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Tenace contro le sofferenze: nonna Angela morta a 102 anni

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di Vittorio Fiorenza

Era nata quanto ancora la Prima Guerra Mondiale non era stata combattuta. Nonna Angela è morta all’età di 102 anni, traguardo che la pone tra i biancavillesi più longevi. Una tempra e una forza di volontà d’altri tempi, la sua.

angela-dursoMa è stata anche una vita di sofferenza, combattuta con tenacia: si è dedicata anima e corpo alla figlia, bisognevole di attenzione, ed ha cresciuto la nipote, che porta il suo nome e che ha ricambiato l’affetto ricevuto, prendendosi cura della nonna nei suoi ultimi anni di vita.

In occasione della festa dei 100 anni, così alcuni parenti l’avevano descritta: «In un percorso di vita così lungo non sono mancati sacrifici e dure prove, però zia Angela non si è mai persa d’animo e si è sempre rimboccata le maniche per la famiglia. Nei confronti di chi mostrava bisogno, non si è mai tirata indietro. Anzi, è stata disponibile ed altruista con tutti. E forse per questo il Signore l’ha premiata, regalandole la gioia di potere festeggiare i suoi 100 anni». Superando poi i 101 ed arrivando ai 102 (compiuti lo scorso 30 marzo), traguardo record per l’anagrafica dei biancavillesi.

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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