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2014, l’anno della svolta? «Fibre di amianto sotto i limiti»


Secondo gli ultimi monitoraggi ambientali, la diffusione del minerale-killer sarebbe per la prima volta entro la norma. Ma per gli effetti sulle statistiche dei decessi per mesotelioma pleurico passeranno anni. E’ quanto emerge da un vertice al ministero dell’Ambiente, nel quale si è discusso pure della ripresa dell’iter di bonifica.

►MONTE CALVARIO Glorioso: «Entro l’anno il progetto del parco urbano con concorso di idee aperto a tutti»


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monte calvario

Uno scorcio dell’area di monte Calvario

Valori nella norma emersi lo scorso giugno, nell’ultimo monitoraggio ambientale. Ma per invertire la tendenza sui decessi per mesotelioma, bisognerà aspettare anni. 

di Vittorio Fiorenza

I nati a Biancavilla del 2014 si possono ritenere baciati dalla fortuna. Sono i primi, negli ultimi 50-60 anni, a potere vivere nel centro etneo con un rischio di ammalarsi di mesotelioma alla pleura tendenzialmente pari allo zero. O comunque avere un fattore di esposizione “normale” alla micidiale fibra della fluoroedenite, simile all’amianto, “annidata” nelle rocce vulcaniche di questo territorio, che qui è causa di «una piccola epidemia di tumori pleurici», come anni fa la definì il prof. Pietro Comba dell’Istituto Superiore di Sanità.

Come emerso nell’ultima conferenza dei servizi che si è svolta al ministero dell’Ambiente per fare il punto sull’ormai noto caso di Biancavilla, i dati sul monitoraggio ambientale, aggiornati allo scorso mese, indicherebbero un’inversione di tendenza: «I livelli di aerodispersione delle microscopiche fibre minerali sarebbero al di sotto del livello di guardia».

A darne notizia è il sindaco Giuseppe Glorioso, che ha partecipato alla riunione in rappresentanza del Comune, convocato assieme agli altri soggetti interessati: l’Istituto Superiore di Sanità, l’Inail, la Provincia di Catania, la Ferrovia Circumetnea e la Regione Sicilia (i cui rappresentanti, però, non si sono presentanti).

I livelli di diffusione del minerale-killer, dunque, rientrano nella norma. Solo un dato, relativo ad un campionamento effettuato in via dell’Edera, sarebbe fuori media, ma nel complesso i risultati sembrano più che confortanti e fanno esultare gli esperti.

L’effetto della bonifica
Numeri che, per la prima volta, certificherebbero in modo scientifico l’effetto avuto con gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del territorio in atto fin dal 1998. Il primo atto importante fu l’ordinanza del sindaco Pietro Manna per la chiusura dell’attività di cava dell’area di monte Calvario. Un’area da cui si diffusero le fibre-killer a partire dagli anni ’50, quando le rocce cominciarono ad essere frantumate e lavorate per farne materiale edilizio, poi usato massicciamente, soprattutto negli anni ’70, nell’espansione urbanistica (in gran parte selvaggia) del paese.

L’altro atto decisivo, tra il 2002 e il 2003, riguarda la bitumatura di chilometri di strade sterrate (le cui polveri erano ritenute veicolo di diffusione del minerale nocivo) nelle periferie di Biancavilla. Poi, altri interventi di bonifica di carattere più che altro precauzionale hanno interessato il rifacimento delle facciate di edifici pubblici (dal palazzo comunale alle scuole cittadine, dalle mura del campo sportivo a quelle del cimitero), seppure effettuato con modalità e prodotti che lasciano dubbi e quesiti aperti, che meriterebbero approfondimenti e verifiche.

Tutte opere, dettate fin dal 1997 dagli esperti e dagli scienziati che per primi si sono avvicinati al caso biancavillese, che avrebbero dovuto abbattere la polverosità e la diffusione delle microscopiche particelle minerali, dannose se inalate. Da quel che risulterebbe dagli ultimi dati, così è stato.

«E’ un risultato –sottolinea il sindaco Giuseppe Glorioso– che siamo riusciti tutti insieme a raggiungere, grazie anche al lavoro svolto e lasciato dai sindaci che mi hanno preceduto e al nostro personale tecnico. Ma questa buona notizia non deve farci abbassare la guardia».

Una battaglia aperta
La battaglia, infatti, non è ancora del tutto vinta contro il minerale-killer. Se l’abbattimento della diffusione ambientale delle fibre regala una grande chance ai nati del 2014 e a quelli degli anni avvenire perché non dovrebbero più avere rischi da esposizione diretta, va pure sottolineato che la roulette della micidiale malattia pleurica tiene in pugno un’intera popolazione che fino a ieri è stata naturalmente e potenzialmente a contatto con la fluoroedenite.

Dal 1988 ad oggi, i morti accertati dal Distretto sanitario di Adrano per tumore alla pleura, causa diretta dell’inalazione prolungata di questo minerale biancavillese, sono stati 49. Ed altri ce ne saranno: questa è una certezza. Il dott. Rosario Distefano, responsabile dell’Ufficio Igiene, ha chiarito più volte che l’inversione di tendenza delle statistiche sui decessi si dovrebbe verificare tra il 2020 e il 2030, ovvero 20-30 anni dopo i primi, importanti interventi di bonifica sulle strade sterrate. Fino ad inizio degli anni 2000, infatti, l’aerodispersione di fluoroedenite, nel centro etneo, era da ritenere massiccia e gli effetti dell’esposizione, attraverso l’insorgenza della malattia, possono presentarsi –tipico di questo tumore– anche a distanza di 20-30 anni.

Non solo. Recentemente, la terza edizione del rapporto “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità ipotizza che la fluoroedenite, oltre ai mesoteliomi, potrebbe avere un ruolo nell’incidenza di ictus, cardiopatie ed altre malattie cardiocircolatorie, che a Biancavilla risultano essere in eccesso rispetto alla media. Ecco perché la strada da percorrere è ancora lunga.

Da considerare poi che c’è l’opera di bonifica del territorio da completare. Manca da realizzare l’opera delle opere: la riqualificazione dell’area di monte Calvario. Anche di questo aspetto, al ministero dell’Ambiente, si è discusso. E come spiega qui il sindaco Giuseppe Glorioso, ci sono le condizioni per presentare il progetto entro quest’anno in modo da ottenere i finanziamenti nel 2015.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A caccia del virus: 1766 test in due giorni, scoperti a Biancavilla 25 contagiati

Tamponi alla popolazione scolastica e agli ospiti del “Cenacolo”, l’incidenza dell’infezione è risultata dell’1,4%

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di VITTORIO FIORENZA

È stata una vera e propria “caccia” al virus. Due giorni intensi che a Biancavilla hanno permesso di effettuare test anti-Covid nei locali esterni del Centro Operativo Misto. Il metodo scelto è stato quello del “drive-in”: persone in fila e prelievi alle narici senza scendere dalle proprie auto.

Le squadre dell’Usca (Unita Speciali di Continuità Assistenziali), in maniera del tutto gratuita, hanno sottoposto a tamponi “rapidi” 1766 persone. Un campione considerevole che ha fatto emergere la positività al virus in 21 casi: 18 adulti e 3 bambini. A questi se ne sono aggiunti altri 4, non residenti a Biancavilla.

Si tratta di alunni, insegnanti, personale scolastico e genitori che hanno dato volontariamente la loro disponibilità, dimostrando senso civico. Lo screening ha interessato pure 161 persone ospitate nelle strutture dell’Opera Cenacolo Cristo Re: qui soltanto una persona ricoverata è risultata positiva, a dimostrazione della grande attenzione del personale e della direzione.

Sui 25 soggetti risultati contagiati è stato effettuato immediatamente il test molecolare per un’indagine virale più accurata ed una ulteriore conferma, che arriverà a giorni. Ad ogni modo, adesso sono in isolamento. Una misura che permetterà di evitare così di arginare la diffusione de virus e l’infezione di altre persone, soprattutto in ambito familiare e scolastico. Dettaglio non da poco se si considera che le scuole riapriranno regolarmente, dopo lo stop imposto con un’ordinanza del sindaco.

L’incidenza del contagio al coronavirus, su un campione così considerevole, è stato quindi dell’1,4%. «È certamente un ottimo dato che conferma, mi preme ribadirlo una volta ancora, l’opportunità delle contromisure prese nelle ultime settimane. Insomma, cominciamo a raccogliere i frutti della azioni messe in campo», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

Volendo fare una stima di massima del contagio sull’intera popolazione biancavillese, applicando la quota dei tamponi positivi rivelati in questi due giorni, è facile ipotizzare che a Biancavilla le persone a che avrebbero contatto il coronavirus potrebbero essere oltre 300. Un numero basso o elevato? Certo è che ha un potenziale sulla lievitazione dell’infezione virale da non sottovalutare. Per questo, è necessario seguire tutte le precauzioni di distanziamento e protezione individuale.    

Quello effettuato a Biancavilla è il primo screening programmato in tutta la Sicilia, in 112 comuni, e predisposto dall’assessorato regionale alla Salute. È stato il commissario del team Covid dell’Asp di Catania, Pino Liberti, ad inserire Biancavilla, su richiesta del sindaco Antonio Bonanno.  

«È giusto rendere merito alla preparazione, competenza e sensibilità dimostrata dai medici intervenuti», sottolinea Bonanno. «Hanno apprezzato l’organizzazione della due giorni, dimostrando una grande attenzione nell’affrontare il momento. Fantastici i bambini: in alcuni casi, forse anche più coraggiosi degli adulti!».

Una macchina organizzativa che ha coinvolto apparati del Comune con il coordinamento dell’assessore alla Protezione civile, Francesco Privitera, affiancato dal funzionario Alfio Santangelo. E i gruppi di volontariato delle associazioni cittadine che hanno assicurato ancora una volta il loro prezioso contributo.

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