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Un carro funebre con due cavalli bianchi per l’ultimo saluto ad Alfio

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di Vittorio Fiorenza

Un carro funebre trainato da due cavalli bianchi per l’ultimo “viaggio” di Alfio Scandura, noto “personaggio” biancavillese morto all’età di 73 anni. Il corteo funebre è partito dall’abitazione di via del Melograno per arrivare fino alla chiesa del Rosario, dove padre Pino Salerno ha celebrato i funerali. Una cerimonia semplice in cui è stato tracciato il profilo della personalità, vivace, colorita, stravagante, di Alfio, noto da tutti i biancavillesi. Noi lo avevamo ricordato con questo articolo: Affiu, “personaggio” biancavillese: addio a lui e al suo mondo fantastico.

«Ce lo ricorderemo come un gigante buono e un uomo libero», ha detto padre Pino. «Essere veramente liberi oggi non è facile perché la società ci impone delle maschere –ha specificato il parroco – Alfio è stato se stesso, senza alcuna maschera, con il suo vociare ed il suo modo di fare. Nonostante la sua stravaganza, era un uomo buono che sapeva chinarsi sugli altri. Sapeva gustare la vita nella libertà. Non era possidente, ma era padrone di tutto. Non l’ho mai visto con il viso triste, con il volto infelice, ma sempre sorridente. Ci mancherà questa figura a Biancavilla.

Un saluto “laico”, commosso e sincero, lo ha voluto dare Salvuccio Furnari, più volte amministratore e protagonista della vita pubblica locale. Ma lo ha voluto dare da semplice cittadino. «Alfio –ha detto Furnari– è stato veramente un personaggio, non è stato mai aggressivo con nessuno. Lo ricordiamo nel suo parlare forte, nel suo vociare, ma il cuore era di un grande uomo. Lo ringraziamo per tutti i suoi sorrisi, l’affetto, la simpatia che ha dato alla nostra città e allo stesso tempo gli chiediamo scusa se qualche volta non lo abbiamo compreso. Riposi in pace».

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La movida oltre l’inciviltà, il gesto di un giovane: trova 50 euro e li restituisce

Un’azione “controcorrente”, nei posti del ritrovo serale di Biancavilla, spazza via certi luoghi comuni

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Pronunci la parola “movida” e a Biancavilla scatta l’automatismo dell’inciviltà diffusa. Purtroppo alle verità evidenti di un fenomeno sociale ultraventennale, si mischiano spesso –per dipingerlo come un male da estirpare– luoghi comuni, strumentalizzazioni e indignazioni a convenienza. In base alle stagioni (politiche), cambiano le visuali.

Ma al di là dei buzzurri, dei devastatori, dei violenti, dei maleducati e dei dispensatori di piscio e vomito ad ogni angolo, c’è anche ben altro panorama.

Ecco perché ci piace evidenziare il piccolo gesto compiuto da un giovane fruitore della “movida”. Il ragazzo, biancavillese, ha trovato, proprio nei luoghi del ritrovo del centro storico, una banconota di 50 euro. Avrebbe potuto intascarsela o spenderla subito in birre ed alcolici. Invece, l’ha restituita al locale, nel tentativo di risalire alla persona che l’aveva persa.

«La notte tra sabato e domenica –ci racconta questo giovane, che desidera l’anonimato perché non vuole applausi– ho trovato 50 euro all’interno del pub “B.B.King”. Li ho lasciati in cassa al proprietario con la promessa che avrebbe guardato le telecamere per risalire al legittimo proprietario».

Un gesto non scontato e che, proprio per questo, fa “notizia”, stridendo con la litania di chi vuole dipingere un’intera generazione fatta soltanto da “persi” e irrecuperabili.

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