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Un orto scolastico al 2° Circolo: la terra come strumento didattico

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Gli alunni coltivano e raccolgono le verdure, anche con l’aiuto dei nonni. Un’esperienza didattica raccontata ed apprezzata al recente convegno internazionale “Dissodare cultura, seminare futuro” dell’Università di Catania.

 

La coltivazione dell’orto a scuola come strumento didattico. Il lavoro della terra come via educativa. Più che un progetto da sperimentare, si tratta ormai di una realtà consolidata al 2° Circolo didattico di Biancavilla. Un’iniziativa portata avanti da oltre 15 anni e che ha trasformato la scuola in “qualcosa” di vivo e di cui prendersi cura.

Coinvolti non soltanto insegnanti ed alunni, ma anche genitori e i nonni che hanno esperienza di coltivazione. Ai piccoli studenti tocca curare le piante e poi pensare alla raccolte di frutti e verdure. A scuola c’è pure un ulivo da cui viene prodotto un ottimo olio. Gli alunni si suddividono i compiti e c’è chi cura pure una piccola parte amministrativa, oltre ad osservare, misurare e realizzare foto e video.

Un’esperienza speciale ed arricchente raccontata e condivisa dal Circolo didattico biancavillese nel recente convegno internazionale e forum scolastico regionale “Dissodare cultura, seminare futuro” promosso dall’Università di Catania.

All’importante appuntamento sono intervenuti il dirigente scolastico Simona Maria Perni e le insegnanti Clara Fallica e Rosaria Saccone Rosaria, suscitando interesse e curiosità e ricevendo apprezzamenti e congratulazioni.

I docenti universitari hanno rinnovato il proprio impegno a supportare le scuole che hanno aderito all’attività di ricerca promossa dai tre dipartimenti coinvolti (Scienze della formazione, Architettura e urbanistica, Medicina clinica e sperimentale). I prossimi impegni sono legati alla pubblicazione degli interventi del seminario e dei saggi che saranno inviati dalle scuole.

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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