Connettiti con

Detto tra blog

Sui “doppi turni” è una trincea: sono gli adulti che hanno da imparare

Pubblicato

il

Su questa storia (i “doppi turbi” nelle scuole di Biancavilla), prima di questa altra “puntata” (il ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco), mi sono imbattuto per caso in una infinita serie di commenti che definirli tali è un ironico, ahimè, eufemismo.

Guelfi e Ghibellini erano ragazzini al confronto; madri contro madri, padri contro padri, madri contro padri e viceversa, insegnanti sulla difensiva e docenti in trincea. E tutti e tutte a ergersi come i migliori educatori e educatrici dei rispettivi figli. Un grande esempio, non c’è che dire.

Chi ha ragione e chi torto? Non ci sono ragioni o torti, esiste solo il buon senso e la solidarietà tra cittadini, ma purtroppo sembra che siano nascosti molto bene da non trovarsi (il buon senso e la solidarietà).

E quando una questione di “Scuola” debba richiedere l’intervento di un Sindaco credo che in quella Scuola ci sia molto da cambiare, docenti compresi.

E alla fine non oso immaginare cosa abbiamo “assorbito” i veri interessati, i ragazzi alunni.

E adesso si riprende la schermaglia perché il Sindaco è intervenuto laddove due fazioni non erano state all’altezza del comune senso di responsabilità? E addirittura con ricorso giudiziario? Ma a questo non si arriva.

Sono convinto che i veri interessati, i ragazzi, sono dispiaciuti ma mi augurerei che ci sorridano un po’ su, accorgendosi che gli adulti hanno bisogno ancora di imparare più di loro.

Lo scrivo da neutrale e con un pizzico di provocazione: “Io speriamo che me la cavo”. Un augurio che il tutto rientri nei confini della normalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
1 Commento

1 Commento

  1. Salvatore Bisicchia

    25 Febbraio 2019 at 17:18

    Non voglio e non so fare il professore….ma questa vicenda mi sembra lo specchio di una comunità in crisi culturale e sociale e lo si vede facendosi due passi(a piedi!)per il centro abitato ed anche nelle periferie,nelle stradine di campagna o nelle aree di parcheggio della superstrada. C’è bisogno di un collettivo esame di coscienza,anche fuori dalle chiese….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Detto tra blog

Baby parcheggiatori abusivi in attività al cimitero, ma nessuno si indigna

Per favore, non tiriamo fuori la scusa della povertà: sono scene vergognose per un paese civile

Pubblicato

il

© Foto Biancavilla Oggi

Una scena vista e rivista negli anni. Talmente ripetuta da essere acquisita tacitamente come “normale”. Ma normale non è. Lungo via della Montagna, a Biancavilla, stazionano in questi giorni alcuni soggetti che fanno i parcheggiatori abusivi. Tra loro anche bambini o ragazzini di 12-14 anni. Sono lì per chiedere qualche euro a quanti parcheggiano l’auto. E sono tanti, in questi giorni, coloro che si recano in zona per fare visita al cimitero.

Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in via della Monatgna, in coincidenza della settimana della commemorazione dei defunti, è stato notato, raccontato e denunciato dalle pagine di Biancavilla Oggi ripetutamente.

Ma la cosa, evidentemente, passa inosservata. O meglio, viene accettata da amministratori comunali e polizia locale, che pur essendo presenti o passando da via della Montagna chiudono entrambi gli occhi.

No, per favore, non si tiri in ballo il disagio economico e la solita litania cantata in questi casi, secondo cui dei poveri sventurati, almeno così, si guadagnano qualcosa. Finiamola. I “poveri sventurati” possono bussare alla porta delle Caritas. E in ogni caso, non è accettabile, in un paese civile, vedere bambini in età scolastica dediti all’attività di parcheggiatori abusivi.

Ma come è possibile che tutto questo non provochi alcun sussulto? Al di là della legalità violata, come si spiega l’assenza di un minimo di fervore civile e di uno straccio di sentimento civico?

Le scene di via della Montagna di questi giorni sono una vergogna. Ma è ancora più vergognoso che nessuno si indigni e pretenda normalità. Nessun intervento di politici, di parroci, di educatori, di oratori o di scuole. Nessuno che parli, tranne noi, che puntuali –come succede ormai da diversi anni, anche se cambiano i colori delle amministrazioni comunali– ci ritroviamo a sollevare la questione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili