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«Bonifica ed indennizzi agli operai» La Cgil rilancia vertenza amianto

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L’incontro alla Camera del lavoro di Catania

Sui casi Fiumefreddo e Biancavilla non può calare il silenzio e la Cgil di Catania promette di avviare una battaglia senza precedenti. Il sindacato chiede innanzitutto un riconoscimento contributivo e previdenziale ai lavoratori vittime di amianto e fluoroedenite e, in secondo luogo, una bonifica efficace per restituire le aree alla natura, lì dove il danno provoca ancora conseguenze.  Ma un altro obiettivo fondamentale sarà la preparazione di un protocollo con Inail, Spresal e Registro dei tumori integrato, affinché venga avviato un monitoraggio dell’intero territorio siciliano.

«La nostra è una battaglia necessaria, tanto quanto quella per il caso rifiuti: ne va della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. Per questo oggi rilanciamo la vertenza amianto. Non si può tacere su ex siti che sono ancora delle bombe ecologiche», dice il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota, che ha acceso i riflettori nel corso di un incontro nella Sala “Russo” di via Crociferi, sui due casi che hanno raggiunto l’attenzione nazionale.

Negli ultimi 20 anni nel territorio di Biancavilla, si sono registrati 40 decessi per tumore maligno pleurico, un numero 5 volte maggiore rispetto alla media nazionale. Le fibre di fluoroedenite sono state riconosciute come cancerogene dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che le inserisce nel “gruppo 1”, il gruppo dei cancerogeni umani certi. Biancavilla, in quanto SIN (Sito interesse nazionale) ha ricevuto fondi per la bonifica che è parzialmente avvenuta, in particolare nell’area di maggiore concentrazione. Ma per una bonifica vera ci vorrebbe la disponibilità di ben altre forme.

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Fiumefreddo di Sicilia, comune noto per i casi di contaminazione da amianto, la vicenda è ancora più complessa. Mentre infatti la fluoroedenite è un minerale naturale che l’Etna ha purtroppo trasferito al territorio, l’amianto è arrivato a Fiumefreddo per mano dell’uomo.

All’incontro erano presenti, oltre al segretario generale Rota, anche il segretario confederale Claudio Longo, il segretario della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio, il segretario della Slc Cgil, Davide Foti, la responsabile del Dipartimento internazionale della Cgil, Silvana Cappuccio, il responsabile nazionale del caso amianto in Cgil, Claudio Iannilli.

Operai senza protezione per 5 anni nella galleria Fce
Su Biancavilla, Claudio Longo ha ricordato quel centinaio di lavoratori che per vent’anni ha lavorato nella galleria per la metropolitana Fce, all’interno della quale furono riscontrate fin dal 1997 fibre del minerale nocive. «Minerale che è stato scoperto nel 1997 e solo da allora –specifica Longo– i lavoratori vennero informati e aggiornati su quel pericolo, cioè solo dopo cinque anni di esposizione alla sostanza, senza alcuna protezione. La conseguenza più evidente è stata il tumore alla pleura, che può rivelarsi anche dopo 40 anni di esposizione alla sostanza, così come all’amianto, che ha effetti simili».

«Il sindacato –ha concluso Silvana Cappuccio– chiede che sia dia un indennizzo o comunque una protezione adeguata ai lavoratori e alle collettività coinvolte. Ma non basta: porteremo il caso al congresso, l’Agenzia delle Nazioni unite organizzazione del lavoro, che richiede un divieto per il killer industriale più temuto di tutti i tempi. I vasi di Biancavilla e di Fiumefreddo saranno evidenziati anche in questi contesti».

L’INTERVISTA

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Istituzioni

Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali

Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti

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Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.

Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.

È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.

Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.

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Fuori città

Itinerari culturali diventano percorsi di terapia per gli ospiti del “Cenacolo”

Gruppo di utenti della comunità biancavillese in visita ai castelli di Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano

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Nuova attività culturale realizzata dalla Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio etneo. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di utenti della struttura, accompagnato dagli educatori Filadelfio Grasso e Giulio Restivo, che hanno proposto un’escursione trasformandola in un’occasione concreta di crescita culturale, socializzazione e partecipazione.

Il percorso ha condotto il gruppo alla riscoperta di alcuni dei più significativi castelli della zona etnea. Seguendo la Valle del Simeto e la Piana di Catania, l’itinerario è partito da Motta Sant’Anastasia, per poi raggiungere Paternò, dove il dongione domina la storica collina, e quindi Adrano. I tre maestosi manieri sono stati ammirati, osservati e commentati nelle loro specifiche peculiarità.

A guidare il gruppo nella lettura storica dei luoghi è stato Salvuccio Furnari, cultore di storia del territorio. Furnari ha arricchito il percorso con aneddoti, leggende e approfondimenti storici, accompagnando i partecipanti in un affascinante viaggio nel tempo.

Particolarmente significativo il momento dedicato al castello di Adrano: ha suscitato grande ammirazione e interesse l’allocazione del museo civico intitolato al prof. Saro Franco. Le visite hanno riguardato inoltre il castello-abbazia di Maniace e la fortezza sul mare di Aci Castello.

La cultura come terapia

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di conoscenza dei beni architettonici e culturali presenti nel territorio in cui gli ospiti vivono la loro quotidianità e sviluppano il proprio percorso terapeutico-riabilitativo. In questo contesto, la conoscenza del territorio diventa uno strumento educativo capace di stimolare curiosità, autonomia, relazione e partecipazione attiva.

Le finalità prefissate dal progetto sono state pertanto raggiunte. Favorite la conoscenza e l’acquisizione di nuovi riferimenti storici e architettonici. Offerte agli utenti l’opportunità di vivere il territorio non come una realtà distante, ma come parte integrante della propria esperienza personale e sociale.

L’arricchimento culturale rappresenta, infatti, un importante elemento di crescita, non soltanto individuale ma anche collettiva. Ne è stata una significativa conferma l’esperienza vissuta dagli utenti. Al loro rientro hanno condiviso con entusiasmo quanto appreso e vissuto con gli altri ospiti della struttura, trasformando così l’esperienza individuale in partecipazione comunitaria.

Il direttore generale Giosuè Greco auspica che questo progetto pilota possa rappresentare uno stimolo per le altre agenzie educative, per gli istituti scolastici e per le aggregazioni giovanili del territorio, affinché vengano programmate con sempre maggiore attenzione attività ed escursioni di questo tipo. L’esperienza del “Cenacolo Cristo Re” dimostra, ancora una volta, come la cultura, la conoscenza del territorio e il lavoro educativo possano intrecciarsi efficacemente, creando occasioni di partecipazione, scoperta e crescita condivisa.

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