14112018GOODNEWS:

Biancavilla, pattumiera di Sicilia? «No, difendiamo la nostra terra»

di Alessandro Rapisarda

Immaginate Piano Rinazze con un viavai di camion carichi di rifiuti provenienti da mezza Sicilia. Scenario fantasioso? Niente affatto. Secondo le aziende agricole della zona, è quello che accadrebbe, se si arrivasse al via ai due progetti (uno della società Ch4 Energy, l’altro della Greenex) per i mega impianti di trattamento di rifiuti, previsti proprio in quell’area. Per il primo, sia il Comune che il comitato costituito a difesa di Rinazze hanno annunciato la presentazione di un ricorso al Tar contro la procedura sulla valutazione di impatto ambientale. Per il secondo, l’iter è in stand by. La battaglia, dunque, è più aperta che mai.

Per questo, il comitato di agricoltori, cooperative, ambientalisti invita alla mobilitazione la cittadinanza ed ha fissato, per lunedì 10 settembre, alle ore 17:00, a Villa delle Favare, un’assemblea pubblica.

«L’intenzione – dice Pietro Ranno, presidente del comitato – è quella di mettere a conoscenza i cittadini di tutti i dettagli dei progetti previsti in quell’area e dei rischi che ne deriverebbero. La vicenda, in questi mesi, ha unito la quasi totalità dei partiti politici contro la realizzazione di questi impiantì, sia a livello comunale che a livello regionale, con dichiarazioni e prese di posizione di deputati ed esponenti locali per bloccare questo progetto. L’idea del comitato ha lo scopo di far capire anche la trasformazione che questi impianti imprimerebbero nella vocazione del territorio e nel suo futuro sviluppo».

La posizione del gruppo che difende piano Rinazze è sempre stata quella di proteggere la vocazione agricola della zona, che negli ultimi 20-30 anni ha visto la crescita di importanti aziende, nel settore della produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti che hanno ottenuto riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Il rischio di perdere uno di questi importanti riconoscimenti (ad esempio Dop, Doc, Igp) preoccupa gli operatori del settore, che danno lavoro ad oltre 500 persone e che hanno investito in qualità, anche grazie all’ausilio di contributi europei.

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