Connettiti con

Cultura

I profughi albanesi e le nostre origini: una spettacolare rievocazione storica

Pubblicato

il

L’arrivo dei profughi albanesi guidati da Cesare Masi nella contrada di Callicari, la leggenda legata all’Icona della Madonna dell’Elemosina, la concessione dei “Privilegi” da parte dei Moncada.

Le origini di Biancavilla, alla fine del 1400, verranno rappresentante attraverso un corteo formato da un centinaio di figuranti in costumi dell’epoca, che partirà da Villa delle Favare e si concluderà in basilica. Ci saranno anche personaggi a cavallo, sbandieratori e banda musicale. Una sessantina di figuranti sono biancavillesi (metà dei quali provenienti dall’Accademia Universitaria Biancavillese), ma altri si aggiungeranno da altri gruppi provenienti da altri paesi.

L’iniziativa culturale, approvato e parzialmente finanziato dall’assessorato regionale al Turismo, sarà proposta il 29 settembre, dalle ore 18 alle ore 20, grazie all’associazione “Rievocazioni Storiche Arbereshe”, costituitasi recentemente a Biancavilla con l’intento di animare ogni anno una rappresentazione storica legata alla fondazione del paese.

Ne è presidente Graziella Milazzo, affiancata da Pietro Finocchiaro (vice presidente) e Flavia La Cava (segretaria).

Venerdì 17 agosto, in chiesa madre, alla fine della messa delle ore 19, sarà formalmente annunciata l’iniziativa, alla presenza dei rappresentanti istituzionali regionali e comunali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

Pubblicato

il

Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

►ACQUISTA IL VOLUME

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili