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Cronaca

Rissa plateale tra albanesi e rumeni a colpi di bottiglie, bastoni e martello

I carabinieri sono già al lavoro per comprendere i motivi della lite e identificare i responsabili

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Sarebbero almeno sette le persone coinvolte in una rissa, verificatasi a Biancavilla, nel cuore del centro storico. Una lite innescata nei pressi di un bar di piazza Roma. I soggetti in via di identificazione sarebbero di nazionalità albanese e rumena.

La rissa ha catturato l’attenzione delle persone presenti in piazza. In tre hanno riportato ferite da taglio. Due sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla e un terzo nella struttura del “Santissimo Salvatore” di Paternò. Le loro condizioni, comunque, non destano preoccupazione.

In piazza si è sparsa la voce dell’uso di coltelli e di un’ascia. Ma è un dettaglio che al momento non sembra trovare riscontro. I contendenti avrebbero fatto uso, invece, di bottiglie, qualche bastone e un martello.

Sul luogo, sono intervenute tre pattuglie di carabinieri e di polizia municipale, oltre a due ambulanze del 118.

I militari stanno già indagando per capire le ragione che hanno innescato la lite di gruppo. Oltre alle testimonianze raccolte in piazza, alcuni testimoni sono stati sentite presso la caserma di via Benedetto Croce.

AGGIORNAMENTO

►Dopo la rissa in pizza Roma, cinque arresti e due denunce

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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