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Strada dissestata e pericolosa: diffida inoltrata al Comune

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Percorrere la strada di contrada Caramello, a Biancavilla, significa fare zigzag per evitare buche e fare attenzione a non finire fuori dalla carreggiata. L’asfalto è bucherellato e in certi punti, anzi, manca del tutto. Quando piove è un disastro. Una situazione di pericolo per automobilisti e soprattutto per mezzi pesanti. Lo sa bene Tindaro Mastrantonio, autotrasportatore biancavillese, che ha incaricato l’avv. Pilar Castiglia a diffidare il Comune.

L’arteria –viene specificato nella missiva indirizzata al sindaco Antonio Bonanno e al comandante della polizia municipale, Vincenzo Lanaia– è «completamente priva di manutenzione, ad eccezione di qualche intervento “tampone”, rivelatosi inadeguato e, pertanto, inutile. Tale stato mette in grave pericolo la circolazione, nonché l’incolumità degli automobilisti, oltre –sottolinea l’avv. Castiglia– agli ingenti danni ai mezzi di proprietà del mio assistito, alla cui ditta è consentito accedere solamente da quella strada». Da qui, l’avvertimento teso al risarcimento.

Il sindaco Bonanno ed il responsabile dell’area tecnica, ing. Placido Mancari, fanno sapere che «per la manutenzione complessiva della strada Barilotto-Cavallaccio verrà effettuata apposita programmazione economica attraverso il prossimo bilancio».

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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