Connect with us

Storie

Affiu, “personaggio” biancavillese: addio a lui e al suo mondo fantastico

Published

on

«Aaaauuuu….». Il suo fragoroso ed inconfondibile saluto non lo sentiremo più. La sua energica irruenza si è quietata per sempre. Non lo vedremo in sella alla sua bicicletta in giro per Biancavilla. Ma lo ricorderemo così. Sarà impossibile dimenticare la sua figura. Un vero e proprio “personaggio” nella nostra città: come uno di quelli che popolano le descrizioni letterarie e cinematografiche dei luoghi di provincia.

Alfio Scandura è morto: se ne è andato all’età di 73 anni, compiuti il mese scorso. Da diverse settimane era ricoverato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, dove medici ed infermieri si sono presi cura di lui, fino all’ultimo, quando si è lasciato andare. I funerali saranno celebrati nella chiesa del Rosario, domani (19 ottobre) alle ore 16 con partenza del corteo, un’ora prima, da via del Melograno, a Biancavilla.

«Affiu u pazzu», da tutti era conosciuto a Biancavilla. Ma “pazzo” non era. Certo, aveva costruito un suo mondo interiore. Viveva in quel mondo, ma senza chiudersi “fuori” dalla realtà e, anzi, contaminandola con i suoi racconti, le sue invenzioni, le sue “papalate”. Che divertivano, creavano ilarità e mai male hanno fatto a nessuno. Tutti, grossomodo, lo rispettavano e ogni biancavillese dimostrava nei suoi confronti un atteggiamento amichevole e confidenziale.

Anni fa balzò alle cronache come “l’uomo talpa”: così lo definì, sul quotidiano “La Sicilia”, Elvira Seminara, oggi scrittrice di successo, allora inviata a Biancavilla per quello strano caso che vide Alfio protagonista. Per mesi, con la sola forza delle sue mani e dei suoi muscoli, di giorno e di notte, Alfio aveva scavato all’interno della sua abitazione di via Tutte grazie profondissime buche e cunicoli. Ma con i suoi continui colpi di piccone, finì per sbucare anche nel salotto di una vicina. «Volevo creare un rifugio antiatomico in caso di guerra», aveva detto per giustificarsi davanti a carabinieri e vigili urbani.

Effetti di ricordi e riverberi della sua esperienza vissuta, da giovane, nella legione straniera. Forse, così diceva. Sì, perché è difficile nella storia di Alfio separare e distinguere il vero dalla fantasia. I racconti di vita militare (veri, presunti o romanzati), tra bombe e carri armati, erano, d’altra parte, una costante nelle sue discussioni di piazza.

Chissà quante volte, negli anni, è entrato in banca, chiedendo di parlare con “il direttore”. Voleva a tutti i costi i soldi degli eredi dei marchesi delle Favare che –sosteneva con una certa insistenza– erano stati lasciati a lui («I miliardi della principessa…»). Ed è per questo che, quando ancora Villa delle Favare era un rudere, prima dell’acquisto effettuato dal Comune per farne un centro culturale polivalente, passava intere giornate nell’antica residenza nobiliare per scavare, scavare, scavare alla ricerca di chissà quali tesori.

D’altra parte, la forza fisica non gli è mai mancata: sia in duri lavori in cui di tanto in tanto qualche muratore lo impiegava sia nelle lunghe passeggiate in bicicletta o nelle sue partecipazioni alla “marcia longa”. Tutti lo ricordano in tenuta sportiva: in pantaloncini e maniche corte anche d’inverno. La sua corsa, adesso, è arrivata al termine, lasciando un segno destinato alla memoria collettiva di Biancavilla. «Aaauuuu…». Addio Alfio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Advertisement
4 Comments

4 Comments

  1. Marcello Diolosà

    20 Ottobre 2019 at 13:41

    Addio Alfio
    Addio spensierato uomo che con la tua allegria hai ravvivato le nostre
    giornate da Giovincelli.
    Addio soldato della Legione Straniera
    Addio allo sportivo della marcialonga della miglia
    Addio ciclista per eccellenza biancavillese
    Ti accolgano gli angeli e i santi di Dio.

  2. Mariagrazia

    18 Ottobre 2019 at 23:29

    Addio Alfio…resterai nella memoria di chi come me, ti ricorderà sempre come il personaggio fantastico/reale…di una spensierata giovinezza.

    Riposa in pace.

  3. Luigi amato

    18 Ottobre 2019 at 20:10

    Iafffiiioooooo….. Eeeeeeeee
    Addio caro eterno giovanotto
    Sono cresciuto con i tuoi racconti
    Riposa in pace adesso
    Aaaaaaauuuuu

  4. Giovanni

    18 Ottobre 2019 at 18:39

    Riposa in pace Affiuzzu, vivo a Torino è purtroppo ho saputo della scomparsa di Alfio, mii dispiace tantissimo, a lui lego un infinita’di ricordi felici della mia infanzia.” Rifrisca in paradisu”

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Storie

Trovano un portafogli e lo portano ai vigili urbani: elogio per Gioele e Nicolò

Riconoscimento del sindaco Antonio Bonanno per il gesto compiuto da due bambini di Biancavilla

Published

on

GOODNEWS.
Questa è la Biancavilla che ci piace

Un gesto semplice ma dal significato straordinario ha restituito fiducia e speranza alla comunità di Biancavilla. Protagonisti due giovanissimi cittadini, Gioele Petralia e Nicolò Cusmano, entrambi di 10 anni e alunni della quinta elementare dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”.

Mentre passeggiavano lungo Viale dei Fiori, i due bambini hanno trovato un portafoglio contenente denaro, carte di credito e documenti personali. Senza esitazione, hanno scelto di consegnarlo integro al comando di Polizia municipale, dimostrando un senso civico e una maturità davvero ammirevoli.

Il sindaco Antonio Bonanno ha ricevuto Gioele e Nicolò al Palazzo di Città, insieme ai loro genitori, per esprimere loro il ringraziamento personale e quello dell’intera amministrazione comunale. Ai due bambini il primo cittadino ha regalato due copie di “Detti e proverbi siciliani” di Alfio Grasso, volume della nostra casa editrice Nero su Bianco.

«Sapete qual è una delle sensazioni più belle per un sindaco? Non è tagliare un nastro o inaugurare un’opera. È assaporare il piacere dell’onestà. Quella pulita, spontanea, che non cerca applausi e non ha bisogno di riflettori – ha dichiarato il sindaco Antonio Bonanno –. Oggi ho avuto la fortuna di assaporarla grazie a Gioele e Nicolò. Il loro gesto può sembrare piccolo, ma in realtà è grandissimo. Perché dentro ci sono valori fondamentali: l’onestà, il rispetto degli altri, il senso civico. Questi valori non si insegnano solo a parole. Si vivono. Si trasmettono ogni giorno, in famiglia, con l’esempio».

«Oggi Gioele e Nicolò – ha proseguito il primo cittadino – hanno dato una lezione a tutti noi, anche agli adulti. Hanno dimostrato che si può scegliere il bene, sempre, anche quando nessuno guarda. E questa è la forma più alta di correttezza. A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città, esprimo loro la mia più profonda gratitudine e il mio orgoglio. Dietro il loro gesto c’è un modo di essere. E quel modo di essere, ragazzi, è il futuro che vogliamo per la nostra città».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continue Reading

Storie

«Quattro bombe vicine a noi»: l’incubo di una famiglia di Biancavilla a Dubai

«Noi, finiti dentro la guerra»: a “Biancavilla Oggi” il drammatico racconto di Vincenzo Tomasello

Published

on

«Mentre camminavamo in una di quelle strade famose di Dubai che si vedono sempre in televisione, siamo stati improvvisamente storditi da quattro boati. Quattro bombe. Proprio vicino a noi. Dopo qualche secondo abbiamo visto il fumo bianco alzarsi dietro i palazzi».

La guerra vista da vicino. Anzi, intrappolati dentro il conflitto scoppiato in Medio oriente. Una coppia di Biancavilla è lì quando cominciano gli attacchi dell’Iran, in risposta all’aggressione degli Stati Uniti e di Israele. Vincenzo Tomasello e la moglie erano in visita alla figlia, al genero (sul posto, per ragioni di lavoro) e alla nipotina di sei anni.  

Il momento più difficile è proprio quello vissuto dalla bambina. «La piccola – racconta Vincenzo a Biancavilla Oggi – ha cominciato a piangere terrorizzata. Le abbiamo detto che erano fuochi d’artificio per una festa. Ma dentro di noi la preoccupazione era già fortissima».

Doveva essere un viaggio di gioia, una semplice visita in famiglia per festeggiare un compleanno. Si è trasformato, invece, in una settimana di paura, con il rumore delle esplosioni nelle orecchie e l’ansia di non sapere quando e come tornare a Biancavilla.

«Eravamo a Dubai per fare visita a nostra figlia e alla sua famiglia – racconta –. Mio genero compiva gli anni a febbraio e volevamo festeggiare insieme. Alloggiavamo in un hotel al 34° piano di un grattacielo con pareti di vetro: uno spettacolo meraviglioso».

«Dubai, da città scintillante a svuotata»

I primi giorni scorrono tranquilli. Dubai appare come sempre: scintillante, elegante, quasi irreale: «Quei paesi sono davvero dei paradisi di bellezza, lusso ed eleganza. I giorni trascorrevano sereni».

Poi, le prime avvisaglie. Alla vigilia della partenza, il genero inizia a leggere sul telefono notizie di tensioni e possibili scenari di guerra. «All’inizio non ci abbiamo fatto troppo caso. Ci sembravano notizie lontane da noi, quasi impossibili».

Ma bastano pochi minuti per capire che la realtà è diversa. Dopo quella terribile esplosione, rientrati in hotel, i telefoni iniziano a squillare più volte al giorno con messaggi di allerta e avvisi di sicurezza. E poi, la comunicazione più temuta: il volo per il rientro viene annullato. «Ci siamo sentiti smarriti», dice Vincenzo.

«Le strade – prosegue il suo racconto a Biancavilla Oggi – erano quasi vuote, poche macchine in giro, la gente camminava in fretta. Molte attività erano chiuse. Sui telefoni arrivavano messaggi che consigliavano di non uscire di casa e di stare lontani dalle pareti di vetro».

«Volevamo solo tornare a Biancavilla»

Passano i giorni, l’ansia cresce. «Telegiornali e social davano notizie poco incoraggianti. Noi volevamo solo tornare in Italia».

Dopo vari tentativi riescono a contattare la Farnesina, che suggerisce di registrarsi sui siti di sicurezza per i viaggiatori e di attendere indicazioni. Nel frattempo viene proposta un’altra soluzione: raggiungere l’Oman via terra e partire da lì. «Ma né io né mio genero abbiamo ritenuto che fosse una buona idea. Avremmo dovuto affrontare diverse ore di viaggio nel deserto».

Alla fine la svolta arriva grazie all’iniziativa privata del genero, che attraverso l’azienda per cui lavora riesce a prenotare un volo per tutta la famiglia. Ma la tensione non è ancora finita. Convinti che la situazione sia più tranquilla, decidono di uscire a cena.

«Mentre eravamo seduti in un ristorante all’aperto, abbiamo sentito un’altra terribile esplosione. In quel momento abbiamo capito che dovevamo andare via il prima possibile».

Così corrono in aeroporto. «Il consolato italiano ci chiamava per sapere dove fossimo, ma per noi ormai contava solo una cosa: tornare a casa». Finalmente il viaggio di ritorno.

«Lunedì sera, 9 marzo, eravamo a Roma. Da lì nostra figlia e suo marito sono partiti per Parigi, dove vivono i parenti di mio genero. Io e mia moglie siamo tornati a Catania. Siamo arrivati sani e salvi dopo giorni che per noi sono stati un vero incubo».

«La pace non ha prezzo»

Rientrati a Biancavilla, a mente più serena, qualche amara riflessione: «A volte quello che sentiamo in televisione o leggiamo sui social non corrisponde del tutto alla realtà. Si diceva che il Governo italiano stesse assistendo tutti gli italiani presenti negli Emirati. In realtà molti di noi sono rimasti lì senza indicazioni concrete. Siamo riusciti a tornare solo grazie all’iniziativa di mio genero. Una cosa l’ho capita più di tutte: la pace è un bene prezioso. Quando senti le esplosioni vicino a te, capisci davvero cosa significhi la guerra. Uno stato di conflitto è qualcosa di intollerabile. La pace non ha prezzo e deve essere difesa in ogni modo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continue Reading
Advertisement

Solo su Biancavilla Oggi

Per la tua pubblicità
su Biancavilla Oggi
Logo Biancavilla Oggi
WhatsApp 095.2935230
info@biancavillaoggi.it

I più letti

Registrazione al Tribunale di Catania n. 25/2016
Iscrizione al ROC n. 36315
Direttore responsabile: Vittorio Fiorenza

━━━━━
Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, "Biancavilla Oggi" non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e di soggetti locali con ruoli istituzionali o ad essi riconducibili.
━━━━━