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Lo show di Matteo Lavenia: è lui il migliore barbiere juniores di Sicilia

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Matteo Lavenia, giovane barbiere biancavillese, ha vinto la sezione juniores della prima edizione del “Barber Show Sicily”. La sua maestria ed il taglio di capelli effettuato hanno convinto i giudici della scuola Anam di Palermo a conferirgli il massimo punteggio.

La competizione, che si è svolta a Campofelice di Roccella, non è stata semplice, dal momento che all’evento hanno partecipato una sessantina di artigiani.

Tutti hanno dovuto riproporre in appena quaranta minuti un taglio di capelli che maestri del settore avevano mostrato in precedenza.

Matteo si è distinto rispetto ai suoi colleghi al punto da conquistare il titolo di campione regionale e consentirgli di accedere alla competizione nazionale.

La bravura di Matteo deriva da una gavetta precoce. Comincia ad appena 15 anni con il padre Placidino, noto per avere formato tanti apprendisti nella sua bottega di via Scutari, a Biancavilla. A 17 anni il primo taglio di capelli. Poi, l’affiancamento al fratello Carmelo –altro barbiere di spiccate capacità– e la partecipazione ai corsi di perfezionamento di prestigiose accademie italiane del taglio.

Un curriculum di tutto rispetto, nonostante la giovane età, che lo proietta verso una carriera di talento nella più autentica tradizione dei barbieri di Sicilia.

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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