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Un orto scolastico al 2° Circolo: la terra come strumento didattico

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La coltivazione dell’orto a scuola come strumento didattico. Il lavoro della terra come via educativa. Più che un progetto da sperimentare, si tratta ormai di una realtà consolidata al 2° Circolo didattico di Biancavilla. Un’iniziativa portata avanti da oltre 15 anni e che ha trasformato la scuola in “qualcosa” di vivo e di cui prendersi cura.

Coinvolti non soltanto insegnanti ed alunni, ma anche genitori e i nonni che hanno esperienza di coltivazione. Ai piccoli studenti tocca curare le piante e poi pensare alla raccolte di frutti e verdure. A scuola c’è pure un ulivo da cui viene prodotto un ottimo olio. Gli alunni si suddividono i compiti e c’è chi cura pure una piccola parte amministrativa, oltre ad osservare, misurare e realizzare foto e video.

Un’esperienza speciale ed arricchente raccontata e condivisa dal Circolo didattico biancavillese nel recente convegno internazionale e forum scolastico regionale “Dissodare cultura, seminare futuro” promosso dall’Università di Catania.

All’importante appuntamento sono intervenuti il dirigente scolastico Simona Maria Perni e le insegnanti Clara Fallica e Rosaria Saccone Rosaria, suscitando interesse e curiosità e ricevendo apprezzamenti e congratulazioni.

I docenti universitari hanno rinnovato il proprio impegno a supportare le scuole che hanno aderito all’attività di ricerca promossa dai tre dipartimenti coinvolti (Scienze della formazione, Architettura e urbanistica, Medicina clinica e sperimentale). I prossimi impegni sono legati alla pubblicazione degli interventi del seminario e dei saggi che saranno inviati dalle scuole.

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Politica

Addio alla plastica, in tre scuole di Biancavilla erogatori d’acqua ecologici

Agli alunni consegnati pure borracce per eliminare quintali di bottiglie altamente inquinanti

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Nell’ambito del progetto denominato “L’acqua che fa a scuola”, finalizzato a ridurre il consumo di bottiglie di plastica, in tre scuole di Biancavilla sono stati inaugurati oggi altrettanti distributori di acqua. L’iniziativa è della società S.T.E.I. – Soluzioni e Tecnologie per l’Ecocompatibilità ed Inclusione – in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I tre erogatori sono stati installati nell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, nel plesso “San Giovanni Bosco” e nella scuola “Giovanni Verga”. Ai ragazzi è stata consegnata una borraccia che, d’ora in poi, prenderà il posto delle inquinanti bottigliette di plastica.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Antonio Bonanno, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Luigi D’Asero, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, il presidente della S.T.E.I., Pier Casolari, e il responsabile del progetto S.T.E.I., Giuseppe Lazzaro.

Erogatori e borracce sono stati finanziati grazie al contributo di aziende locali che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa nel segno dell’ecologia. I rappresentanti delle aziende sponsor, presenti all’inaugurazione, hanno ricevuto i ringraziamenti dai promotori dell’iniziativa.

«Una classe – osserva l’assessore D’Asero – può consumare in un anno circa 700 kg di plastica soltanto per dissetarsi e ricorrere alle classiche bottigliette. Educare i giovani studenti ad un utilizzo ecosostenibile delle nostre risorse è il primo passo verso un approccio ecologico della nostra vita, a partire dalle cose più semplici come bere un po’ d’acqua».  

«L’acqua a portata di mano – spiega il sindaco Bonanno – è una soluzione non solo sul piano economico ma, soprattutto, su quello ambientale. In un anno ogni bambino consuma centinaia di bottiglie in Pet. Con la propria borraccia riutilizzabile e grazie al distributore di acqua microfiltrata si riduce sensibilmente il consumo di plastica. E bere torna ad essere un gesto naturale non più inquinante».

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