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Il grido (inascoltato) degli agricoltori: andare in campagna su strade bucate

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di Vittorio Fiorenza

Andare a Sferro, zona in territorio di Paternò, o nelle contrade limitrofe, che ricadono dentro i confini di Ramacca, è un’abitudine quotidiana per tanti biancavillesi che lì hanno i propri terreni, coltivano i propri agrumeti e resistono, nonostante tutto, a mantenere un’economia agricola minacciata in continuazione.

Le difficoltà di tanti proprietari, al di là degli aspetti gestionali e di mercato, sono molto più elementari.

Le strade di quest’area sono dissestate e rappresentano un problema per chi in macchina o con mezzi agricoli deve percorrerle.

A ricordarlo con video e foto è stato Giosuè Arcoria: «Sono 10 km di totale degrado». L’imprenditore biancavillese proprio qui ha la sua azienda, la stessa che è stata selezionata da McDonald’s per un programma di collaborazione, a dimostrazione che qui la qualità del prodotto c’è ed è riconosciuta. Arcoria è anche presidente catanese dell’Associazione Giovani Agricoltori e nei prossimi giorni, sulla questione, dovrebbe avere un colloquio con il prefetto di Catania.

Le immagini parlano più di ogni altra cosa. Da troppi anni, le condizioni delle arterie è penosa e nessuno fa nulla. Un po’ come accade per la cosiddetta strada delle Valanghe, frequentatissima dai biancavillesi, ma che non trova alcuna soluzione di sistemazione, nonostante promesse e passerelle di politici, a cominciare da quelli biancavillesi, di ogni colore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Dino

    22 Ottobre 2017 at 23:18

    Pultroppo in italia molte cose non vanno, prima scappa il morto e poi si tenta di risolvere il problema, e una vergona alla siciliana, vergogna a tutti gli uffici competenti e figure politici.
    Io personalmente ho avuto seri danni all’auto per oltre 1000 € gli agenti della stradale non sono intervenuti poiché non vi era o feriti, evidentemente prima qualcuno deve morire poi si interviene. VERGOGNA

  2. Alba

    22 Ottobre 2017 at 17:47

    Aime….abbiamo la strada delle valanghe che nemmeno con un carrarmato puoi transitarla…ed siamo costretti ad arginarla facendo più chilometri per andare verso Palermo o nelle zone circostanti….ogni giorno se ne aggiunge una…potremmo fare un elenco infinito di strade da sistemare…la Sicilia è ridotta in un degrado assoluto..ma i politici sono come i boss…latitanti…per venirti a cercare al momento del voto…dopo il voto ritornano latitanti…però nel frattempo si beccano 20000.00 euro al mese….ed a noi non ci restano che macerie…noi giovani cerchiamo di voltare pagina da subito…destra e sinistra ci hanno preso per i fondelli per più di 30 anni…e’ arrivata l’ora di cambiare…

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Bonifica anti-amianto, nuovo inghippo: interdittiva antimafia ad un’impresa

Il parco verde di monte Calvario rischia di imbrigliarsi in un reticolato di ricorsi e sospensive

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© Foto Biancavilla Oggi

Ancora un diversivo nell’iter della bonifica dell’area di monte Calvario a Biancavilla. Il taglio del nastro risale al febbraio 2023, eppure gli interventi di risanamento e creazione di un parco urbano – al di là del monitoraggio ambientale preliminare già ultimato – attendono di essere avviati.

Adesso – come è in grado di raccontare Biancavilla Oggi – l’ultimo intoppo riguarda un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di una delle società interessata all’appalto. La “Gentile Ambiente spa” con sede a Casoria, infatti, è stata raggiunta da un’informativa antimafia ostativa da parte della Prefettura di Napoli. Un provvedimento già caricato e visibile nella Banca dati nazionale Antimafia.

L’importo complessivo degli interventi è di circa 17 milioni di euro, frutto di un accordo quadro – siglato nell’ottobre del 2020 – tra Regione Sicilia e ministero dell’Ambiente sulle bonifiche dei grandi siti inquinati, su progetto redatto dall’Ufficio tecnico comunale. Oltre alla “Gentile Ambiente”, nell’associazione temporanea di imprese c’è la Rem (si era sfilata una terza impresa, la Lab. Studio Chimico Ambientale).

La novità dell’interdittiva antimafia per una delle imprese è subito balzata agli occhi dei funzionari del Comune di Biancavilla. Interpellato da Biancavilla Oggi, il sindaco Antonio Bonanno fa sapere che «l’amministrazione comunale si è già attivata per avviare le procedura di esclusione della ditta dai lavori».

Semplice a dirlo, più tortuoso il percorso che potrebbe essere tracciato dagli eventi. Il rischio concreto è che l’appalto venga messo in secondo piano rispetto a carte bollate, ricorsi e sospensive, pregiudicando l’effettivo avvio e svolgimento della bonifica. Che il progetto del polmone verde di monte Calvario resti sulla carta, imbrigliato nei reticolati della giustizia amministrativa, è uno scenario possibile.

Le contromosse dell’impresa

D’altra parte, la “Gentile Ambiente” ha immediatamente attivato tutte le azioni giurisdizionali necessarie a fronteggiare gli effetti di una misura che considera illegittima.

A farlo sapere sono il presidente del Consiglio di Amministrazione della società, Giovanni Gentile, e l’avv. Lorenzo Lentini. L’impresa napoletana ha presentato già ricorso con istanza di sospensione cautelare presso il Tar della Campania «contestando il difetto assoluto del presupposto e la non idoneità dei fatti segnalati». Il Tar discuterà nella Camera di Consiglio prevista per il 17 aprile.

Altra istanza è stata presentata al Tribunale di Napoli – Servizio Misure di Prevenzione per la nomina di un controllore giudiziario «che a fronte della terzietà della società rispetto a contesti di tipo mafioso, consenta la prosecuzione vigilata dell’attività di impresa».

«L’altra ditta proceda nei lavori»

Se l’intento dell’impresa è quello di invitare la stazione appaltante a «soprassedere da qualsiasi provvedimento pregiudizievole di carattere definitivo», a Biancavilla si guarda avanti, puntando ad escludere la ditta napoletana.

«È stata effettuata – ci dice il sindaco Bonanno – una sorta di verifica preliminare nei confronti della mandataria (la Rem, ndr) per capire se questa ha tutti i requisiti per procedere nei lavori senza l’altra. Riteniamo che questo sia possibile. Certo, un’interdittiva antimafia che arriva dopo due anni è un’anomalia per i lavori pubblici e non è normale che arrivi ad appalto già assegnato».

L’appalto per la bonifica di monte Calvario riguarda la messa in sicurezza dell’intera area (dagli agli ’50 e fino al 1998 luogo di estrazione e produzione di materiale destinato all’edilizia). L’opera finale è la realizzazione di un parco verde. Alla base dei lavori, l’incapsulamento delle fibre di fluoroedenite (minerale naturale assimilabile all’amianto) che qui si trovano sotto forma di venature nelle rocce laviche. Fibre diffuse in tutto il paese e nelle sue costruzioni edili, tali da avere provocato decine di morti per mesotelioma pleurico.

La lievitazione dei costi

Un precedente intoppo, dopo l’assegnazione dell’appalto, si era verificato quando l’impresa Rem aveva avanzato la richiesta di una serie di aggiornamenti, a partire dai costi dei materiali che nel frattempo sono aumentati.

Tutte questioni che hanno portato l’impresa e il Comune davanti al Collegio Consultivo Tecnico (presieduto dal prof. Antonio Saitta).

L’organismo si è espresso a febbraio in modo favorevole alla linea del Comune, che aveva sollecitato l’impresa a procedere nei lavori. Adesso, però, la vicenda che riguarda la “Gentile Ambiente” appare parecchio più complessa e delicata.

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