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«Troppi incidenti, via Sant’Ambrogio andrebbe chiusa al traffico veicolare»

L’arteria stradale ha necessità di una serie di interventi per migliorare le condizioni di sicurezza

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© Foto Biancavilla Oggi

L’ultimo incidente stradale in via Sant’Ambrogio, a Biancavilla, si è verificato pochi giorni fa. Un veicolo, guidato da un giovane ventenne, ha impattato un’auto in sosta. Non si tratta di un caso isolato: è uno dei tanti incidenti, più o meno gravi, consumati lungo l’arteria stradale.

Ad ogni incidente ci si indigna, ma nessuna soluzione viene messa in atto per migliorare le condizioni di sicurezza. Sarebbe auspicabile –certamente– il buon senso degli automobilisti, che dovrebbero percorrere la strada alla velocità consona. Ma ciò non basta. La segnaletica stradale è insufficiente: pochi cartelli e mal predisposti. L’ideale sarebbe l’installazione di un dissuasore elettronico di velocità che permetterebbe al guidatore di rendersi conto dell’andatura a cui sta viaggiando, influenzando così l’atteggiamento poco sicuro. Naturalmente, si tratta di “cure palliative”.

La soluzione adeguata sarebbe quella di chiudere via Sant’Ambrogio e renderla percorribile solo ai residenti e, in via eccezionale, ai mezzi di trasporto in emergenza o per necessità comprovate. L’arteria alternativa sarebbe la strada parallela, percorribile a doppio senso dai veicoli.  

Via Sant’Ambrogio è trafficata da bambini e anziani, che si muovono a piedi o in bicicletta. Il cattivo comportamento dei guidatori, soltanto per fortuna, non ha determinato una tragedia.

Allo sbocco della via vi è l’ingresso a un noto locale per ricevimenti. La chiusura della strada permetterebbe ai gestori di far giungere gli ospiti in sicurezza, senza alcun “affollamento”. La sua interdizione non implicherebbe alcun disagio. Ma permettere di garantire ai residenti, agli ospiti della struttura ricettiva e ai bambini di poter percorrere la strada con maggiore sicurezza, evitando quanto più possibile incidenti. Sperando che la proposta abbia seguito, va auspicato sempre il buon senso dei guidatori.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il “fiume” di Viale dei Fiori e la memoria dei pesci rossi: canne da pesca pronte

L’ennesimo allagamento produce polemiche sterili, ma chi ha responsabilità non ha diritto di indignarsi

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© Foto Biancavilla Oggi

Ormai la prassi è nota, il momento è servito. Cellulare alla mano per immortalare con foto e video, una mezz’oretta per delineare un colorito post sui social e la polemica è apparecchiata. Si fa ovvio riferimento all’ultimo acquazzone estivo che crea disagi in viale dei Fiori.

Tutto nella norma, se a comporre ciò è il semplice cittadino, giustamente indignato e pronto a denunciare i malesseri quotidiani. Non rientra nella norma se a farlo è certa politica, che ha precise responsabilità. Soprattutto quando ci si dimentica che lo spartitraffico (ridotto a galleggiare dopo la pioggia) è installato in via sperimentale. E che lo stesso favorisce la riduzione della velocità ed impedisce i sorpassi azzardati.

Ci si dimentica che il “fiume” è presente in viale dei Fiori fin dall’inaugurazione del nuovo tratto di strada, avvenuto con la passata amministrazione. Ci si dimentica che Bonanno, poco dopo l’insediamento, annunciò interventi mirati per trovare una soluzione e che i tempi non sarebbero stati brevi.

Una memoria di pesciolini rossi che produce polemiche sterili, dettate più che altro da conflitti politici e non da un mero interesse verso la collettività. Si sa, il dibattito si inasprisce soprattutto in questo periodo in cui infuriano le elezioni: da qui al prossimo anno saranno ancor più numerosi i manifesti elettorali a mezzo social.

Una polemica costruttiva sarebbe stata quella di far notare, agli addetti ai lavori, che i “New Jersey” avevano all’interno poca acqua e che quindi erano facilmente esposti a “galleggiamento” ad un certo livello di pioggia. Se le barriere fossero state riempite fino all’orlo, il peso dell’acqua ne avrebbe probabilmente evitato il trascinamento.

Riguardo alla “piscina” che si viene a creare, il disagio è risaputo e noto a tutti. Ma la questione di fatto è che l’arteria presenta un “problema strutturale”. Questioni già affrontate dall’attuale amministrazione, in attesa adesso che i finanziamenti ottenuti siano spesi per interventi massicci e definitivi.

Noi comuni cittadini, inermi e fiduciosi, non possiamo che sperare affinché i tempi di intervento sull’arteria siano ridotti al minimo. Nel frattempo, ci armiamo di stivali da fiume e canne da pesca.

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