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Detto tra blog

Sui “doppi turni” è una trincea: sono gli adulti che hanno da imparare

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di GIANFRANCO GALVAGNO

Su questa storia (i “doppi turbi” nelle scuole di Biancavilla), prima di questa altra “puntata” (il ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco), mi sono imbattuto per caso in una infinita serie di commenti che definirli tali è un ironico, ahimè, eufemismo.

Guelfi e Ghibellini erano ragazzini al confronto; madri contro madri, padri contro padri, madri contro padri e viceversa, insegnanti sulla difensiva e docenti in trincea. E tutti e tutte a ergersi come i migliori educatori e educatrici dei rispettivi figli. Un grande esempio, non c’è che dire.

Chi ha ragione e chi torto? Non ci sono ragioni o torti, esiste solo il buon senso e la solidarietà tra cittadini, ma purtroppo sembra che siano nascosti molto bene da non trovarsi (il buon senso e la solidarietà).

E quando una questione di “Scuola” debba richiedere l’intervento di un Sindaco credo che in quella Scuola ci sia molto da cambiare, docenti compresi.

E alla fine non oso immaginare cosa abbiamo “assorbito” i veri interessati, i ragazzi alunni.

E adesso si riprende la schermaglia perché il Sindaco è intervenuto laddove due fazioni non erano state all’altezza del comune senso di responsabilità? E addirittura con ricorso giudiziario? Ma a questo non si arriva.

Sono convinto che i veri interessati, i ragazzi, sono dispiaciuti ma mi augurerei che ci sorridano un po’ su, accorgendosi che gli adulti hanno bisogno ancora di imparare più di loro.

Lo scrivo da neutrale e con un pizzico di provocazione: “Io speriamo che me la cavo”. Un augurio che il tutto rientri nei confini della normalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Salvatore Bisicchia

    25 Febbraio 2019 at 17:18

    Non voglio e non so fare il professore….ma questa vicenda mi sembra lo specchio di una comunità in crisi culturale e sociale e lo si vede facendosi due passi(a piedi!)per il centro abitato ed anche nelle periferie,nelle stradine di campagna o nelle aree di parcheggio della superstrada. C’è bisogno di un collettivo esame di coscienza,anche fuori dalle chiese….

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Detto tra blog

Quelle saracinesche che chiudono anche nel viale dei Fiori: prologo o epilogo?

Il commercio in crisi ed il rischio di un declino definitivo: ecco una serie di “ricette” per invertire la rotta

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di MARIO GRASSO

Accelera sempre di più il definitivo abbassarsi delle saracinesche delle attività commerciali del Viale dei Fiori. Una storia da tempo annunciata, che potrebbe segnare il definitivo declino del commercio cittadino e dell’intera comunità.

Cieche tutte le nostre amministrazioni: la precedente per non avere avuto visioni e piani di sviluppo concreti, l’attuale perché credo non riesca a mettere le mani per capire come arginare e risolvere il problema.

Non è bastato trasferirvi la festa di San Placido o l’aver piazzato quattro nuovi segnali stradali di cui nessuno si è mai accorto e che nessuno ha mai fatto rispettare.

Complice certamente il caro affitti, viale dei Fiori, che da arteria di collegamento si è trasformata in zona commerciale di inguardabile bruttura architettonica (illudendo chi ha creduto che sarebbe stata la svolta per la nostra città), sembra concludere molto prematuramente il suo ciclo di vita.

L’aspetto di necropoli che sta assumendo Biancavilla sembra essere attribuito ad un dilagante virus che, iniziato dalla zona Casina, si è via via inarrestabilmente diffuso verso il resto del paese, lasciando dietro di sè negozi chiusi, case abbandonate, palazzetti un tempo fastosi ed oggi decadenti, cittadini disorientati e smarriti, dubbio senso di sicurezza.

Mi si dirà (lo sento da anni): è colpa dei centri commerciali, anche altri paesi del nostro comprensorio vivono la stessa sorte. Affermazione banale, indicatrice di rassegnazione. No, la colpa non è (solo) dei centri commerciali, il cui destino è ormai da tempo segnato.

La colpa è di una serie di fattori concatenati che ci ha portati a questo punto del baratro. Proviamo ad elencarne alcuni

  • Proposta commerciale inadeguata
  • Affitti troppo cari
  • Traffico congestionato e mancanza di vigilanza
  • Spegnimento del centro storico
  • Tendenza (innata!) del biancavillese a spendere altrove

Provate ad immaginare la città di Biancavilla come primo centro commerciale all’aperto del nostro comprensorio e non solo.

Una città con un suo centro storico chiuso al traffico, pullulante di negozi e con offerta commerciale variegata e competitiva. Pensate che anche i grandi marchi sono restii a continuare ad investire nei centri commerciali! Cosa fare dunque? Sedersi intorno a un tavolo e, con tanta buona volontà, mettere sul tavolo i seguenti punti:

  • Individuazione di un’area destinata interamente al commercio (via Vittorio Emanuele da villa delle favare a piazza Sgriccio) con un suo centro (triangolazione piazza Cavour, piazza Annunziata, via Vittorio Emanuele -tutta) chiuso al traffico, con relativo studio, totalmente innovativo ed alternativo di viabilità cittadina
  • Istituzione di due grandi parcheggi ai due lati del paese (uscita per Licodia e uscita per Adrano) con servizio navetta a servizio di viale Cristoforo Colombo, Viale Europa, Via Vittorio Emanuele)
  • Incentivi e sgravi fiscali ai cittadini proprietari del centro storico per riadeguamento strutturale dei piani commerciali
  • Tabelle calmieratrici di prezzo di affitto al metro quadro
  • Disegno dell’offerta commerciale da proporre
  • Attrazione da parte dei grossi marchi in franchising per investire su Biancavilla con incentivi legati alla detassazione sugli investimenti e sui costi di gestione
  • Fidelity card comunale per i soli residenti attraverso cui è possibile fruire di uno sconto perenne del 20% presso tutte le attività commerciali
  • Recupero delle somme scontate ai commercianti attraverso la detassazione comunale (rifiuti, servizi idrici, etc…)
  • Maggiori introiti comunali derivanti dall’utilizzo dei parcheggi, da eventuali strisce blu, dalla gestione del servizio navetta

È chiaro che così, su due piedi, tutto ciò sembra pura utopia. Ma in realtà è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Sufficiente sarebbe crederci ed affidarsi a mani competenti che credono che tutto ciò sia possibile. A maggior ragione che continuamente continuano ad uscire bandi europei cui anche i Comuni possono accedere e non solo per fare le casette in legno di piazza don Bosco, già pubbliche latrine.

In alternativa… non c’è alternativa; bensì il lento, progressivo e inarrestabile declino che ci porterà verso l’estinzione. Spero nella sensibilità di qualche amministratore, semmai gli dovesse capitare di leggere queste righe.


Bonanno: «Falso che vi sia un declino»

Ci stiamo spendendo ogni giorno con risultati che, alla lunga, sono convinto daranno ragione alla nostra azione.
Le questioni che poni sono attuali e condivisibili in buona parte. Ritengo doveroso, però, puntualizzare alcuni passaggi.

1) Non è vero che vi sia un declino legato alle attività commerciali. È anzi il contrario: ve ne è un’alta concentrazione proprio su Viale dei Fiori con nuove aperture negli ultimi anni ed altre aperture previste da qui a breve!

2) Avere esteso l’isola pedonale su Viale dei fiori, nel periodo delle festività patronali, è stato proprio un riconoscimento alla vivacità della zona;

3) Il senso unico alternato nelle traverse è un intervento concreto: non è opportuno affermare che nessuno ha mai fatto rispettare quella segnaletica perché posso fornire i dati dei verbali elevati in questi mesi. Così come giova ricordare la fruizione per gli automobilisti di via del Biscus che consente di decongestionare il traffico sul Viale;

4) Numerosi negozianti e imprenditori hanno preferito trasferirsi dalla Zona casina per aprire sul Viale dei fiori.

5) Non vi è alcun baratro, perché la città di Biancavilla fa anzi registrare un attivismo commerciale e imprenditoriale superiore alla media;

6) Lo spegnimento del Centro storico: stiamo lavorando in ogni modo per ravvivarlo il Centro Storico ed il Carnevale sarà un altro passaggio importante.

7) I tributi di competenza comunale che possono incidere in un bilancio aziendale sono risibili, ad esclusione della Tari: ma i tributi per servizi a domanda individuale se li abbassi per le attività commerciali li devi alzare per il cittadino perchè vanno a copertura costi.

8) Sulla Fidelity card comunale per i soli residenti, ti dico: perché non coinvolgere Confcommercio o gli stessi imprenditori? Proviamoci.

9) Sul recupero delle somme scontate ai commercianti attraverso la detassazione comunale, si tratta di servizi a domanda individuale e, così come specificato al punto 7, lo stesso varrebbe oltre che per la Tari anche per la questione del servizio idrico dove si “paga a consumo”.

10) Se vi fosse un bando, noi non ce lo faremo certamente scappare, nel frattempo in questi giorni verrà aggiudicata la gara per il restyling di piazza don bosco, una villetta al posto del degrado! Ed è già stato assegnato il Bando per le Strisce blu esteso a Viale dei Fiori.

11) Il Prg che a breve verrà approvato prevede un’ampia area commerciale lungo il prolungamento di Viale dei fiori: ulteriore conferma della vocazione della zona.

Su tante altre cose mi trovi d’accordo. Come sosteneva John Kennedy: “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. Siamo qui anche per questo: lavoriamo insieme per lo sviluppo della nostra Biancavilla.

ANTONIO BONANNO, sindaco di Biancavilla

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Biancavilla, la strana città che ha due Prg: “Poca Ragionevolezza Generale”

La conseguenza: confusione, incertezze, un settore edile allo sbando e costi stellari a causa dell’amianto

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di RAMONA LAVENIA

Quando ho deciso di intraprendere la strada della libera professione in un paese come Biancavilla, inizialmente sono stata a volte scoraggiata e più volte avvisata dai miei colleghi delle grosse difficoltà che comporta il territorio. Ma non mi sono posta il problema anzi, vedendola come una sfida, ho iniziato. Piano piano, però, ho capito sulla mia pelle cosa volessero dirmi: non era competizione ma un vero e proprio preludio ad una complicatissima questione burocratica… e non solo. 

Una comunità senza Piano Regolatore Generale è ingestibile, ma con due Prg diventa immobile! Si tratta proprio di questo: Biancavilla, avendo un Prg adottato ma non vigente e ancor peggio obsoleto e un Prg vigente ma che non può essere utilizzato, è una città bloccata.

Facendo un’analisi molto generale, posso assolutamente affermare che la nostra economia si basi sostanzialmente sul settore edile. Centinaia di muratori, stagnini, elettricisti, idraulici, falegnami, fabbri, carpentieri… e altrettanti tecnici. Tutto il giorno sono a contatto con fornitori, negozi, artigiani: Biancavilla ne è piena. Perché, si sa: a Biancavilla la casa è importante!

La normativa si accavalla, le situazioni urbanistiche si complicano: ne consegue un Ufficio Tecnico Comunale giustamente intasato e tecnici che devono studiare con particolare attenzione i casi che vengono proposti. E non c’è mai una soluzione univoca ma opinioni: “forse”, “ma”, “se”. Ci ritroviamo così a dare delle indicazioni ai nostri clienti mai definitive, ma con mille dubbi e incertezze.

Cosa ne deriva? Semplice: un comparto economico completamente allo sbando, un settore che da enorme risorsa diventa un proseguo di complessità abnormi.

A conferma delle mie perplessità, un giorno vengo aggiunta ad un gruppo whatsapp di colleghi che lamentavano gli stessi problemi.

Per fare un semplicissimo esempio, nella mia breve attività ho trovato più di 4 lotti di terreno inedificabili per ragioni a dir poco assurde e che costituiscono “una evidente disparità di trattamento ed una illegittima limitazione del diritto di proprietà privata, in contrasto con il principio costituzionale di cui all’art. 42 comma 2 Cost”.

Ma il futuro –mi insegnano– non sono le nuove costruzioni. È vero. Non servono nuove costruzioni, mi dicono. Vero. Bisogna recuperare il costruito, ristrutturare, risanare, restaurare. Pienamente d’accordo: cominciamo.

Mmm no, magari evitiamo proprio a Biancavilla: c’è il gravoso problema del cosiddetto “amianto” o più propriamente “fluoroedenite”. Costi assolutamente gravosi per chi vuole ristrutturare e così la contraddizione in termini. Agenzia delle entrate (Ministero dell’Economia e delle finanze): agevolazioni, bonus ristrutturazioni ecc. Vs. Biancavilla: costi di ristrutturazione improponibili, iter burocratico complicatissimo. Conclusione: abusivismo senza sosta.

Ma i tecnici del comprensorio non ci stanno: così è stato istituito un “Comitato dei Tecnici di Biancavilla” che prova a far sentire la propria voce e farsi carico di quella dei cittadini interessati, stilando opposizioni ed osservazioni affinché venga stabilita una giusta equità edificatoria e soprattutto cerca di «avviare una fase di confronto attiva e proficua che porti all’approvazione di uno strumento urbanistico che corrisponda effettivamente alle esigenze della Città».

Ragion per cui, secondo me, ci vorrebbe una maggiore “ragionevolezza” da parte del sindaco e di tutti i consiglieri comunali: un gesto di saggezza e di grande responsabilità nei confronti di Biancavilla.

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Nero su Bianco Edizioni

UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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