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Affiu, “personaggio” biancavillese: addio a lui e al suo mondo fantastico

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di VITTORIO FIORENZA

«Aaaauuuu….». Il suo fragoroso ed inconfondibile saluto non lo sentiremo più. La sua energica irruenza si è quietata per sempre. Non lo vedremo in sella alla sua bicicletta in giro per Biancavilla. Ma lo ricorderemo così. Sarà impossibile dimenticare la sua figura. Un vero e proprio “personaggio” nella nostra città: come uno di quelli che popolano le descrizioni letterarie e cinematografiche dei luoghi di provincia.

Alfio Scandura è morto: se ne è andato all’età di 73 anni, compiuti il mese scorso. Da diverse settimane era ricoverato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, dove medici ed infermieri si sono presi cura di lui, fino all’ultimo, quando si è lasciato andare. I funerali saranno celebrati nella chiesa del Rosario, domani (19 ottobre) alle ore 16 con partenza del corteo, un’ora prima, da via del Melograno, a Biancavilla.

«Affiu u pazzu», da tutti era conosciuto a Biancavilla. Ma “pazzo” non era. Certo, aveva costruito un suo mondo interiore. Viveva in quel mondo, ma senza chiudersi “fuori” dalla realtà e, anzi, contaminandola con i suoi racconti, le sue invenzioni, le sue “papalate”. Che divertivano, creavano ilarità e mai male hanno fatto a nessuno. Tutti, grossomodo, lo rispettavano e ogni biancavillese dimostrava nei suoi confronti un atteggiamento amichevole e confidenziale.

Anni fa balzò alle cronache come “l’uomo talpa”: così lo definì, sul quotidiano “La Sicilia”, Elvira Seminara, oggi scrittrice di successo, allora inviata a Biancavilla per quello strano caso che vide Alfio protagonista. Per mesi, con la sola forza delle sue mani e dei suoi muscoli, di giorno e di notte, Alfio aveva scavato all’interno della sua abitazione di via Tutte grazie profondissime buche e cunicoli. Ma con i suoi continui colpi di piccone, finì per sbucare anche nel salotto di una vicina. «Volevo creare un rifugio antiatomico in caso di guerra», aveva detto per giustificarsi davanti a carabinieri e vigili urbani.

Effetti di ricordi e riverberi della sua esperienza vissuta, da giovane, nella legione straniera. Forse, così diceva. Sì, perché è difficile nella storia di Alfio separare e distinguere il vero dalla fantasia. I racconti di vita militare (veri, presunti o romanzati), tra bombe e carri armati, erano, d’altra parte, una costante nelle sue discussioni di piazza.

Chissà quante volte, negli anni, è entrato in banca, chiedendo di parlare con “il direttore”. Voleva a tutti i costi i soldi degli eredi dei marchesi delle Favare che –sosteneva con una certa insistenza– erano stati lasciati a lui («I miliardi della principessa…»). Ed è per questo che, quando ancora Villa delle Favare era un rudere, prima dell’acquisto effettuato dal Comune per farne un centro culturale polivalente, passava intere giornate nell’antica residenza nobiliare per scavare, scavare, scavare alla ricerca di chissà quali tesori.

D’altra parte, la forza fisica non gli è mai mancata: sia in duri lavori in cui di tanto in tanto qualche muratore lo impiegava sia nelle lunghe passeggiate in bicicletta o nelle sue partecipazioni alla “marcia longa”. Tutti lo ricordano in tenuta sportiva: in pantaloncini e maniche corte anche d’inverno. La sua corsa, adesso, è arrivata al termine, lasciando un segno destinato alla memoria collettiva di Biancavilla. «Aaauuuu…». Addio Alfio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Commenti

4 Commenti

  1. Marcello Diolosà

    20 Ottobre 2019 at 13:41

    Addio Alfio
    Addio spensierato uomo che con la tua allegria hai ravvivato le nostre
    giornate da Giovincelli.
    Addio soldato della Legione Straniera
    Addio allo sportivo della marcialonga della miglia
    Addio ciclista per eccellenza biancavillese
    Ti accolgano gli angeli e i santi di Dio.

  2. Mariagrazia

    18 Ottobre 2019 at 23:29

    Addio Alfio…resterai nella memoria di chi come me, ti ricorderà sempre come il personaggio fantastico/reale…di una spensierata giovinezza.

    Riposa in pace.

  3. Luigi amato

    18 Ottobre 2019 at 20:10

    Iafffiiioooooo….. Eeeeeeeee
    Addio caro eterno giovanotto
    Sono cresciuto con i tuoi racconti
    Riposa in pace adesso
    Aaaaaaauuuuu

  4. Giovanni

    18 Ottobre 2019 at 18:39

    Riposa in pace Affiuzzu, vivo a Torino è purtroppo ho saputo della scomparsa di Alfio, mii dispiace tantissimo, a lui lego un infinita’di ricordi felici della mia infanzia.” Rifrisca in paradisu”

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Ucciso dal Covid l’avv. Bandieramonte, belpassese ma legatissimo a Biancavilla

Una persona stimata, la famiglia era originaria del nostro paese, dove aveva parenti, amici e colleghi

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È morto all’età di 62 anni, a causa dell’infezione di coronavirus, l’avv. Gaetano Bandieramonte, persona e professionista apprezzato. Residente da tempo a Belpasso, la sua famiglia era originaria di Biancavilla.

Anche nel nostro paese, tra parenti e colleghi, è stata nutrita la speranza che l’avv. Bandieramonte potesse guarire. Un appello era stato lanciato per la donazione di plasma iperimmune di pazienti già guariti dal Covid. Ma non è bastato.

La notizia del suo decesso, mentre era ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale “San Marco”, ha suscitato dispiacere.

Il padre, il prof. Luigi Bandieramonte, viene ancora ricordato per essere stato insegnante di francese nella scuola media “Luigi Sturzo”. A Biancavilla c’è chi ricorda la famiglia Bandieramonte, che abitava nel quartiere dell’Annunziata. E soprattutto i momenti di svago passati in estate alle Vigne, in zona Vallone rosso, vicino il Piccolo seminario.   

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania ha diffuso un messaggio di cordoglio: «Con infinita tristezza ricordiamo il caro Gaetano, un professionista serio e competente, e la sua bontà ed umanità. Un amico di tutti. Ci stringiamo al dolore dei suoi familiari e dei figli Simone, nostro collega, ed Erica, giovane praticante avvocato».

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