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Cronaca

Moto in frantumi in viale Europa: perde la vita un giovane 19enne di origine romena

Saranno i carabinieri a verificare eventuali responsabilità di terzi, come qualche testimone avrebbe riferito

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di VITTORIO FIORENZA

Si chiamava Ionut Mirel Brumia, ma in paese era conosciuto come “Giovanni”. È lui la vittima dell’incidente verificatosi a Biancavilla. Aveva compiuto da pochi giorni 19 anni: è morto sul colpo.

Una moto di grossa cilindrata in frantumi e il corpo senza vita del guidatore sull’asfalto. Serata tragica a Biancavilla. L’incidente è avvenuto in viale Europa, a Biancavilla, vicino piazza Falcone-Borsellino.

Il ragazzo era residente a Biancavilla da alcuni anni e lavorava come bracciante agricolo. Era originario di Blăgești, piccola località del distretto di Bacău, la regione storica della Moldavia, nella parte est della Romania.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane si sarebbe schiantato, dopo avere urtato un palo della pubblica illuminazione. Ma saranno i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Paternò, intervenuti sul posto, ad effettuare ogni verifica ed accertare eventuali responsabilità di terzi, come qualche testimone avrebbe riferito.

Oltre ai militari, intervenuti anche gli operatori sanitari del 118 con un’ambulanza e i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano. Questi ultimi chiamati per mettere in sicurezza il lungo tratto di strada, in cui sono disseminati i detriti, oltre ad un palo della pubblica illuminazione pericolante, dopo l’impatto della moto.

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►Il sindaco Antonio Bonanno: «Siamo vicini alla famiglia di Yonut»

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Cronaca

Camion rubato a Biancavilla per l’assalto in banca del clan Santangelo

Dalle carte del blitz “Adrano libera”, emergono i retroscena del furto di un veicolo nel 2017

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di VITTORIO FIORENZA

Un camion rubato a Biancavilla. Un furto dietro al quale non c’erano ladruncoli di provincia. Ma –si scopre adesso– gli uomini del clan Santangelo-Taccuni di Adrano, in primis il boss Gianni Santangelo.

L’episodio criminale è accaduto in via Stati Uniti d’America e i retroscena emergono ora dall’inchiesta “Adrano libera”, che ha colpito i Santangelo-Taccuni. Sono 36 le persone indagate, di cui 33 arrestate o raggiunte da provvedimento cautelare in carcere, dove si trovavano già per altre cause. I reati contestati –su indagini del commissariato di polizia di Adrano e della Squadra mobile di Catania– sono di associazione mafiosa, traffico di droga e furti.

Dalla lettura delle 464 pagine dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari, a firma del giudice Giovanni Cariolo, Biancavilla Oggi nota come a sei indagati venga attribuito anche –nella più complessa impalcatura accusatoria– il furto del camion. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2017, a Biancavilla. Il giorno dopo, un secondo furto – questa volta nel deposito di una ditta di Santa Maria di Licodia – di un mini escavatore, caricato sull’autocarro.

Tutti preparativi –rivelano adesso gli inquirenti– per il colpo più importante messo a segno alcuni giorni. L’assalto al “Credem”, istituto bancario di via San Pietro ad Adrano. Il gruppo criminale, con l’ausilio del mini escavatore (trasportato sul camion “prelevato” a Biancavilla), aveva scardinato lo sportello Atm, portandolo via su un’auto furgonata e facendo perdere le tracce. Bottino: quasi 25mila euro.

Bottino destinato all’acquisto di droga

La Procura di Catania contesta questi specifici fatti al boss Gianni Santangelo e a Antonino Bulla, Vincenzo Bulla, Salvatore Foti, Roberto Leonardi e Toni Ugo Scarvaglieri.

Il denaro dell’Atm sarebbe stato destinato –svelano ancora gli inquirenti– all’acquisto di partite di droga. Il clan, infatti, gestiva importanti piazze di spaccio. Ma aveva contatti per l’approvvigionamento degli stupefacenti nelle province di Varese e Como e pure in Calabria e Albania.

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