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Chiesa

Biancavilla verso “San Placido”: il circolo dei devoti prepara la “vara”

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Biancavilla si proietta verso i festeggiamenti in onore del patrono, San Placido. Così, il circolo che raccoglie i devoti sono già impegnati nei preparativi. Operazione preliminare è quella di preparare la monumentale “vara”.

Uscita dal deposito di via Castriota, è stata portata all’interno della basilica. Qui verrà sottoposta a controlli, manutenzione e pulizia per essere pronta in occasione della processione a mezzogiorno del 5 ottobre e in quella serale de 6 ottobre. Occasioni attese da tutti i cittadini. Occasioni nelle quali l’intera comunità si ritrova.

«L’uscita della “vara” è il primo segno tangibile della preparazione delle festività per San Placido. Il suo spostamento in basilica –spiega a Biancavilla Oggi, il presidente del circolo, Placido Lavenia – avviene attraverso precise ed attente manovre lungo il tragitto, collaudate nel tempo. Adesso si procederà alla pulizia in modo che poi sia pronta ad ospitare il simulacro del santo con gli addobbi floreali».

Non resta che attendere le processioni del prossimo ottobre, che ricadranno nel 310° anniversario del patrocinio della città di Biancavilla e ad un anno da quel terremoto che ha provocato danni, ma fortunatamente nessuna vittima. Per questo, la comunità si ritroverà nella notte tra il 5 e 6 ottobre per una messa di ringraziamento, alla stessa ora in cui si registrò la scossa sismica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chiesa

Il senso di appartenenza alla comunità cristiana: incontro a “San Salvatore”

Iniziativa della Diocesi e dello Studio teologico “San Paolo” con padre Francesco La Vecchia

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© Foto Biancavilla Oggi

La comunità religiosa come luogo di appartenenza, confronto e ricerca di senso. Attorno a questi temi si è sviluppato l’incontro ospitato nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla, primo appuntamento di un percorso dedicato alla Didaché, uno dei più antichi testi della tradizione cristiana, noto anche come “catechismo antico” o “manuale della Chiesa primitiva”.

L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Catania, insieme allo Studio Teologico “San Paolo”. A guidare la riflessione è stato padre Francesco La Vecchia OP, docente universitario e maestro della Cappella musicale del Duomo di Catania.

All’incontro presenti numerosi insegnanti di religione cattolica della provincia, insieme a parrocchiani e cittadini che hanno partecipato per seguire il confronto sul ruolo della comunità religiosa nel contesto contemporaneo.

«La comunità è un modo per trovare un senso. Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di appartenenza, di relazioni vere, di luoghi in cui sentirsi accolto e ascoltato», ha osservato padre La Vecchia nel corso del suo intervento.

La riflessione si è soffermata sulle difficoltà vissute dalle comunità ecclesiali in una società caratterizzata da individualismo e frammentazione sociale. Da qui la domanda posta dal relatore: «Come può essere oggi la comunità religiosa?».

La Didaché è stata proposta come chiave di lettura utile per comprendere dinamiche, relazioni e modelli di vita comunitaria che, pur appartenendo alle origini del cristianesimo, continuano a suscitare interrogativi attuali.

Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti previsti il 13 maggio al Seminario Interdiocesano “Regina Apostolorum” di Catania e il 20 maggio a Viagrande.

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Chiesa

In cinque pronunciano la Professione nell’Ordine Francescano Secolare

Si tratta di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura

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© Foto di Alessandro Russo

Comunità francescana di Biancavilla in festa. Nella chiesa del convento celebrazione per la professione perpetua nell’Ordine Francescano Secolare di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura. La celebrazione è stata presieduta dal guardiano fra Mario Marino.

La professione perpetua è l’atto con cui, da laici, si assume in modo definitivo l’impegno di vivere il Vangelo secondo la spiritualità di San Francesco d’Assisi, all’interno della fraternità francescana. Non si tratta di voti religiosi. È una promessa pubblica e stabile a seguire la Regola dell’OFS, integrando i valori francescani nella propria condizione quotidiana, familiare e professionale.

In una chiesa affollata di fedeli, durante la celebrazione, i cinque candidati hanno rinnovato le promesse battesimali e, leggendo la relativa formula, giurato di osservare la Regola.

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