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Coronavirus, chiuse tutte le scuole: coinvolti oltre 4000 alunni a Biancavilla

Il sindaco Antonio Bonanno, intanto, smentisce le voci su presunti casi di contagio: «Tutto falso ed inventato»

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Sono più di 4000 gli alunni coinvolti a Biancavilla nelle misure stabilite dal governo. Scuole chiuse in tutto il territorio italiano fino a metà marzo per contrastare e prevenire la diffusione del coronavirus.

A Biancavilla le scuole interessate sono il Primo circolo didattico “San Giovanni Bosco”, il Secondo circolo didattico “Giovanni Verga”, l’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, la scuola media “Luigi Sturzo”, il Liceo delle Scienze umane, l’Istituto Tecnico Industriale, l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato e i plessi delle scuole private.

Salvo proroghe, la campanella dovrebbe suonare di nuovo lunedì 16 marzo. Il sindaco Antonio Bonanno: «Confermo che stando alle disposizioni del Governo, fino alla metà del mese di marzo le lezioni scolastiche negli istituti di ogni ordine e grado verranno sospese. Una decisione legata all’emergenza del CoronaVirus. Intendo, inoltre, smentire una voce che gira a proposito di presunti “casi anomali” all’ospedale di Biancavilla: è tutto assolutamente falso e inventato».

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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