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Cultura

Che voce quella “fitusa” di Deloris Applausi per le suore in paillettes

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Sister Act

di Vittorio Fiorenza

Portare in scena un musical che ricalca un film famoso, di cui tutti ricordano battute e scene, è una scelta molto ardua: si rischiano imbarazzanti confronti e attese deludenti. Invece, al teatro “La Fenice” di Biancavilla, gli oltre 60 componenti della compagnia “Mondo Nuovo” hanno superato la prova a pieni voti.

Platea gremita ed applausi scroscianti per “Deloris, una suora in paillettes”, commedia in due atti, liberamente tratta dal film “Sister Act, una svitata in abiti da suora” con Whoopi Goldberg. Un divertente susseguirsi di scene, con la regia di Maria Grasso, in un contrasto di casti abiti monacali e luccicanti costumi da nightclub.

Concetta Scaccianoce veste i panni della protagonista. Ineccepibile la sua parte: è la vera anima e trascinatrice del gruppo, con una voce calda che regge l’intero spettacolo.

Ma anche gli altri protagonisti si mostrano puntuali nel canto (rigorosamente dal vivo), a grande agio nei balli, sicuri nei dialoghi: da Giuseppe Bua (il boss) ad Alessandro Rapisarda (nei panni del monsignore), da Simona Laudani (la madre superiora) a Maria Torrisi (la suora rapper) a Gaetano Caracì (il poliziotto romantico).

E poi il nutrito gruppo di suore, che con le coreografie di Simona Mancari, danno moto e sprint allo spettacolo, non senza riproporre fedelmente, come nel film, fisicità e movenze della suora ridolona (Grazia Fisichella) e della novizia gracilina (Grazia Caracì).

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«Deloris, una suora in paillettes», ecco le immagini del musical

Uno spettacolo di due ore, reso ancora più esilarante da qualche incursione dialettale: gli strampalati criminali (Salvo Lavenia, Giuseppe Marchese e Mirko Sangiorgio) che perseguitano «quella fitusa di Deloris» hanno dato un tocco di gradita sicilianità.

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E dopo lo spettacolo, le “suore” si scatenano in piazza

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Cultura

Storie di donne maltrattate, il manuale di Pilar Castiglia rivolto ai giovani

“Amore è gioia”: il libro-bussola sul fenomeno della violenza di genere nel nostro territorio

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di VITTORIO FIORENZA

È stata la prima legale e la prima attivista, che con la sua attività professionale e di volontariato, ha squarciato il muro di paura e di silenzio sui maltrattamenti verso le donne nel territorio etneo. Le sue denunce, legali e sociali, hanno fatto emergere la sistematicità ed il radicamento di un fenomeno – quello della violenza di genere – non soltanto a Catania. Ma anche in paesi come Adrano, Biancavilla, Randazzo, Bronte, Mascalucia, dove invece ci si illudeva fosse assente.

Pilar Castiglia, avvocata e presidente del centro antiviolenza ed antistalking “Calypso” con sede a Biancavilla ma operante dal 2012 in tutta la provincia di Catania, ha svolto la sua attività a tutela e a difesa di tantissime donne, con il supporto di magistrati, forze dell’ordine e psicologhe.

Negli anni ha accumulato una casistica che le consente di avere – come pochi – una visuale drammaticamente privilegiata del fenomeno nel territorio etneo. Un’esperienza che condivide spesso nelle scuole perché dalle scuole passa la formazione di uomini non violenti e donne capaci di respingere ogni maltrattamento.

Nasce così l’idea di Nero su Bianco Edizioni di affidare il compito all’avv. Castiglia di raccontare in un libro la violenza sulle donne a ragazzi e ragazze di scuole superiori. Un compito arduo ma necessario.

Lo ha fatto con “Amore è gioia. Storie di donne maltrattate”, un agilissimo volume, senza piglio ideologico né modi bacchettoni o prediche noiose. Castiglia si rivolge direttamente ai suoi interlocutori – immersi nella loro delicata fase adolescenziale – guidandoli in un itinerario di conoscenza di vite vissute.

“Amore è gioia”, un viaggio reale con Pilar Castiglia

Storie di donne della provincia di Catania, raccolte in “Amore è gioia” da Pilar Castiglia, che ha seguito in prima persona. Racconti crudi, quasi in “presa diretta”. Solo senza retorica né edulcorazioni si avrà piena coscienza di un fenomeno macroscopico, benché spesso invisibile.

«Cronaca di una guerra silenziosa», così la chiama Roberta Rei, inviata de “Le Iene”, che ha firmato la prefazione di questo libro e che ci ricorda come in Italia 8 vittime su 10 non denunciano e ogni 72 ore viene commesso un femminicidio.

Roberta, Elisa, Valeria, Giulia, Cristina e Agata sono i nomi di fantasia di donne vere con storie reali raccontate in “Amore è gioia” da Pilar Castiglia. E dentro alle quali porta i lettori perché comprendano e prendano consapevolezza che gli abusi non sono “prodotti” di raptus e impeto. E non sempre di ignoranza e sottocultura. Sono il risultato di conflitti psicologici, intimi, interiori che riguardano la coppia.

È un percorso per gli studenti, quello che si sviluppa nelle 124 pagine del libro, ma consigliabile pure ad insegnanti e genitori. «Un viaggio reale, purtroppo, non inventato, nelle mura che dovrebbero proteggerci e che spesso diventano prigione, luogo di violenza fisica e psicologica», sottolinea Roberta Rei. Un libro-bussola per orientarsi nella conoscenza dell’amore vero, autentico. E riconoscere i segnali di allarme per non cadere nel vortice delle relazioni malate e pericolose.

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