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Per un’ora e mezza bloccati in casa da un’auto lasciata in parcheggio vietato

Ennesimo episodio di ordinaria inciviltà in via Raspagliesi, nel cuore del centro storico di Biancavilla

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Un’auto è rimasta parcheggiata per circa un’ora e mezza, ostruendo l’entrata e l’uscita di un’abitazione. I proprietari sono rimasti “tappati” in casa a causa nell’ennesimo atto di inciviltà e mancato rispetto delle regole elementari di convivenza civile. È successo in via Raspagliesi, nel cuore del centro storico di Biancavilla.

Una zona in cui è difficile trovare uno spazio libero in cui parcheggiare. Ma l’auto in questione era in un punto in cui non poteva nemmeno sostare, visto che è l’unico spazio di ingresso dell’abitazione.

Appurato che non si è trattato di qualche minuto, i proprietari di casa hanno chiamato il comando della polizia municipale. Ma anziché ricevere un immediato intervento, la risposta è che nessuna pattuglia era disponibile in quel momento. Il motivo? «I colleghi sono impegnati nel servizio di controllo con autovelox sulla Strada Statale 284. Il piantone, quindi, ha chiesto scusa per non potere mandare nessuno sul posto e ha chiuso così la richiesta di aiuto.

Nulla da fare. Alle persone bloccate in casa non è rimasto altro da fare che attendere il proprietario dell’auto. Appena è tornato per riprendere l’auto, non ha saputo come giustificarsi. D’altra parte, che giustificazione poteva mai esserci? «Sembrava un bambino con il tono di chi vorrebbe dire “non lo faccio più”». Anche questa è cronaca ordinaria di straordinaria inciviltà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A Biancavilla un morto per coronavirus: la vittima è un professionista 70enne

L’uomo era ricoverato al “San Marco” di Catania, anche la moglie era risultata positiva ma asintomatica

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di VITTORIO FIORENZA

Aveva 70 anni ed era un professionista noto ed apprezzato a Biancavilla: è morto a causa dell’infezione di coronavirus. La notizia è stata appresa da Biancavilla Oggi attraverso fonti ufficiali e qualificate.

L’uomo era stato ricoverato all’ospedale “San Marco” di Catania, a seguito dei sintomi tipici provocati dal Covid-19, la cui infezione è stata confermata dal tampone positivo. A darne comunicazione era stato il sindaco Antonio Bonanno, lo scorso 4 settembre.

Da quel momento, il 70enne si trovava in ospedale a combattere contro il virus. Battaglia che, purtroppo, non è stata vinta, nonostante l’impegno profuso dal personale medico.

Pare che l’infezione sia emersa al rientro, assieme alla moglie, da un villaggio turistico di Palermo. Anche la donna, sottoposta a tampone, era risultata positiva al virus, ma senza avvertire o manifestare i sintomi della malattia.

«È una notizia davvero spiacevole. Tutto il mio profondo affetto alla famiglia: a nome della nostra città, vi siamo vicini». È il messaggio di cordoglio del sindaco Bonanno.

Al Circolo “Castriota”, sodalizio di cui faceva parte il professionista, esposta la bandiera a lutto.

Covid, le vittime biancavillesi ora sono due

Con il 70enne morto oggi, i casi letali di coronavirus a Biancavilla, dall’inizio dell’emergenza, salgono a 2. Il primo decesso risale al 4 aprile, quando all’ospedale “Garibaldi” era morto un 59enne biancavillese, in conseguenza all’infezione.

Poche ore prima della notizia di quest’ultimo decesso, il sindaco Bonanno aveva dato comunicazione via Facebook sulla guarigione di due biancavillesi precedentemente contagiati dal virus.

Si tratta dei due giovani, di 19 e 17 anni, ritornati da una vacanza a Malta, assieme ad alcuni amici, i cui esami avevano evidenziato la presenza del Covid-19.

Allo stato attuale, quindi, le persone che, a Biancavilla, risultano ufficialmente ancora “positive” al virus sono due (la moglie del professionista deceduto oggi e un anziano di 80 anni). Entrambi, comunque, non accusano sintomi e le loro condizioni non destano preoccupazione.

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Il ritorno a scuola con mascherine tra speranze e timori per il coronavirus

Il sindaco Bonanno: «La responsabilità e la fiducia saranno gli anticorpi di cui abbiamo bisogno»

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di VITTORIO FIORENZA

Il ritorno a scuola a Biancavilla, tra speranza ed incertezze, tra timori e voglia di normalità. Primo giorno per tanti alunni, di nuovo in classe dopo la chiusura imposta a febbraio. Un nuovo anno scolastico “strano”, certo. È un ritorno a scuola con lo spettro coronavirus. Tutti con mascherina al volto, gel igienizzanti all’ingresso e misuratori per la temperatura. Banchi e sedie disposti con distanziamento, aule riorganizzate con “segnaletica a terra”.

«Questa mattina mi sono svegliato con il pensiero rivolto ai nostri ragazzi», dice il sindaco Antonio Bonanno. «Loro che, oggi, a Biancavilla zaino in spalla si avviavano al loro primo giorno di scuola. I nostri ragazzi che si ritrovano a vivere una realtà certamente insolita e piena di tante incertezze e incredulità: la mascherina e la consapevolezza di doversi difendere da un virus invisibile e subdolo».

Già nelle settimane scorse, l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, aveva svolto sopralluoghi nelle scuole e incontri con i dirigenti scolastici. Poi la decisione di fare slittare l’avvio dell’anno scolastico dal 14 al 24 settembre.

«La crescita e la formazione dei bambini non può e non deve arrestarsi. Per questo, da parte nostra, abbiamo messo in campo tutte le forze e le competenze necessarie per preparare al meglio l’avvio dell’anno scolastico. Così come hanno fatto anche i dirigenti scolastici, i docenti ed il personale che lavora nelle scuole. Uno sforzo di tutti per garantire una normalità che allontani qualunque timore e che ci permetta di riappropriarci della nostra quotidianità», ha detto il sindaco.

L’appello del sindaco Bonanno

La scuola spezzata. Era marzo. Il primo, tangibile segno dell’emergenza “Coronavirus” era stata la sospensione delle attività didattiche e la chiusura degli istituti. A Biancavilla coinvolti 4000 alunni. Si pensava che tutto si sarebbe risolto in qualche settimana. Invece, no: bambini a casa, didattica a distanza (non sempre garantita). Non era mai accaduto, dalla seconda guerra mondiale, che le scuole venissero chiuse per un così lungo tempo.

«Il Covid 19 –sottilonea Bonanno– ha stravolto l’organizzazione stessa di ogni scuola. Facciamo che diventi un’opportunità per migliorare le relazioni umane e instaurare un clima di unione e responsabilità. E proprio dalla responsabilità che ripartiamo».

Ecco perché il primo cittadino, per questo ritorno a scuola con lo spettro del coronavirus, ha voluto mandare un saluto, ma anche un appello. «Genitori, insegnati e ragazzi: collaboriamo tutti assieme per sconfiggere un virus che teme il rispetto delle regole e l’attenzione ai comportamenti. La responsabilità e la fiducia nella nostra azione saranno gli anticorpi di cui abbiamo bisogno per questo avvio di anno scolastico. Care ragazze e ragazzi, cari genitori e docenti: sono con voi in questo primo giorno di scuola».

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