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Parcheggia sulla scivola della chiesa madre, ma chiede scusa su Facebook

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© Foto Biancavilla Oggi

«Ammetto di avere sbagliato, non ne ho potuto fare a meno, praticamente non trovavo posto. Dovevo fare un lavoro lì vicino, venti minuti. Ciò non significa che è giusto fare una cosa ingiusta. Scusate, saluto tutti».

Con queste parole si è scusato, assumendosi la responsabilità per avere parcheggiato sulla scivola posta ai piedi della basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”.

Lo scatto fotografico di quell’atto di inciviltà è stato pubblicato da Biancavilla Oggi su segnalazione di un nostro lettore. Ne è scaturito un vespaio di commenti indignati.

Tra questi, sul post pubblicato nella nostra pagina Facebook, è apparso anche quello del cittadino che avrebbe parcheggiato in quel modo (almeno così ammette lui). Ha lasciato quel commento che abbiamo pubblicato sopra. Poi, dopo meno di mezz’ora, lo ha cancellato.

Ma in tanti lo avevano già letto. «Quantomeno ha ammesso di avere sbagliato. Ha chiesto pubblicamente scusa, magari tra coloro che stanno criticando c’è qualcuno peggiore», ha commentato un utente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Schiamazzi notturni e strade usate come urinatoi, qui non si può dormire»

Gli abitanti della zona del plesso “Marconi” si rivolgono a “Biancavilla Oggi” e lanciano un Sos

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Nemmeno di notte si può dormire in pace. Ci scrivono gli abitanti delle vie che costeggiano il plesso elementare “Guglielmo Marconi” del 1° circolo didattico. Siamo in pieno centro, a Biancavilla e la quiete è soltanto un lontano ricordo.

«Disturbi notturni con schiamazzi fino a tarda notte, musica ad alto volume, c’è chi urina nelle vie e nelle saracinesche dei garage. C’è chi butta lattine, sacchettini, plastica a terra. C’è chi lancia le bottiglie di birra e le rompe a terra».

Questo scrivono i residenti, rivolgendosi a Biancavilla Oggi, nella speranza che possa intervenire qualcuno e ponga fine ad una situazione che è diventata intollerabile.

«È impossibile da vivere questa situazione –viene sottolineato– tutto il vicinato non riesce più a dormire. Si pensava che in inverno questo “casino” si placasse, ma invece persiste».

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