Connect with us

L'Intervento

Mafia e silenzi politici a Biancavilla Severa lettera di Giuseppe Arena

ESCLUSIVO L’ex imprenditore ed ora testimone di giustizia scrive al sindaco Bonanno:
«La mafia la si può colpire se la politica si schiera a gran voce. La politica deve urlare»

Pubblicato

il

© Foto Biancavilla Oggi

Sono Arena Giuseppe, testimone di giustizia dal 2017, vivo sotto protezione, sotto scorta. Ho lasciato Biancavilla e non ci tornerò più per ovvi motivi di sicurezza.

Tuttavia, qualche giorno fa ho sentito il bisogno di tornare a Biancavilla, che è sempre e comunque il mio paese, quel paese dove sono cresciuto, dove ho lasciato tanti amici, dove ho gioito, dove ho giocato a calcio, dove sono nati i miei figli e dove, però, ho sofferto e sono stato umiliato quando venivo costretto a cedere parte del mio guadagno ai mafiosi, agli estorsori.

Li ho denunciati, ci è voluto coraggio, perché inizialmente avevo paura e mi sembrava qualcosa di troppo grande per me che, come tanti, sono cresciuto con una mentalità omertosa che mi ha sempre fatto accettare il dramma che vivevo, tanto che me la raccontavo.

Sì, me la raccontavo. Per sopravvivere all’umiliazione di dovere dare soldi per evitare botte, incendi, minacce, forse anche la morte, raccontavo a me stesso che in fondo il sistema è questo, che in fondo loro ti proteggono, che in fondo loro sono amici.

In realtà, non sono amici, sono mafiosi e i mafiosi non possono essere amici di nessuno.

Tornando a quando sono venuto a Biancavilla (era il 22 ottobre e ho organizzato tutto per farmi accompagnare), lo Stato ha messo a disposizione soldi, uomini della scorta, impegno, lavoro di tanti. Tutto ciò perché avevo richiesto di incontrare il sindaco del mio paese.

Prima di attivare tutta la macchina del nucleo di protezione, ho telefonato al Comune e ho parlato proprio con lui, con il sindaco, e con lui abbiamo fissato l’appuntamento per il 22 ottobre.

E così, il 22 ottobre, insieme a mia moglie e alla scorta, mi sono recato al Comune e ho chiesto del sindaco ma il sindaco sorprendentemente non c’era.

Gli Uomini della scorta si sono indispettiti perché affrontare un viaggio ed organizzare gli spostamenti assicurandomi la giusta protezione ha comportato tanto lavoro, ma il sindaco non c’era.

Ho chiesto dove fosse e mi hanno riferito che era impegnato in una riunione. La cosa divertente (o squallida) è che una delle persone con cui ho parlato, precisamente un consigliere, essendo impreparato nel vedermi, ha detto “ma il sindaco era qua fino a poco fa!”. Che figura.

Mi sono lamentato, ho detto che quanto meno avrebbe potuto avvisarmi o che avrebbe potuto chiedermi di posticipare l’incontro ad un altro orario della stessa giornata o devo pensare che la riunione sia durata 24 ore?

Per non rendere il viaggio completamente vano, ne ho approfittato per chiedere alcune informazioni su alcuni tributi comunali di cui mi è stato richiesto il pagamento e, deluso, per l’assenza del sindaco, me ne sono andato. Ce ne siamo andati.

A sua discolpa, potrà dire di tutto, ma parliamoci chiaro, se avesse voluto incontrarmi davvero, si sarebbe impegnato in ogni modo. Forse dirà che non ha il mio numero, ma non mi si dica che il sindaco di un paese non sa come rintracciare un cittadino, testimone di giustizia. Avrebbe potuto contattare mio fratello, avrebbe potuto contattare il mio avvocato, avrebbe potuto contattare qualche mio familiare che ancora vive a Biancavilla o più semplicemente avrebbe potuto scrivermi su Messenger, visto che tutti sanno che ho il profilo attivo. E lo avrebbe dovuto fare per tempo, non dico dieci giorni prima, ma anche la sera prima o la mattina presto dello stesso giorno prima che mia moglie, la scorta ed io prendessimo l’aereo.

Ed invece mi ha inferto l’umiliazione di non farsi trovare. Un sindaco al quale un testimone di giustizia chiede un appuntamento, non si fa trovare e non chiama né prima né dopo avere disertato l’appuntamento.

Eh sì, perché avrebbe potuto chiamarmi dopo. Avrebbe potuto scusarsi. Avrebbe potuto raggiungermi nei pressi di Biancavilla, prima che io me ne andassi. Avrebbe potuto impegnarsi ad organizzare un altro incontro, magari su Skype, avrebbe potuto impegnarsi a raggiungermi da qualsiasi parte.

Sindaco, quello che volevo chiederti è questo: perché in una tua intervista su Biancavilla Oggi hai dichiarato (LEGGI QUI) di conoscere mio fratello Luca, ma non me? Questo non è vero. Quanti caffè, sindaco, ci siamo reciprocamente offerti nel bar vicino al distributore di benzina di tua proprietà o comunque dove lavoravi? Quante volte abbiamo preso il caffè insieme nel bar di fronte al Comune dove tu ti recavi sempre in compagnia? Ricordi? Sbaglio nel ricordare che, quando il tuo gruppo era all’opposizione, sei stato tu a presentarmi l’ex consigliere Caporlingua, tuo amico, con il quale mi sono lamentato per le modalità pericolose con le quali si tumulava nel paese di Biancavilla? Sbaglio nel ricordare che io mi sono offerto di acquistare dei macchinari adatti alla tumulazione sia per donare dignità al defunto, non maltrattando le bare funebri, e sia perché gli operai lavorassero in sicurezza? Allora eri all’opposizione e quindi ti interessava fare emergere i problemi di Biancavilla.

E adesso che sei sindaco? Non ti interessa più? Non ti interessa parlare con un testimone di giustizia? Ma, come? Proprio tu che rappresenti un Comune che si è costituito parte civile in un processo di mafia, proprio tu dovresti essere sensibile a questo argomento. Proprio tu dovevi sentirti onorato della mia richiesta di un appuntamento. Onorato non per me. Onorato perché lo Stato ha speso dei soldi per portarmi da te. O devo pensare che la costituzione di parte civile sia una costituzione solo di facciata? O devo pensare che le costituzioni di parte civile del Comune siano dettate dalla “predica” che Fiorenza urla da anni sui giornali? Sindaco, vacci in Udienza. Indossa la fascia tricolore e vacci alle Udienze.

Non basta la costituzione di parte civile. Quello è un atto che lascia il tempo che trova. Se è un atto sentito, vero, vacci alle Udienze. Siediti in Aula e fatti vedere dai mafiosi. Questo avrebbe valore. Questo avrebbe senso. Altrimenti sono soldi inutili di spese legali e basta. Fidati, sindaco. Se no, devo proprio dire che su questo argomento così spinoso, non sei molto preparato. Ma invece lo devi essere. Lo devi essere perché Biancavilla è un paese difficile, è una paese in cui nei tempi in cui vi abitavo io, mica lo pagavo solo io il pizzo, sindaco. Devo pensare che ora tutto è diverso? Devo pensare che la mafia è scomparsa? È stata fortemente colpita, è vero, anche grazie e me e a mio fratello, ma non è scomparsa.

E poi, sindaco, visto che è assodato che noi ci conosciamo, perché non mi hai mai fatto una chiamata per sapere come io stessi? Perché non mi hai chiesto se avessi bisogno di qualcosa? Perché non ti sei schierato dalla mia parte? La mafia la si può colpire se la politica si schiera a gran voce. La politica deve urlare! Volete capirlo tutti quanti oppure no?

Fino a quando non sarà così, io e gli altri come me, possiamo fare tanto ma mai abbastanza, perché la mafia, se non cambia la mentalità, la cultura, a partire dalle istituzioni, non morirà mai.

Non bastano le passerelle e le giornate di memoria, ci vogliono fatti, ci si deve mettere la faccia. Si deve avere coraggio. Se no, sindaco, non ci si candida e si lascia spazio a chi questo coraggio ce l’ha. Non credi?

Sono tante le cose che vorrei dirti, Antonio, ci chiamavamo per nome. Ricordi? Tu Antonio ed io Giuseppe. Ci conosciamo sin da ragazzi, all’epoca ragazzi, oggi tu sindaco ed io Testimone di Giustizia. Se fossimo sulla stessa lunghezza d’onda, potremmo fare tanto affinché non ci sia più un Giuseppe Arena a Biancavilla, costretto a stravolgere la sua vita, per avere denunciato gli estorsori. Ed invece, Antonio, tu non ti sei fatto trovare. E credimi, qualsiasi spiegazione o giustificazione mi darai, perché conoscendoti, tenterai di darla, non basterà. Credimi. Riunione o non riunione dovevi farti in quattro quel 22 ottobre. Sai, Antonio, quello stesso giorno, avevo un altro appuntamento. Un appuntamento con un coraggioso Rappresentate delle Istituzioni. Lui puntualissimo si è fatto trovare. È arrivato di tutta corsa con il borsone da calcio e sorridendo mi ha detto che la sera, dopo il lavoro, sarebbe andato, appunto, a fare una partitella a calcio. Il mio amato calcio, quante partite ho giocato nel mio amato paese di Biancavilla! E quante i miei figli non potranno giocare!

Abbiamo chiacchierato, gli ho presentato mia moglie. È stato gentile, umano, credo si sia anche emozionato quando gli ho donato una targa per ringraziarlo di tutto quello che fa ogni giorno contro la mafia, senza grandi clamori. Lui si batte ogni giorno contro la mafia. È stato un bell’incontro. Lui quel giorno non aveva riunioni, non aveva impegni e, credimi, nulla togliendo al ruolo di sindaco, era più legittimo che li avesse Lui per il ruolo che ricopre e per le emergenze che fronteggia che non tu. E invece, no, Lui c’era. È arrivato cinque minuti in ritardo e si è scusato con me, con mia moglie e con la scorta e mi ha chiesto se aspettavo da troppo tempo. In un’altra vita, in un altro mondo, sarebbe stato bello che anche il sindaco del mio paese avesse partecipato a questo incontro. E invece, no. Sai, sindaco, il 22 ottobre era il mio compleanno. Non l’ho trascorso con i miei figli perché per me era troppo importante parlare con te.

Avrei voluto chiederti anche una cosa che non mi riguarda direttamente, ma che da cittadino un po’ mi fa pensare. Ho letto sul sito del Comune di Biancavilla la nomina del nuovo membro della commissione di disciplina del comune. È il comandante dei vigili urbani. Ma il comandante dei vigili urbani, non è stato rinviato a giudizio per le minacce che avrebbe proferito nei confronti di una donna? Quella stessa donna che è stata massacrata di botte durante i famosi fatti della fiera del bestiame di cui nessuno, tu per primo, parla?  Per carità, tutto il garantismo di questo mondo. I fatti verranno accertati a processo, ma non mi pare un atto opportuno (non si dice così in politica?) nominare come membro del consiglio di disciplina un dipendente comunale accusato per minaccia. A me non pare assolutamente un atto opportuno e conveniente. Checché tu ne dica o checché ne dica il tuo comandante dei vigli urbani!

Ricorda, sindaco, gli “atti inopportuni” così come il silenzio uccidono più delle parole sbagliate. Credimi. Il silenzio delle istituzioni è una coltellata. È il colpo finale che subisce una vittima di reati obbrobriosi. Prova a parlare, magari sbaglierai a dire qualcosa, perché non mi pare tu abbia compreso la gravità dei fatti di cui ti parlo, ma provaci, se è vero che credi nei principi di legalità.

Rispondimi, se vuoi, ma ti prego, non accampare scuse. Se devi accampare scuse, accetta questa mia lettera e rimani in silenzio. Come lo sei stato finora con me e come lo sei stato anche per i fatti della fiera che, da cittadino che ora più che mai crede nella legalità, mi hanno colpito profondamente e costituiscono una ferita del nostro paese, così come tanti altri fatti che sono stati sepolti nel silenzio delle istituzioni.

Ti chiederai il perché di questa lettera pubblica. È uno sfogo. È la dimostrazione della sofferenza di chi continua a sentire che il silenzio a Biancavilla urla.

Sindaco, un’ultima cosa, il 14 gennaio 2020 si terrà la prossima Udienza del processo “Ambulanze della morte”, vacci. Tutti i biancavillesi onesti, che credono nella legalità ce lo aspettiamo. O comunque, io non mi aspetto più niente da te, ma non si sa mai che qualcuno ti faccia riflettere sulle mie parole e ti convinca ad essere presente.

Te lo auguro, ciao Antonio.

Giuseppe Arena

La risposta del sindaco: «Vengo io a trovarti»

Carissimo Giuseppe,

poche righe senza cercar alcun alibi. Sono stato il primo a rammaricarsi per il mancato incontro dell’altra mattina. Ma, purtroppo, ho imparato a mie spese che da quando sono sindaco della mia e nostra amata città, accade di dover partecipare in prima persona ad incontri istituzionali nei quali non è possibile nemmeno delegare qualcuno che prenda il tuo posto perché è richiesta la presenza del sindaco.

È quello che accaduto la famosa mattina di qualche giorno fa, per un sopraggiunto impegno con l’Ati idrico del quale sono vice presidente provinciale in nome e per conto del nostro Comune: incontro protrattosi più del dovuto e che non mi ha permesso di rientrare in tempo. È a quel punto che ti avevo dato la mia disponibilità per il pomeriggio ma ho compreso che non ti era possibile. Personalmente, non sarei mai venuto meno all’impegno preso. Ma, ho premesso, che non cerco e non voglio alibi.

Ti scrivo per dirti che mi piacerebbe renderti visita: essere io ricambiare il tempo che tu avevi messo a disposizione per incontrarmi.

Comprendo le difficoltà della cosa legate ad una questione di sicurezza  ma organizziamoci, assieme alle Forze dell’Ordine, per trovare un luogo vicino alla tua residenza dove poterci incontrare compatibilmente con il Programma di sicurezza in atto. Sarò io a spostarmi e raggiungerti.
Non dovessero esserci le condizioni, rimedieremo tramite il servizio di Skype: ma, quest’ultima, vorrei fosse solo un’ipotesi da tenere in considerazione.

Come sai, il Comune di Biancavilla ha intrapreso delle posizioni forti costituendosi parte civile in processi come l’Ambulanza della morte. Ed è su questa strada che intendiamo proseguire.
Ti confermo la mia intenzione di confrontarmi con te, quanto prima. Con stima,

Antonio
Pubblicità
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

L'Intervento

Coronavirus, diario di un biancavillese rimasto con la moglie nella “zona rossa”

Senso di responsabilità: «La “ragione” ha prevalso sul “cuore” e abbiamo deciso di non rientrare in Sicilia»

Pubblicato

il

© Foto Biancavilla Oggi
di GIUSEPPE CIADAMIDARO

Sono settimane di fibrillazione quelle che stiamo vivendo con mia moglie qui in Emilia Romagna. Ci troviamo in provincia di Modena, in un paesino di collina di circa 3800 abitanti, ed entrambi lavoriamo a scuola come docenti.

Da quel 24 febbraio 2020, data in cui veniva decisa la chiusura delle scuole, siamo rimasti un po’ spiazzati dalle notizie, ma pensavamo che tutto si sarebbe risolto con pochi giorni di “vacanze precauzionali”, motivo per il quale non abbiamo pensato di tornare nel nostro paese di origine, Biancavilla, anche perché credevamo si trattasse soltanto di una settimana.

Ogni volta, però, che nei tg e nelle conferenze dei governatori sentivamo che la situazione stesse diventando sempre più grave, avvertivamo un senso di sconforto. Di giorno in giorno i contagi dilagavano a “macchia d’olio” sino ad arrivare nella nostra provincia, inserita tra quelle della “Zona di massima allerta”.

La paura ha cominciato a farsi sentire, sembra di vivere in uno di quei film dell’orrore come “La Città verrà distrutta all’alba (1973)” o “Virus Letale (1995)”. Abbiamo pensato alla nostra amata Isola, al mare e alla voglia di “scappare” giù protetti dalla nostra “mamma” Etna, ma ecco che la “ragione” ha preso il sopravvento sul “cuore” e ci ha portati a scegliere di rimanere, non tanto per evitare il viaggio, ma per evitare il rischio di un possibile “trasporto” del Covid-19 nel nostro paese: sarebbe da incoscienti ed irresponsabili. La voglia di riabbracciare i nostri cari, approfittando di questo distacco dal lavoro, è tanta, ma è ancor più forte la razionalità messa in campo per evitare possibili contagi.   

Al momento noi siamo in buona salute e non siamo entrati in contatto con persone positive al virus, rispettando le disposizioni che il Governo ci suggerisce ed evitando qualsiasi spostamento, se non strettamente necessario e magari non in orario di punta. Ci siamo attivati con il nostro Istituto comprensivo con la “Didattica a distanza”, che ci permette, attraverso video-conferenze, video-lezioni e materiale informatico, di proseguire il nostro lavoro da casa. Una cosa molto insolita ma che ci permette di prevenire il dilagarsi del virus.

Inoltre, il nostro “tempo libero” lo dedichiamo al volontariato: siamo volontari di Croce Rossa e ci occupiamo di Emergenza/Urgenza, motivo per cui viviamo in prima persona questa situazione e possiamo garantire che non è solo una semplice influenza ma qualcosa che, per fortuna non a tutti, porta a gravi conseguenze.

Non viviamo questi giorni come se fosse una vacanza, ma una vera e propria emergenza. Basterebbe solo che tutti si rendessero conto di tale situazione e che nel loro piccolo applicassero quello che il Governo ci invita a fare. Non farlo non ci rende più “sperti” ma, al contrario, più vulnerabili al virus.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere...

L'Intervento

Fiera degli animali, vigili urbani sotto processo: gli avvocati scaldano i muscoli

Primissimi “botta e risposta” tra i legali che assistono i poliziotti municipali ed il legale di Pilar Castiglia

Pubblicato

il

© Foto Biancavilla Oggi

Quali difensori dei sigg.ri Currò Placido, Pulia Anna Maria, Tempera Carmelo, Zuccarello Santo, Messina Luca, Randazzo Grazia, tutti appartenenti al Corpo della Polizia Municipale di Biancavilla e imputati nel procedimento sui fatti della fiera degli animali di qualche anno fa, pur rimanendo fedeli al principio fondamentale che i diritti e gli interessi dei nostri assistiti vanno tutelati nelle opportune sedi giudiziarie, in questo caso il processo avanti al Tribunale di Catania, 4a sezione penale collegiale, riteniamo però opportuno, sempre ed esclusivamente nell’interesse dei nostri assistiti, condividere alcune riflessioni sui provvedimenti adottati dal Tribunale all’udienza del 13 febbraio del quale inviamo copia per eventuale pubblicazione.

Ciò perché l’attenzione posta sulla vicenda dalla stampa locale ed il vivace dibattito che ne è conseguito, assieme alla funzione pubblica svolta dai nostri assistiti, impone di superare il riserbo che ogni difensore può scegliere di osservare sulle vicende giudiziarie nelle quali si presta attività difensiva, e prendere posizione pubblica per tutelare l’immagine professionale e umana delle persone che a noi si rivolgono.

Con riferimento alla esclusione delle parti civili

Il Tribunale ha, con ordinanza inoppugnabile, escluso la costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste “Uniti per gli Animali”, “Codici Ambiente”, “Lega Antivivizezione”, “Associazione Nazionale Tutela Animali”, “Associazione Guardie Ambientali”, “L’altra Zampa” nonché dell’avv. Pilar Maria Dolores Castiglia, che avevano chiesto di costituirsi contro gli ufficiali ed agenti della Polizia Municipale di Biancavilla, nostri assistiti.

A seguito di tale ordinanza, si ribadisce non impugnabile, nessuna associazione o persona fisica è legittimata ad avanzare richieste di risarcimento nei confronti dei componenti della polizia municipale cui quella mattina fu chiesto, esclusivamente, lo sgombero dell’area in questione dai soggetti che la occupavano senza titolo o concessione.

Il provvedimento del Tribunale fa chiarezza, dopo la precisa contestazione del Pubblico Ministero, una volta per tutte su un importante aspetto: ai nostri assistiti viene contestato solo e soltanto di non essere tempestivamente intervenuti, quale “polizia amministrativa”, per verificare la sussistenza delle autorizzazioni amministrative per l’occupazione del suolo pubblico per la cd. fiera di animali.

Sarà il processo a stabilire se ritardo colpevole vi fu o se i vigili rispettarono gli ordini di servizio ricevuti dal Comandante per la particolare giornata di domenica, due ottobre.

Ma, fin da subito, il Tribunale ha stabilito che nell’accusa mossa non esiste alcun collegamento causale tra quello che i Vigili Urbani non avrebbero tempestivamente fatto e i reati di maltrattamenti degli animali e le violenze subite dalle persone offese, “tra l’altro occorse quando sul posto erano già intervenuti i carabinieri, a loro volta rimasti vittime di aggressioni” come si legge nell’ordinanza.

Alla sig.ra Angelica Petrina e all’avv. Pilar Castiglia va certamente la nostra solidarietà umana e professionale ma ribadiamo che, da adesso, nessuno e in nessuna sede potrà affermare che il presunto ritardo nell’intervento della Polizia Municipale, in quella specifica giornata e in quelle ore, abbia potuto in qualche modo cagionare danni agli animali o alle persone intervenute.

A meno che non si voglia fare informazione negando i fatti e non tenendo conto del parere di chi quei fatti è chiamato ad accertare e, eventualmente, sanzionare.

L’ordinanza emessa dal Tribunale ribadisce pertanto, in maniera limpida ed inoppugnabile, un principio espresso da questi difensori e già ricavabile dalle scelte operate dalla Procura:

  • non vi è alcuna correlazione tra il contestato mancato intervento per ragioni di “polizia amministrativa” (lo si ribadisce, la verifica e lo sgombero di un’area pubblica) e il reato di maltrattamenti di animali, già perfezionatosi ben prima della richiesta di intervento e per il quale a risponderne è altro soggetto.
  • non vi è alcuna correlazione tra il contestato mancato intervento per ragioni di “polizia amministrativa” con le successive violenze subite dalle persone offese e dai carabinieri intervenuti.

Sarà il processo a stabilire se può essere mosso rimprovero agli operatori della Polizia Locale per essere intervenuti in ritardo in quella giornata estremamente particolare per Biancavilla, per la concomitanza della festa di San Placido, dell’installazione di decine di bancarelle, di una seduta del Consiglio Comunale, di una manifestazione pubblica del Volontariato cittadino e della chiusura al traffico di molte vie del centro storico.

Con riferimento alla estromissione del teste, Vittorio Fiorenza

Nell’ottica di chiarezza che muove questo nostro intervento va detto anche che i colleghi difensori dell’Avv. Pilar Maria Dolores Castiglia e dell’Associazione Lav, avevano chiesto l’audizione di Vittorio Fiorenza in quanto noto giornalista de “La Sicilia” ed editore del giornale online Biancavilla Oggi a conoscenza di numerose informazioni relative ai fatti di cui ai capi di imputazione con particolare riferimento a quelli contestati agli agenti di Polizia Municipale.

Il Tribunale ha accolto l’istanza di estromissione del teste, avanzata da questa difesa, per due motivi:

  • le parti civili sono state estromesse in relazione alle condotte contestate agli agenti di Polizia Municipale e, per questo, nessuna prova contro i Vigili può essere addotta da chi non potrà chiedere nulla agli stessi Vigili;
  • le circostanze indicate, su cui avrebbe dovuto riferire Fiorenza, giornalista, sono state ritenute generiche.

Per legge, infatti, l’esame del teste deve essere chiesto su fatti determinati ed è vietato deporre sulle voci correnti nel pubblico.

In questo senso riteniamo che il provvedimento del Tribunale sia di notevole pregio perché ha sostanzialmente sancito la netta separazione che deve esistere tra la “narrazione” mediatica dei fatti per cui si fanno i processi e l’accertamento processuale dei fatti in contestazione, che deve avvenire attraverso prove concrete, specifiche e verificabili nel contraddittorio delle parti. La prima deve sempre tenere conto della seconda, e non viceversa.

Sarà il processo, con l’intervento dell’accusa e della difesa di fronte al giudice imparziale, a stabilire la verità processuale, sarà la stampa, libera in uno stato di diritto e democratico, a informare, raccontare e commentare.

Avv. VINCENZA MINEO
Avv. SALVATORE CATALFO
Avv. SALVATORE LIOTTA

Assenza dei vigili urbani ed aggressioni

In qualità di difensore dell’avv. Castiglia Pilar Maria Dolores, preciso quanto segue:

Il Tribunale, in questa fase, non è a conoscenza delle denunce sporte dalle persone offese (Avv. Castiglia e Signora Petrina), né delle relazioni di servizio dei Carabinieri intervenuti e aggrediti anch’essi, pertanto, le ordinanze del Tribunale possono essere revocate in qualunque istante, anche d’ufficio, in quanto il dibattimento – unico momento processuale in cui si forma la prova – ha una sua dinamicità che spesso rivela scenari ben più gravi di quanto si possa ricavare dal capo di imputazione formulato nella fase della chiusura delle indagini preliminari.

Nulla vieta al Tribunale, nel proseguo, di riconoscere un nesso di causalità tra la condotta della Polizia Municipale non intervenuta e le aggressioni subite dalla mia assistita, avv. Castiglia.

Quanto al giornalista Vittorio Fiorenza, le circostanze sulle quali verterebbe il suo esame, sono solo apparentemente generiche, avendo avuto modo il giornalista di “informare e raccontare” la fiera animali di Biancavilla per anni, ma soprattutto per essere a conoscenza di particolari interessanti rispetto ai fatti oggetto del processo.

Anche in questo il Tribunale, alla luce delle dichiarazioni dei testi, potrebbe ritenere assolutamente necessario disporre d’ufficio l’assunzione della testimonianza del giornalista.

Nel merito, quindi, nulla ha deciso il Tribunale che, correttamente, ha solo delineato il tema dibattimentale nella sua fase iniziale.

Avv. GAETANA CIPOLLA
Continua a leggere...
Advertisement

Nero su Bianco Edizioni

UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili