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Cronaca

Condannato e arrestato per violenza sessuale e corruzione di minorenne

Dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione finisce in carcere un uomo di 37 anni

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Una pena definitiva a 4 anni ed 8 mesi di reclusione. Così si è espressa la Corte di Cassazione nei confronti di un biancavillese di 37 anni. L’accusa era di violenza sessuale e corruzione di minorenne. Reati commesssi a Lugo (in provincia di Ravenna) nel periodo 2009-2015.

I Carabinieri della stazione di Biancavilla hanno così arrestato l’uomo, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Ravenna.

La Cassazione, lo scorso 21 ottobre, ha dichiarato inammissibile il ricorso del suo legale contro la sentenza emessa nei suoi confronti dalla Corte d’Appello di Bologna. L’uomo è ora rinchiuso nel carcere catanese di Piazza Lanza.

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Cronaca

Condannato pure il secondo barelliere: 30 anni di carcere ad Agatino Scalisi

Il caso dell’ambulanza della morte: sentenza con rito abbreviato, dopo quella di Davide Garofalo

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Agatino Scalisi condannato a 30 anni di carcere, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni nei confronti delle parti civili. È la sentenza di primo grado emessa dal giudice delle udienze preliminari Carla Aurora Valenti del Tribunale di Catania nei confronti di uno degli imputati del caso della “Ambulanza della morte”. La pena a 30 anni, con rito abbreviato, è la stessa avanzata dal pubblico ministero Andrea Bonomo.

Scalisi riconosciuto colpevole, dunque, dell’omicido che gli veniva attribuito dalla Procura, quello della ottantenne Maria Giardina, avvenuto nell’aprile del 2014. Accolte dal gup anche le richieste delle parti civili: Orazio Arena e i figli Giuseppe e Luca (titolari dell’omonima agenzia funebre), l’associazione antiracket e antiusura “Libera Impresa”, il Comune di Biancavilla, il Codacons, l’associazione Art. 32-97-Aima e l’Asp di Catania.

La sentenza dichiara Scalisi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed applica nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni.

«Ricorreremo in appello – commenta l’avv. Antonino Tomaselli, legale di Scalisi – perché nel corso della discussione sono emerse molte contraddizioni. Aspettiamo intanto di conoscere le motivazioni di questa sentenza per capire il perimetro nel quale si è mosso il giudice».

Con rito ordinario già giudicato dalla Corte d’assise di Catania l’altro imputato, Davide Garofalo. Ritenuto coinvolto in tre omicidi (quelli di Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile), Garofalo risulta condannato all’ergastolo. Il legale ha presentato ricorso in appello.

Un orrore scoperto dalle Iene

Il caso della “Ambulanza della morte”, come ormai noto, si deve al programma Mediaset “Le Iene”. Diverse testimonianze hanno raccontato il “modus operandi” –coperto dai clan mafiosi di Adrano e Biancavilla– dei due imputati.

Scalisi e Garofalo, a bordo di un’ambulanza privata, avrebbero fatto morire con un’iniezione d’aria in vena, pazienti terminali, dimessi dall’ospedale, nel tragitto verso le loro abitazioni. In questo modo, si sarebbero accaparrati il sevizio funebre con il riconoscimento di 200-300 dall’agenzia.

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