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«Non si può morire d’indifferenza»: Symmachia lancia il video sulla Ss 284

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«Non si può morire d’indifferenza». In questo video di 2,50 minuti, il tentativo dell’associazione culturale Symmachia di sensibilizzare alla sicurezza stradale, ma senza dimenticare che, al di là della prudenza di chi guida, sono necessari interventi mirati, attesi da anni.

Il riferimento è alla Ss 284, nel tratto che attraversa i territori di Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia e Paternò, diventato teatro di frequenti incidenti, anche mortali.

Il video è rivolto ai sindaci dei quattro comuni, Pippo Ferrante, Giuseppe Glorioso, Salvatore Mastroianni e Mauro Mangano, al prefetto di Catania e al presidente dell’Anas. «Il fallimento delle istituzioni si è trasformato in indifferenza»: è la conclusione del filmato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Max

    2 Ottobre 2014 at 13:31

    Nel video (molto bello) si vede un paraurti verde al margine della carreggiata dell SS284…….ebbene dopo mesi (il video sarà stato girato prima dell’estate) è ancora lì, esattamente nello stesso punto!
    Questo già dice tutto sullo stato di abbandono di questa strada maledetta.

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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