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Cultura

La Corale della basilica in “tour” con i concerti natalizi di pace e solidarietà

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La Corale Polifonica della Basilica Santa Maria dell’Elemosina, diretta da Filadelfio Grasso, anche quest’anno nel periodo di Natale sta portando il messaggio che caratterizzato i 22 anni della sua storia, durante i quali ha accolto oltre duecento giovani. Un messaggio di pace e di solidarietà che nei principi cristiani trova il suo fondamento.

I giovani della Corale, accompagnati all’organo e alla tastiera da Francesco Battiato e al violino da Merilin Baeli, stanno presentando un concerto in vari luoghi della provincia.

Ad Adrano, presso la Chiesa di San Giuseppe, sono stati già ospiti del Comune, riscuotendo un ottimo successo al punto da dover ripetere in altra data lo stesso concerto. Esibizione avvenuta anche presso il chiostro del Palazzo Minoriti, a Catania.

Altro appuntamento è il 22 dicembre all’Istituto “Villa Angela” di San Giovanni La Punta. Per i soci e gli amici della Fidapa, l’esibizione è fissata per il 23 dicembre.

Infine, come da tradizione, la corale animerà la messa solenne della Notte di Natale in Basilica, con inizio alle 23.30. Durante la celebrazione sarà scoperta l’immagine del “Bambinello Gesù” nel grande altare centrale della Chiesa Madre.

Il repertorio di questo Natale si basa sulla tradizione dei canti natalizi europei (da Noel a Silent Night, da Adeste Fideles a Fermarono i cieli…), che con parole semplici riescono a portare l’annuncio della venuta di Dio fra gli uomini di tutte le epoche e di tutti i luoghi del mondo.

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Cultura

Il maestro di fotografia Giuseppe Leone e il prezioso “lascito” per Biancavilla

La scomparsa all’età di 88 anni, il ricordo dell’ex assessore alla Cultura nella Giunta Manna

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È scomparso a Ragusa, all’età di 88 anni Giuseppe Leone, uno degli ultimi grandi interpreti della fotografia in Sicilia. Una figura originale di fotoreporter che ha raccontato l’Isola, il suo paesaggio, il mondo contadino, la condizione della donna ma anche la cultura: era amico di Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino. Nel 1997 dedicò diversi scatti anche a Biancavilla, su invito dell’allora assessore alla Cultura per la realizzazione del calendario del Comune. Oggi quella pubblicazione cartacea ha valore di opera d’arte. Di seguito, per Biancavilla Oggi, il ricordo di Nino Longo.

Al tempo in cui ero assessore alla Cultura della prima sindacatura di Pietro Manna, seguivo con una certa passione delle riviste di fotografia come “Reflex Progresso fotografico” e “Zoom “. In esse avevo letto un servizio su Giuseppe Leone e di una sua pubblicazione sull’architettura barocca nella Sicilia sudorientale. Avendo progettato di realizzare un Calendario sui Beni Culturali nel nostro Comune, mi venne l’idea di contattare il nostro famoso fotografo per proporgli il lavoro.

L’Ufficio riuscì a contattarlo e gli demmo un appuntamento. Lui venne e si mise a disposizione, mettendo alcune condizioni. Non ricordo la sua richiesta   in ordine al suo onorario, ma esso non fu particolarmente oneroso. Le condizioni da lui poste furono che le foto fossero in bianco e nero e che la scelta dei soggetti fotografici fosse solo sua e non sulla base delle richieste dell’Amministrazione. Lui poi venne a Biancavilla e andò in giro da solo, anche di notte.

La sua attenzione fu posta su diversi angoli del paese e soprattutto sulla “materia” della pietra lavica, su scorci architettonici e su semplici personaggi che si trovavano a passare casualmente o sostavano in certi angoli. Oltre alla “materia” il suo “occhio fotografico” si soffermava sugli effetti del chiaro/scuro e sulla “semplicità” dei soggetti umani.

Così noi scoprimmo il particolare effetto di certe immagini che avevamo sotto gli occhi ma che non avevamo “veramente visto”. Ed ecco il signor Torrisi sotto l’arco di San Giusippuzzu, le devote davanti “u Tareddu” di via Mongibello, il monello davanti all’arco di via Brescia, i confrati all’accompagnamento funebre, il suonatore di ciaramella. Ma anche in lontananza la chiesetta dell’eremo di Badalato, con l’enorme mole dell’Etna, i vecchi mulini ad acqua di Rollo, il basolato di via Innessa, di via Tutte Grazie, via preside Caruso, il portale della chiesa di Sant’Orsola.

Ne è venuta fuori una città antica ma vissuta, i cui personaggi si inserivano nell’insieme dei paesaggi, con i manufatti in evidenza. La vita vera, non retorica, non celebrativa. I nostri “monumenti” importanti messi da parte.

Il calendario è piaciuto a tutti; è andato anche all’estero. Qualche foto è stata esposta anche a New York, mi dicono. Molti cittadini, nel tempo, hanno riproposto alcune immagini, senza neanche sapere che erano parte di un calendario del comune di Biancavilla del 1997.

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