuovo accampamento di nomadi Piazza Don Bosco è terra di nessuno

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Ormai sono di casa. Sostano indisturbati, stanno alcuni giorni per poi ripartire. Ma tornare a distanza di qualche settimana. Lo scenario è desolante, le condizioni igieniche per il luogo e per loro stessi si commentano da sé.

Alcune famiglie nomadi hanno fatto di nuovo sosta in piazza Don Bosco, a Biancavilla. Una sorta di terra di nessuno in cui si fermano gruppi di famiglie con roulotte ed auto, tra le “casette” vandalizzate ed inutilizzate del Gal Etna, periodicamente al centro di interventi politici.

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Non è la prima volta che Biancavilla Oggi denuncia lo stato di piazza Don Bosco: dal parco giochi distrutto alle strutture in legno ancora da inaugurare, fino alla piazza lasciata senza alcun tipo di controllo.

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Piazza Don Bosco, giochi pericolosi sui tetti delle casette del Gal Etna

Piazza Don Bosco e le “casette” del Gal Etna in uno scenario “gipsy”

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Lo spettacolo di fuoco dell’Etna visto da Biancavilla squarcia il buio della notte

L’eruzione in corso appare ben visibile dalle terrazze e dai balconi delle abitazioni: uno show unico

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Uno spettacolo. L’Etna è uno show visto da Biancavilla. Bagliori rossi che risaltano sullo sfondo del nero della notte come pennellate di un dipinto. Lingue di fuoco che, per un gioco di prospettive, sembrano sovrastare le case e “baciare” la chiesa del Rosario (guarda anche la foto sotto).

L’attività eruttiva in corso dal cratere di sud-est è ben visibile pure da Biancavilla con la colata che è diretta verso la Valle del Bove. Altra colata con attività esplosiva anche dalla cosiddetta “Voragine” e dalla Bocca nuova.

Il rosso fuoco sui crateri sommitali del Vulcano “squarcia” la notte e incanta quanti possono ammirare uno spettacolo unico dalle terrazze o dai balconi di casa.

Fenomeni che stanno avvenendo nello stesso momento in cui pure lo Stromboli erutta.

«E no, non sono fenomeni collegati. Sono due vulcani –specifica il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Boris Behncke – che sono praticamente sempre in attività, e nel loro repertorio ci sono anche frequenti trabocchi di lava (l’ultimo trabocco lavico dello Stromboli risale alla primavera del 2020)».

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