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Politica

«Pandemia gestibile, si riattivino i reparti dell’ospedale di Biancavilla»

Il vice segretario provinciale del Pd, Angelo Petralia, fa appello all’Asp e all’assessorato alla Salute

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«Il presidio ospedaliero “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, attualmente centro Covid, mostra attualmente diverse criticità. Il pronto soccorso registra attese insostenibili, a causa delle dismissioni dei reparti di Chirurgia e Ortopedia e Traumatologia. Dismissioni legate alla pandemia. Tutto questo si ripercuote in disservizi e sull’utenza, costretta a subire attese interminabili. I cittadini del comprensorio di Biancavilla, Adrano e Santa Maria di Licodia, a volte anche per controlli di routine, spesso sono costretti ad attese di 7-8 o 10 ore. Non si può più stare a guardare».

Interviene con queste parole Angelo Petralia, vice segretario provinciale del Partito democratico, che si rivolge all’Asp di Catania e all’assessorato regionale alla Salute.

«Noi chiediamo –spiega Petralia a Biancavilla Oggi– la riconversione dei reparti. Devono essere l’azienda sanitaria e la Regione a riattivarli. Devono arrivare ad una soluzione per rendere efficiente la sanità in questo comprensorio. Una sanità che non deve essere ulteriormente penalizzata rispetto agli effetti, già pesanti, prodotti dalla pandemia».

«Grazie alla campagna di vaccinazione, come dichiarato dall’assessore Razza, la pandemia risulta meglio gestibile. Lo testimoniano –specifica l’esponente Pd– i numeri i ricoveri dei pazienti Covid. L’uso della terapia intensiva per i casi più gravi appare meno urgente, stando ai dati forniti dall’assessorato alla Salute».

«Ecco perché –conclude Angelo Petralia– il nostro appello è quello di riattivare urgentemente i reparti funzionali al pronto soccorso, cioè Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia».

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Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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