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Monte Calvario, continua la progettazione del piano di bonifica

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Recinzione e cartellonistica all’ingresso dell’area di monte Calvario

di Vittorio Fiorenza

Progettisti e funzionari dell’Ufficio Tecnico Comunale di Biancavilla continuano il loro lavoro . Il comune etneo, noto per l’inquinamento ambientale delle fibre di fluoroedenite, una varietà di amianto naturale presente nelle rocce vulcaniche del territorio, attende la bonifica dell’ex area di cava e delle zone circostanti, da cui si è diffuso il minerale-killer.

Per questo il Comune sta redigendo il relativo piano. Una bozza, già nei mesi scorsi, era stata inoltrata agli uffici ministeriali. Prevede una spesa di 12 milioni di euro per la bonifica definitiva dell’area, estesa per 20 ettari, attraverso la creazione di un parco urbano con spazi attrezzati, vegetazione tipica, percorsi tematici e una “vetrina” di ingegneria naturalistica sulla morfologia del territorio etneo. Nei disegni tracciati sulla carta si intravede un grande polmone verde della città.

Dopo una prima valutazione dei funzionari del ministero dell’Ambiente, tuttavia, è stato chiesto al Comune di effettuare una serie di modifiche, correzione e stralci, probabilmente con l’obiettivo di contenere la spesa al di sotto dei 12 milioni preventivati.

«Ci stiamo lavorando –spiega il sindaco Giuseppe Glorioso– lo consegneremo al ministero dell’Ambiente entro questo mese o all’inizio del prossimo anno. Nel bilancio comunale appena approvato abbiamo anche stanziato 50mila euro per le ricerche geognostiche preliminari».

Il progetto del parco è un’azione di bonifica. Una soluzione indicata fin dal 1998 dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e da tutti gli altri enti coinvolti che rivelarono la relazione tra decessi per mesotelioma pleurico (sono 49 quelli accertati) e rocce laviche del centro etneo.

Il punto sull’iter sarà illustrato il prossimo 20 dicembre a Biancavilla, in occasione di un convegno con esperti e scienziati che hanno seguito il caso. Nella stessa occasione, il sindaco Glorioso conferirà la cittadinanza onoraria al prof. Pietro Comba dell’Istituto Superiore di Sanità, ritenuto tra i massimi esperti di amianto in Italia, che fin dall’inizio si è occupato del caso di inquinamento ambientale di Biancavilla, sotto il profilo epidemiologico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A caccia del virus: 1766 test in due giorni, scoperti a Biancavilla 25 contagiati

Tamponi alla popolazione scolastica e agli ospiti del “Cenacolo”, l’incidenza dell’infezione è risultata dell’1,4%

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di VITTORIO FIORENZA

È stata una vera e propria “caccia” al virus. Due giorni intensi che a Biancavilla hanno permesso di effettuare test anti-Covid nei locali esterni del Centro Operativo Misto. Il metodo scelto è stato quello del “drive-in”: persone in fila e prelievi alle narici senza scendere dalle proprie auto.

Le squadre dell’Usca (Unita Speciali di Continuità Assistenziali), in maniera del tutto gratuita, hanno sottoposto a tamponi “rapidi” 1766 persone. Un campione considerevole che ha fatto emergere la positività al virus in 21 casi: 18 adulti e 3 bambini. A questi se ne sono aggiunti altri 4, non residenti a Biancavilla.

Si tratta di alunni, insegnanti, personale scolastico e genitori che hanno dato volontariamente la loro disponibilità, dimostrando senso civico. Lo screening ha interessato pure 161 persone ospitate nelle strutture dell’Opera Cenacolo Cristo Re: qui soltanto una persona ricoverata è risultata positiva, a dimostrazione della grande attenzione del personale e della direzione.

Sui 25 soggetti risultati contagiati è stato effettuato immediatamente il test molecolare per un’indagine virale più accurata ed una ulteriore conferma, che arriverà a giorni. Ad ogni modo, adesso sono in isolamento. Una misura che permetterà di evitare così di arginare la diffusione de virus e l’infezione di altre persone, soprattutto in ambito familiare e scolastico. Dettaglio non da poco se si considera che le scuole riapriranno regolarmente, dopo lo stop imposto con un’ordinanza del sindaco.

L’incidenza del contagio al coronavirus, su un campione così considerevole, è stato quindi dell’1,4%. «È certamente un ottimo dato che conferma, mi preme ribadirlo una volta ancora, l’opportunità delle contromisure prese nelle ultime settimane. Insomma, cominciamo a raccogliere i frutti della azioni messe in campo», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

Volendo fare una stima di massima del contagio sull’intera popolazione biancavillese, applicando la quota dei tamponi positivi rivelati in questi due giorni, è facile ipotizzare che a Biancavilla le persone a che avrebbero contatto il coronavirus potrebbero essere oltre 300. Un numero basso o elevato? Certo è che ha un potenziale sulla lievitazione dell’infezione virale da non sottovalutare. Per questo, è necessario seguire tutte le precauzioni di distanziamento e protezione individuale.    

Quello effettuato a Biancavilla è il primo screening programmato in tutta la Sicilia, in 112 comuni, e predisposto dall’assessorato regionale alla Salute. È stato il commissario del team Covid dell’Asp di Catania, Pino Liberti, ad inserire Biancavilla, su richiesta del sindaco Antonio Bonanno.  

«È giusto rendere merito alla preparazione, competenza e sensibilità dimostrata dai medici intervenuti», sottolinea Bonanno. «Hanno apprezzato l’organizzazione della due giorni, dimostrando una grande attenzione nell’affrontare il momento. Fantastici i bambini: in alcuni casi, forse anche più coraggiosi degli adulti!».

Una macchina organizzativa che ha coinvolto apparati del Comune con il coordinamento dell’assessore alla Protezione civile, Francesco Privitera, affiancato dal funzionario Alfio Santangelo. E i gruppi di volontariato delle associazioni cittadine che hanno assicurato ancora una volta il loro prezioso contributo.

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