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Il grido (inascoltato) degli agricoltori: andare in campagna su strade bucate

di Vittorio Fiorenza
Andare a Sferro, zona in territorio di Paternò, o nelle contrade limitrofe, che ricadono dentro i confini di Ramacca, è un’abitudine quotidiana per tanti biancavillesi che lì hanno i propri terreni, coltivano i propri agrumeti e resistono, nonostante tutto, a mantenere un’economia agricola minacciata in continuazione.
Le difficoltà di tanti proprietari, al di là degli aspetti gestionali e di mercato, sono molto più elementari.
Le strade di quest’area sono dissestate e rappresentano un problema per chi in macchina o con mezzi agricoli deve percorrerle.

A ricordarlo con video e foto è stato Giosuè Arcoria: «Sono 10 km di totale degrado». L’imprenditore biancavillese proprio qui ha la sua azienda, la stessa che è stata selezionata da McDonald’s per un programma di collaborazione, a dimostrazione che qui la qualità del prodotto c’è ed è riconosciuta. Arcoria è anche presidente catanese dell’Associazione Giovani Agricoltori e nei prossimi giorni, sulla questione, dovrebbe avere un colloquio con il prefetto di Catania.
Le immagini parlano più di ogni altra cosa. Da troppi anni, le condizioni delle arterie è penosa e nessuno fa nulla. Un po’ come accade per la cosiddetta strada delle Valanghe, frequentatissima dai biancavillesi, ma che non trova alcuna soluzione di sistemazione, nonostante promesse e passerelle di politici, a cominciare da quelli biancavillesi, di ogni colore.
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Istituzioni
Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali
Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti
Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.
Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.
È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.
Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.
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Fuori città
Itinerari culturali diventano percorsi di terapia per gli ospiti del “Cenacolo”
Gruppo di utenti della comunità biancavillese in visita ai castelli di Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano
Nuova attività culturale realizzata dalla Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio etneo. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di utenti della struttura, accompagnato dagli educatori Filadelfio Grasso e Giulio Restivo, che hanno proposto un’escursione trasformandola in un’occasione concreta di crescita culturale, socializzazione e partecipazione.
Il percorso ha condotto il gruppo alla riscoperta di alcuni dei più significativi castelli della zona etnea. Seguendo la Valle del Simeto e la Piana di Catania, l’itinerario è partito da Motta Sant’Anastasia, per poi raggiungere Paternò, dove il dongione domina la storica collina, e quindi Adrano. I tre maestosi manieri sono stati ammirati, osservati e commentati nelle loro specifiche peculiarità.
A guidare il gruppo nella lettura storica dei luoghi è stato Salvuccio Furnari, cultore di storia del territorio. Furnari ha arricchito il percorso con aneddoti, leggende e approfondimenti storici, accompagnando i partecipanti in un affascinante viaggio nel tempo.
Particolarmente significativo il momento dedicato al castello di Adrano: ha suscitato grande ammirazione e interesse l’allocazione del museo civico intitolato al prof. Saro Franco. Le visite hanno riguardato inoltre il castello-abbazia di Maniace e la fortezza sul mare di Aci Castello.
La cultura come terapia
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di conoscenza dei beni architettonici e culturali presenti nel territorio in cui gli ospiti vivono la loro quotidianità e sviluppano il proprio percorso terapeutico-riabilitativo. In questo contesto, la conoscenza del territorio diventa uno strumento educativo capace di stimolare curiosità, autonomia, relazione e partecipazione attiva.
Le finalità prefissate dal progetto sono state pertanto raggiunte. Favorite la conoscenza e l’acquisizione di nuovi riferimenti storici e architettonici. Offerte agli utenti l’opportunità di vivere il territorio non come una realtà distante, ma come parte integrante della propria esperienza personale e sociale.
L’arricchimento culturale rappresenta, infatti, un importante elemento di crescita, non soltanto individuale ma anche collettiva. Ne è stata una significativa conferma l’esperienza vissuta dagli utenti. Al loro rientro hanno condiviso con entusiasmo quanto appreso e vissuto con gli altri ospiti della struttura, trasformando così l’esperienza individuale in partecipazione comunitaria.
Il direttore generale Giosuè Greco auspica che questo progetto pilota possa rappresentare uno stimolo per le altre agenzie educative, per gli istituti scolastici e per le aggregazioni giovanili del territorio, affinché vengano programmate con sempre maggiore attenzione attività ed escursioni di questo tipo. L’esperienza del “Cenacolo Cristo Re” dimostra, ancora una volta, come la cultura, la conoscenza del territorio e il lavoro educativo possano intrecciarsi efficacemente, creando occasioni di partecipazione, scoperta e crescita condivisa.
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Dino
22 Ottobre 2017 at 23:18
Pultroppo in italia molte cose non vanno, prima scappa il morto e poi si tenta di risolvere il problema, e una vergona alla siciliana, vergogna a tutti gli uffici competenti e figure politici.
Io personalmente ho avuto seri danni all’auto per oltre 1000 € gli agenti della stradale non sono intervenuti poiché non vi era o feriti, evidentemente prima qualcuno deve morire poi si interviene. VERGOGNA
Alba
22 Ottobre 2017 at 17:47
Aime….abbiamo la strada delle valanghe che nemmeno con un carrarmato puoi transitarla…ed siamo costretti ad arginarla facendo più chilometri per andare verso Palermo o nelle zone circostanti….ogni giorno se ne aggiunge una…potremmo fare un elenco infinito di strade da sistemare…la Sicilia è ridotta in un degrado assoluto..ma i politici sono come i boss…latitanti…per venirti a cercare al momento del voto…dopo il voto ritornano latitanti…però nel frattempo si beccano 20000.00 euro al mese….ed a noi non ci restano che macerie…noi giovani cerchiamo di voltare pagina da subito…destra e sinistra ci hanno preso per i fondelli per più di 30 anni…e’ arrivata l’ora di cambiare…