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Giuseppe “Peppe” Diolosà raggiunge la vetta mondiale dei barber a Parigi

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Il parrucchiere biancavillese si distingue alla competizione internazionale “Omc Global Award”, che ha visto la partecipazione di acconciatori professionisti di 34 paesi.

 

di Vittorio Fiorenza

Giuseppe Diolosà, noto ed apprezzato parrucchiere biancavillese, ha conquistato il quarto posto al campionato mondiale per barber “Omc Global Award”, che si è tenuto a Parigi, presso l’Expo Porte de Versailles con 34 paesi partecipanti. Il giovane di Biancavilla, partito dal suo salone di via dei Mandorli, è arrivato nella capitale francese, conquistando il quarto posto. La delegazione italiana era formata da 32 professionisti, 15 dei quali siciliani e, tra questi, Diolosà.

Per lui, che già si è distinto in altre competizioni nazionali, arriva adesso questo riconoscimento internazionale prestigioso. L’organizzazione della competizione, la “Omc (Organisation Mondiale Coiffure)”, che raggruppa gli acconciatori professionisti di 50 paesi, è la più grande del mondo con oltre 2 milioni di utenti individuali ed esiste dal 1946. La competizione è consistita in taglio e piega di capelli della durata di 25 minuti.

Emozionatissimo Giuseppe Diolosà, che a Biancavilla Oggi (prima testata che già anni fa ne aveva segnalato e sottolineato il talento), affida il suo commento: «Questa vittoria la dedico a mia moglie Sara e a mia figlia Carlotta, a tutto il mio staff, a Carmelo Mazzaglia (giovane scomparso prematuramente, ndr) e alla città di Biancavilla. Un grazie va al mio modello, Stefano Papotto, e al mio braccio destro, Luca Cairone di Adrano, che ha fatto un lavoro da favola e che è stato qui con me a Parigi».

Qualche settimana fa, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, aveva premiato Diolosà al palazzo comunale per i suoi successi professionali, donandogli il gagliardetto del Comune di Biancavilla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. giosue cariola

    11 Settembre 2018 at 12:45

    Caro Giuseppe tantissimi complimenti per questa tua passione e per questo tuo talento.
    continua cosi..

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La “burla” sui social diventata virale: «Trovata questa foto a Biancavilla»

Un’immagine tratta dal film “Ritorno al futuro” impazza su Facebook e arriva pure dalle nostre parti

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«Qualcuno ha trovato questa fotografia per terra a Biancavilla, vicino all’Eurospin. Sicuramente sarà caduta da qualche borsetta… Condividete in modo che i proprietari possano riaverla».

L’annuncio è apparso anche dalle nostre parti, sui social. Ma è una trovata virale: nessuno ha perso la foto. Si tratta di un’immagine tratta dal film “Ritorno al futuro”.

Il post -come riportano pure il Corriere della sera e Il Fatto quotidiano- circola da diversi giorni su Facebook e suona sempre più o meno allo stesso modo: si inscena un ritrovamento casuale, solitamente a terra e nelle vicinanze di un supermercato noto al vicinato coinvolto, e si chiedono informazioni tramite la foto rinvenuta.

C’è chi ci casca, condividendo la foto nel tentativo di dare un contributo per risalire al suo proprietario. Ma agli appassionati di cinema non può sfuggire il riferimento ad una delle saghe fantascientifiche più popolari, riconoscendo in quei due innamorati, George e Lorraine, i genitori di Marty McFly, protagonista di “Ritorno al Futuro” interpretato da Michael J. Fox.

Uno scatto del “dietro le quinte” per la scena del famoso ballo scolastico, che ha consentito a Marty di rimettere le cose al loro posto, dopo aver interferito con il naturale corso degli eventi del 1955.

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Il vino biancavillese di Emma e Francesca premiato in Francia con medaglia d’oro

Riconoscimento 2020 al “Concorso internazionale di Lione” per l’etichetta creata da due sorelle gemelle

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Il vino si chiama “Le Cùcchie oro”, che in dialetto significa “gemelle”. A produrlo a Biancavilla sono Emma e Francesca Grasso, due sorelle gemelle, proprietarie dell’azienda “Podere dell’Etna segreta”. Un gusto di qualità (Igt Terre siciliane), che ha vinto la medaglia d’oro nell’edizione 2020 del “Concorso internazionale di Lione”.

È un vino che nasce da un sapiente mix di viti autoctone (alcune con più di 130 anni di età e la cui origine è difficile ricostruire su base ampelografica) ed alloctone (provenienti dal Piemonte ed impiantate alla fine del secolo scorso). Il metodo di coltivazione è quello dell’alberello paretizzato e le caratteristiche microclimatiche della zona conferiscono al vino stesso tutte le caratteristiche di un cru di eccellenza.

La vendemmia avviene a metà ottobre dopo un periodo più o meno variabile di appassimento in pianta. Il sistema di coltivazione è completamente manuale e nel pieno rispetto dell’armonia degli impianti e del ciclo produttivo. Fermenta sulle bucce a temperatura controllata e, dopo una prima fase di acciaio, matura in barrique di rovere sloveno di primo passaggio ed affina in vetro.

Tutti elementi che hanno conquistato la giuria della competizione internazionale, che ogni anno registra diverse migliaia di assaggi di vini (ma anche birre e liquori) provenienti da ogni parte del mondo. Tra questi, il vino prodotto a Biancavilla.

«Lo spirito con cui si sta portando avanti l’azienda –dicono a Biancavilla Oggi Emma e Francesca – è il pieno rispetto del territorio e la totale protezione e custodia della biodiversità. L’obiettivo non è fare quantità ma qualità, spogliandoci dal desiderio di riuscita commerciale e puntando su prodotti che, prima di ogni cosa, vengono concepiti per l’autoconsumo».

«Proprio per questo –continuano le due sorelle– facciamo costanti esperimenti, proprio come la semina della fava cottoia modicana sul Vulcano (che non ha dato risultati degni di un prosieguo) o come l’impianto, in alcune maniche della tenuta, di grano antico russello, per sua natura abituato ad alti habitat e di cui se ne vuole studiare la maturazione e l’apporto di carica proteica sul Vulcano».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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