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Cronaca

Operatore ecologico investito da un’auto: trasportato al “Cannizzaro”

L’uomo stava lavorando ai bordi della strada: l’episodio è accaduto vicino all’ingresso del cimitero

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Un operatore della ditta Caruter, incaricata del servizio di gestione dei rifiuti a Biancavilla, è stato investito da un’auto. L’uomo, 47enne, aveva appena iniziato il suo servizio, verso le 5 del mattino. Si trovava in viale Cristoforo Colombo, vicino all’ingresso del cimitero.

Era intento tagliare l’erba ai bordi della strada, quando una Fiat Panda lo ha investito (complice, con ogni probabilità, la scarsa illuminazione).

Il malcapitato è stato sobbalzato fino ad urtare frontalmente contro il parabrezza, lesionandolo.

È stato lo stesso automobilista a prestare i primi soccorsi, in attesa dell’ambulanza del servizio del 118. Gli operatori sanitari, dopo le prime cure, hanno trasportato il lavoratore in codice rosso all’ospedale “Cannizzaro” di Catania.

L’uomo ha riportato diversi traumi (soprattutto al volto e alla mandibola) e al momento si trova in osservazione nella struttura sanitaria catanese, in attesa di accertamenti.

Sull’episodio, sono intervenuti anche i carabinieri. Da verificare ed accertare se l’operatore ecologico stesse lavorando nel rispetto delle norme di sicurezza e se l’azienda avesse dotato il proprio dipendente degli appositi indumenti e dispositivi.

«All’operatore esprimiamo tutta la nostra vicinanza», dice il sindaco Antonio Bonanno a Biancavilla Oggi. «Un lavoratore esemplare, che si è sempre distinto per senso del dovere ed attaccamento al servizio. Il nostro augurio è che possa guarire presto e ritorni al lavoro».

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Cronaca

Condannato pure il secondo barelliere: 30 anni di carcere ad Agatino Scalisi

Il caso dell’ambulanza della morte: sentenza con rito abbreviato, dopo quella di Davide Garofalo

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Agatino Scalisi condannato a 30 anni di carcere, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni nei confronti delle parti civili. È la sentenza di primo grado emessa dal giudice delle udienze preliminari Carla Aurora Valenti del Tribunale di Catania nei confronti di uno degli imputati del caso della “Ambulanza della morte”. La pena a 30 anni, con rito abbreviato, è la stessa avanzata dal pubblico ministero Andrea Bonomo.

Scalisi riconosciuto colpevole, dunque, dell’omicido che gli veniva attribuito dalla Procura, quello della ottantenne Maria Giardina, avvenuto nell’aprile del 2014. Accolte dal gup anche le richieste delle parti civili: Orazio Arena e i figli Giuseppe e Luca (titolari dell’omonima agenzia funebre), l’associazione antiracket e antiusura “Libera Impresa”, il Comune di Biancavilla, il Codacons, l’associazione Art. 32-97-Aima e l’Asp di Catania.

La sentenza dichiara Scalisi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed applica nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni.

«Ricorreremo in appello – commenta l’avv. Antonino Tomaselli, legale di Scalisi – perché nel corso della discussione sono emerse molte contraddizioni. Aspettiamo intanto di conoscere le motivazioni di questa sentenza per capire il perimetro nel quale si è mosso il giudice».

Con rito ordinario già giudicato dalla Corte d’assise di Catania l’altro imputato, Davide Garofalo. Ritenuto coinvolto in tre omicidi (quelli di Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile), Garofalo risulta condannato all’ergastolo. Il legale ha presentato ricorso in appello.

Un orrore scoperto dalle Iene

Il caso della “Ambulanza della morte”, come ormai noto, si deve al programma Mediaset “Le Iene”. Diverse testimonianze hanno raccontato il “modus operandi” –coperto dai clan mafiosi di Adrano e Biancavilla– dei due imputati.

Scalisi e Garofalo, a bordo di un’ambulanza privata, avrebbero fatto morire con un’iniezione d’aria in vena, pazienti terminali, dimessi dall’ospedale, nel tragitto verso le loro abitazioni. In questo modo, si sarebbero accaparrati il sevizio funebre con il riconoscimento di 200-300 dall’agenzia.

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