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Cronaca

Pedinata e scippata della borsa: bottino di 2mila euro per i malviventi

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di Vittorio Fiorenza

L’hanno inseguita e quando è arrivata in un punto ritenuto adatto, hanno messo a segno il colpo: una donna è stata scippata della propria borsa da due malviventi. Un colpo fruttuoso, se si considera che all’interno della borsa la vittima aveva 2mila euro appena prelevati dalla banca.

L’episodio è avvenuto di mattina, in via Platania, una stradina parallela alla più nota via Castriota, in pieno centro storico.

Con ogni probabilità la scelta della vittima non è stata casuale. I due scippatori forse hanno preso di mira la donna fin dall’istituto bancario. L’hanno seguita, a bordo del proprio scooter, con i volti coperti da caschi integrali, e appena arrivati nella viuzza hanno completato il loro piano criminale.

Le urla della signora hanno fatto accorrere alcuni vicini, gli stessi che, chiamato il 112, hanno fatto intervenire sul posto i carabinieri. Dei due delinquenti, però, nessuna traccia.

È questo soltanto uno degli atti di microcriminalità che si sommano a furti, scassi e danneggiamenti segnalati recentemente.

Dalla donna derubata della borsa lasciata in macchina nel viale Europa al furto in casa in via Marco Botzaris o quello messo a segno in via dei Peloritani, dal tentato furto ad una tabaccheria del centro storico al ritrovamento in zona Martina di un furgone rubato e di attrezzi da scasso: tutti episodi raccontati da Biancavilla Oggi che danno il segno di una criminalità spicciola, ma diffusa, che nelle utltime settimane a Biancavilla ha creato allarmismo e preoccupazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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