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«Chi non salta un violento è»: corteo di studenti, assente la città

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di Vittorio Fiorenza

Da Villa delle Favare fino a piazza Roma, un lungo corteo di studenti di tutte le scuole di Biancavilla contro il femminicidio e la violenza contro le donne, nella Giornata internazionale dedicata al tema. Slogan e cartelloni hanno ravvivato via Vittorio Emanuele: «Chi non salta un violento è».

Ad aprire il corteo, l’assessore alle Pari opportunità e alla Pubblica Istruzione, Rosanna Bonanno, affiancata dalla consigliera comunale, Grazia Ventura.

In piazza, gli studenti del liceo delle “Scienze umane”, guidati dall’insegnante Giusi Rasà, sono stati i veri protagonisti dell’iniziativa. Balli, canti, messaggi di sensibilizzazione, anche attraverso creazioni artistiche per simboleggiare la violenza subita da molte donne. Un problema che riguarda da vicino il nostro territorio, come ha evidenziato qui Biancavilla Oggi.

All’appuntamento non hanno fatto mancare la loro presenza i rappresentanti dei centri antiviolenza “Calipso” e “Thamaia”, Pilar Castiglia (LEGGI QUI LA SUA INTERVISTA) e Valeria Sicurella, che hanno fatto interventi accorati.

Più che i presenti, spiccavano gli assenti. «Sì, è proprio così, evidentemente il problema non è poi così sentito –sottolinea l’assessore Bonanno– quantomeno dovevano essere presenti le donne del Consiglio Comunale. Ma sono mancate anche le associazioni, nonostante siano state informate. Mentre sfilavamo per via Vittorio Emanuele c’era chi si chiedeva il perché di questo corteo, dimenticando la ricorrenza della giornata di oggi. Per il resto io sono molto soddisfatta, il mio intento era quello di coinvolgere i ragazzi delle scuole e loro hanno ben recepito il messaggio. Conta questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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