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Il deputato Nino D’Asero: “Il centro di riabilitazione motoria non chiuderà”

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“Il Centro di recupero e riabilitazione di Biancavilla verrà salvaguardato”. A riferirlo è il deputato all’Ars Nino D’Asero, che ha ricevuto rassicurazioni dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, dal direttore generale dell’assessorato, Ignazio Tozzo, e dal direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Giammanco.

“La nuova rete ospedaliera siciliana – sottolinea D’Asero –  terrà conto della struttura che è al servizio non solo dei cittadini di Biancavilla ma anche di quelli del territorio  circostante. Un centro all’avanguardia che ha una reale esigenza di sopravvivenza in quanto rivolto a decine di migliaia di utenti e che, per la sua specificità, si integra con il reparto di ortopedia dell’ospedale e con i nosocomi di Paternò e Bronte”.

“Aspetti questi – continua il parlamentare di Alternativa popolare –che sono stati illustrati all’assessore Gucciardi e ai due dirigenti della Regione e dell’Asp e che sono stati pienamente condivisi. Pertanto mi è stato garantito che nel nuovo piano, nel rispetto di quelli che sono i principi di equilibrio,  si procederà al mantenimento di questa  struttura sanitaria”.

Parole, quelle di D’Asero, che mirano a placare le preoccupazioni suscitate dal sindaco Giuseppe Glorioso, che ha riferito di una lettera inviata al ministero della Salute contro la decisione di chiusura della struttura sanitaria biancavillese, scomparsa dalla nuova rete ospedaliera siciliana, recentemente approvata. Sulla decisione anche Fratelli d’Italia ha chiesto un Consiglio Comunale urgente, invitando tutti alla mobilitazione.

RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. santino

    12 Aprile 2017 at 9:26

    …praticamente sta già indirettamente chiedendo voti per le prossime elezioni regionali…”votatemi e non vi farò chiudere il centro”….un po’ come da 10 anni dice “votatemi e sistemerò la strada delle calanche”, si…come no, s’è visto….la solita vecchia politica…

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Politica

Addio alla plastica, in tre scuole di Biancavilla erogatori d’acqua ecologici

Agli alunni consegnati pure borracce per eliminare quintali di bottiglie altamente inquinanti

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Nell’ambito del progetto denominato “L’acqua che fa a scuola”, finalizzato a ridurre il consumo di bottiglie di plastica, in tre scuole di Biancavilla sono stati inaugurati oggi altrettanti distributori di acqua. L’iniziativa è della società S.T.E.I. – Soluzioni e Tecnologie per l’Ecocompatibilità ed Inclusione – in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I tre erogatori sono stati installati nell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, nel plesso “San Giovanni Bosco” e nella scuola “Giovanni Verga”. Ai ragazzi è stata consegnata una borraccia che, d’ora in poi, prenderà il posto delle inquinanti bottigliette di plastica.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Antonio Bonanno, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Luigi D’Asero, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, il presidente della S.T.E.I., Pier Casolari, e il responsabile del progetto S.T.E.I., Giuseppe Lazzaro.

Erogatori e borracce sono stati finanziati grazie al contributo di aziende locali che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa nel segno dell’ecologia. I rappresentanti delle aziende sponsor, presenti all’inaugurazione, hanno ricevuto i ringraziamenti dai promotori dell’iniziativa.

«Una classe – osserva l’assessore D’Asero – può consumare in un anno circa 700 kg di plastica soltanto per dissetarsi e ricorrere alle classiche bottigliette. Educare i giovani studenti ad un utilizzo ecosostenibile delle nostre risorse è il primo passo verso un approccio ecologico della nostra vita, a partire dalle cose più semplici come bere un po’ d’acqua».  

«L’acqua a portata di mano – spiega il sindaco Bonanno – è una soluzione non solo sul piano economico ma, soprattutto, su quello ambientale. In un anno ogni bambino consuma centinaia di bottiglie in Pet. Con la propria borraccia riutilizzabile e grazie al distributore di acqua microfiltrata si riduce sensibilmente il consumo di plastica. E bere torna ad essere un gesto naturale non più inquinante».

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