Politica
«Giù le mani dall’unità operativa di Ortopedia dell’ospedale di Biancavilla»
Il reparto, che vanta una storia gloriosa, accorpato con Paternò: levata di scudi contro la decisione dell’Asp
«Siamo venuti a conoscenza che la direzione generale dell’Asp 3 di Catania ha accorpato l’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero di Biancavilla a quella di Paternò del presidio ospedaliero di Paternò. Per questo esprimiamo un forte rammarico per tale decisione e accorpamento».
Decisa presa di posizione a Biancavilla del gruppo politico “Volare insieme per Biancavilla” con il consigliere comunale Giuseppe Stissi e l’assessore Gianluigi D’Asero. Una levata di scudi a difesa dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” e per un reparto, quello di Ortopedia, storicamente un fiore all’occhiello della nostra struttura sanitaria.
«Chiediamo alla direzione generale dell’Asp 3 –affermano Stissi e D’Asero– di venir meno a tale decisione presa». I due amministratori sottolineano che l’ospedale di Biancavilla «vanta una notevole affluenza di cittadini nell’intero Distretto Sanitario Aziendale e dei Comuni limitrofi».
«Così facendo –viene ancora specificato– tale Direzione Aziendale ha deciso di tagliare le radici del nostro ospedale alla gloriosa storia dell’Ortopedia e Traumatologia di Biancavilla».
Una decisione (per ora) congelata
Al momento, tuttavia, la decisione dell’azienda sanitaria risulta congelata. Secondo fonti Asp interrogate dalla nostra redazione «si dovranno fare delle verifiche». Il provvedimento dell’Asp è firmato dal direttore generale Maurizio Lanza e dal direttore A Rapisarda: è il n. 712249 del 25 novembre 2022. In un’annotazione interna dell’azienda, che Biancavilla Oggi ha appurato, si legge: «Sospendere per approfondimenti». La data dell’annotazione riportata a penna è del 29 novembre.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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