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Istituzioni

È la prima volta a Biancavilla: la mensa nei 4 plessi scolastici elementari

Il Comune ottiene 400mila euro dal fondo Pnrr: sarà possibile effettuare il tempo prolungato

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Per la prima volta a Biancavilla 4 mense scolastiche saranno realizzate all’interno degli istituti che accolgono centinaia di ragazzi. Il ministero dell’Istruzione, infatti, ha destinato al Comune di Biancavilla 400mila euro (fondi Pnrr) con l’obiettivo di estendere il tempo pieno scolastico, ampliare l’offerta formativa delle scuole e rendere le stesse sempre più aperte al territorio, anche oltre l’orario scolastico.

La permanenza prolungata dei ragazzi in una struttura formativa adeguata, inoltre, favorisce tantissime famiglie che hanno la necessità di conciliare la vita personale e lavorativa delle famiglie. I plessi scolastici interessate sono quelli delle classi elementari: “Guglielmo Marconi”, “San Giovanni Bosco” e “Antonio Bruno” (quest’ultimo con le due sedi di Viale dei Fiori e via Liguria).

«Per gli alunni – spiega l’assessore all’Istruzione, Vincenzo Randazzo – la mensa scolastica è un momento educativo e di socializzazione importante che hanno il piacere di condividere con la scuola».

«Con i dirigenti scolastici – sottolinea il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno – abbiamo individuato le aree ideali da adibire alla refezione scolastica per poi attivare le richieste di finanziamento, accolte con grande gioia da parte nostra. Ora ci concentriamo sui lavori che interessano i locali da utilizzare».

«È la prima volta – conclude il primo cittadino – che la città di Biancavilla si dota di mense scolastiche. Ciò consente di estendere l’orario a tempo pieno per i giovani studenti e, di conseguenza, arricchire l’offerta formativa nei loro confronti. A beneficiarne saranno anche centinaia di famiglie».

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Istituzioni

Autovelox non omologato sulla Ss 284, annullata multa per eccesso di velocità

Decisione del Giudice di pace: accolto il ricorso di un automobilista presentato contro il Comune

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Il Giudice di pace di Biancavilla ha accolto il ricorso di un automobilista di Randazzo contro una sanzione sulla Strada Statale 284, disponendo l’annullamento del verbale. La contestazione riguardava il rilevamento con autovelox di una velocità di 77 km/h (7 in più del limite consentito).

Alla base della decisione giudiziaria – come riporta il quotidiano “La Sicilia” – vi è un rilievo relativo alla strumentazione utilizzata per l’accertamento. Nel ricorso è stata contestata la mancanza dell’omologazione dell’autovelox impiegato per il controllo della velocità, requisito ritenuto necessario ai fini della validità della rilevazione.

Il Comune, dal suo canto, ha sostenuto che l’approvazione ministeriale dell’apparecchiatura potesse essere considerata equivalente all’omologazione. Una posizione che non è stata condivisa dal giudice, che ha richiamato i principi affermati dalla Corte di Cassazione sulla distinzione tra i due procedimenti.

Approvazione e omologazione non rappresentano passaggi identici: la prima riguarda l’autorizzazione all’utilizzo del modello di apparecchio, mentre la seconda comporta una verifica tecnica finalizzata ad accertarne la conformità e l’affidabilità nelle misurazioni. Da qui, la decisione di annullamento del verbale. Il Comune dovrà pagare anche le spese di giudizio.

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Istituzioni

Servizio idrico, Bonanno e gli altri sindaci stracciano il contratto con la Sie

Svolta clamorosa: l’Ati interrompe il rapporto con la società (ma la gestione non torna ai Comuni)

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L’Assemblea territoriale idrica di Catania, composta dai sindaci della provincia, ha votato quasi all’unanimità la risoluzione del contratto con la Sie Servizi Idrici spa. Gravi carenze sul servizio e inadempienze sono alla base della proposta nata in seno al direttivo dell’Ati (di cui è componente il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno) ed ora approvata con il clamoroso “strappo” del rapporto con la società.

Biancavilla ha sperimentato il servizio con la Sie da un anno, nel quale sono emerse una serie di criticità. La risoluzione del contratto – va detto – non ripristina la gestione comunale. Indietro non si torna. Bisognerà attendere una nuova gara perché subentri una nuova società. Nell’attesa, i Comuni possono proseguire con la Sie o affidarsi ad altre realtà aziendali (per esempio Acoset, con cui Biancavilla ha uno storico rapporto di integrazione di un quantitativo di acqua nella propria rete).

«È passata la nostra linea come direttivo», commenta Antonio Bonanno a Biancavilla Oggi. «In questi mesi – sottolinea – abbiamo raccolto la voce dei sindaci e dei territori. Da parte di Sie sono mancati una serie di elementi (dalla questione dei depuratori al carattere industriale) non rispondenti ad una qualità del servizio. Un servizio che non ha fatto passi avanti per efficienza, persino sull’assenza di un front-office adeguato per i cittadini».

Da qui, la proposta di rottura del contratto con la Sie. Proposta ora votata trasversalmente da tutti i sindaci, con in testa Antonio Bonanno con i colleghi di Adrano, Nicolosi, Gravina e Linguaglossa, e l’eccezione di quelli di Militello e Licodia Eubea (a guida Partito democratico, contrari alla rescissione) e l’astensione dei Comuni di Palagonia e Ramacca (a guida “civica” e Fratelli d’Italia).

«In queste settimane – ha poi aggiunto Bonanno – ho scelto di non alimentare polemiche. Ho preferito lavorare. Mentre qualcuno provava a cavalcare il malcontento con accuse, ricostruzioni fantasiose e slogan, noi eravamo impegnati a studiare gli atti, confrontarci con gli uffici, costruire un percorso che oggi ha trovato il consenso dell’Assemblea… Chi in questi giorni ha cercato di attribuire responsabilità a chi, invece, stava lavorando per trovare una soluzione, oggi ha ricevuto la risposta più autorevole: quella delle istituzioni. Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare con serietà, senza rincorrere il consenso facile, mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini. Perché alla fine non contano le parole, ma i risultati. E quello di oggi è un risultato importante per tutto il nostro territorio».

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