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Le cicatrici del centro storico Reportage tra incuria e ruderi

foto di Antonino Di Stefano
Il centro storico di Biancavilla pieno di cicatrici. Edifici lasciati all’incuria, in condizioni pericolanti o già ridotti in briciole. Non soltanto immobili di proprietà privata, ma anche chiese ed angoli della città che dovrebbero avere l’attenzione delle istituzioni.
In realtà, l’assenza di politiche urbanistiche volte alla tutela e al mantenimento del cuore cittadino, negli anni ha svuotato decine di edifici, lasciandoli senza la dovuta manutenzione.
Il crollo verificatosi in via Leonardo da Vinci qualche settimana fa, a due passi dalla chiesa di Sant’Orsola e dal palazzo comunale, è soltanto l’ultimo campanello d’allarme.
La gallery proposta qui dal prof. Antonino Di Stefano si riferisce ad un reportage fotografico realizzato quest’anno. È la Biancavilla che fu.
L’immobile di via Innessa che non c’è più
Ecco come si presentava qualche settimana fa, poi il crollo durante il maltempo e la decisione di abbatterlo completamente.

La “Fontana vecchia” trasformata in… pessima aiuola


Il rudere accanto alla “Fontana vecchia”


La torre campanaria della chiesa della Mercede



Immobili in abbandono vicino il Belvedere


Via Piccione, cortile in semi-abbandono

Immobile cadente in via Piccione

Ancora degrado e incuria visti da via Romagnosi

Pittoresco immobile in fondo a via Dott. Portale

Ciò che resta dell’antica chiesa dello Spasimo

I “resti” della chiesa Maria Immacolata, la “Badia”

Ciò che rimane di un’antica abitazione

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Lo spettacolo di fuoco dell’Etna visto da Biancavilla squarcia il buio della notte
L’eruzione in corso appare ben visibile dalle terrazze e dai balconi delle abitazioni: uno show unico
Uno spettacolo. L’Etna è uno show visto da Biancavilla. Bagliori rossi che risaltano sullo sfondo del nero della notte come pennellate di un dipinto. Lingue di fuoco che, per un gioco di prospettive, sembrano sovrastare le case e “baciare” la chiesa del Rosario (guarda anche la foto sotto).
L’attività eruttiva in corso dal cratere di sud-est è ben visibile pure da Biancavilla con la colata che è diretta verso la Valle del Bove. Altra colata con attività esplosiva anche dalla cosiddetta “Voragine” e dalla Bocca nuova.
Il rosso fuoco sui crateri sommitali del Vulcano “squarcia” la notte e incanta quanti possono ammirare uno spettacolo unico dalle terrazze o dai balconi di casa.
Fenomeni che stanno avvenendo nello stesso momento in cui pure lo Stromboli erutta.
«E no, non sono fenomeni collegati. Sono due vulcani –specifica il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Boris Behncke – che sono praticamente sempre in attività, e nel loro repertorio ci sono anche frequenti trabocchi di lava (l’ultimo trabocco lavico dello Stromboli risale alla primavera del 2020)».
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Da Biancavilla in direzione Catania: l’assurda calca sul vagone della Fce
Un’immagine eloquente inviataci da una nostra lettrice su come si viaggia sulla Circumetnea
Niente assembramenti, restrizioni sugli orari nei locali, regole su distanziamento, mascherine da indossare. D’accordo, serve a ridurre le occasioni di contatto e diffusione del coronavirus. Ma resta un aspetto critico ed irrisolto: quello dei trasporti pubblici. Un ‘esempio? La calca sulla Fce da Biancavilla verso Catania.
La foto che pubblichiamo è eloquente. Una nostra lettrice di Biancavilla l’ha inviata alla nostra redazione. «Mando delle foto di stamattina scattate in littorina. Ore 7, un solo vagone per Catania».
È venerdì mattina del 16 ottobre, ma è così tutti i giorni. Studenti e lavoratori pendolari si recano alle fermate della Ferrovia Circumetnea in attesa del treno diretto a Catania, passando per i vari paesi. Ognuno è diretto a scuola o in ufficio. C’è chi prende la littorina per andare in strutture pubbliche.
Questo è lo scenario: calca sul vagone. Viaggiatori ammassati occupano tutti i posti e gli spazi del corridoio. Nonostante portino tutti la mascherina, il contatto è troppo stretto. Comprensibile la preoccupazione. Eppure, c’è chi non può fare a meno del trasporto pubblico. In primis, gli studenti ma non soltanto loro. E quella foto della calca sulla littorina Fce, che da Biancavilla porta a Catania, fa una certa impressione. Soprattutto in un contesto -come quello delle ultime ore- in cui i contagi sono in aumento anche nel nostro comprensorio.
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