Politica
Valzer assessoriali anche in estate: arrivato il turno di Scalisi e Pennisi
Mario Amato ed Enrica Neri lasciano la Giunta per accordi con i loro gruppi: i sostituti hanno già giurato
Hanno trovato conferma le indiscrezione che aveva anticipato Biancavilla Oggi su quello che abbiamo definito turnover “balneare” nella Giunta Bonanno: Salvatore Scalisi e Giorgia Pennisi entrano in amministrazione comunale, dopo i posti lasciati vuoti –con le loro dimissioni– di Mario Amato ed Enrica Neri.
I valzer assessoriali, quindi, non si fermano nemmeno in estate al palazzo comunale. Avvicendamenti non dettati da nuovi equilibri politici della maggioranza, ma programmati e concordati all’interno delle singole forze.
Scalisi, dimessosi di recente da consigliere comunale, diventa assessore in rappresentanza della lista “Riparti Biancavilla”, mentre Pennisi è in quota “Biancavilla mi piace”. Entrambi hanno prestato giuramento.
«Nonostante sia alla mia prima esperienza istituzionale, ho molte idee che mi intendo mettere in pratica sin da subito», dice Giorgia Pennisi. «Ho tanta voglia di contribuire al benessere della mia comunità: a maggior ragione in questo periodo storico che ci sta mettendo duramente alla prova».
«Intendo continuare quello che ho cominciato da consigliere – spiega Salvatore Scalisi -. I presupposti ci sono tutti perché c’è una squadra di governo che sta lavorando al meglio per la nostra città».
«A loro auguro di lavorare al meglio per la comunità biancavillese – conclude il sindaco Antonio Bonanno – Al tempo stesso, ringrazio per il loro enorme contributo, gli uscenti Enrica Neri e Mario Amato. Gli assessori che hanno fatto della mia giunta non si sono mai risparmiati ed hanno sempre condotto un lavoro esemplare, così come nello spirito della coalizione che mi sostiene: la quale sta mettendo a disposizione della città tutte le risorse più valide. Il nostro lavoro continua, nell’esclusivo interesse di Biancavilla e dei biancavillesi».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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erica
6 Agosto 2020 at 23:55
uno nominato assessore dopo essere già stato consigliere, l’altra solo.perche sorella di una candidata che tra l’altro non è neppure salita consigliere…siamo alla frutta
Salvatore+Cantale
6 Agosto 2020 at 22:07
La mediocrità alimenta se stessa.