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Cronaca

Torna a casa la bambina che si era ustionata con l’acqua bollente

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ambulanza

La piccola era rimasta vittima di un incidente domestico che le aveva procurato bruciature sul 50% del corpo. Dovrà seguire ora una terapia e continue medicazioni.

 

di Vittorio Fiorenza

È uscita dall’ospedale e si trova adesso a casa. Sta meglio, ma deve continuare a seguire una terapia ed effettuare periodiche medicazioni. La bambina che alcune settimane fa si era ustionata, dopo che si era versata accidentalmente una pentola d’acqua calda addosso, ha lasciato il “Cannizzaro”.

Nell’ospedale catanese, la bambina, che frequenta la scuola elementare, era stata ricoverata al Centro grandi ustionati per le bruciature di secondo e terzo grado riportate sul 50% del corpo.

L’incidente domestico si era verificato all’ora di pranzo. Le urla della mamma aveva fatto accorrere i vicini. Uno di questi, Nunzio Caltabiano, si era prontato ad accompagnare la bambina e la mamma al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Viste le condizioni critiche, disposto poi il trasferimento a Catania con l’elisoccorso.

Adesso il ritorno a casa. Sono stati i vicini che hanno voluto accogliere la piccola con una festa, anche in coincidenza del suo compleanno. Gli stessi vicini, nelle settimane scorse, avevano lanciato un appello di solidarietà, promuovendo una raccolta fondi a favore della famiglia della bambina.

Non sono certo mancati i biancavillesi che hanno risposto con un gesto di generosità, ma i vicini chiedono di sottolineare come sia mancata la presenza, anche informale, di rappresentanti istituzionali o della Chiesa biancavillese.

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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