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Cronaca

Divieto per due biancavillesi di entrare e stazionare in tutti i bar del paese

Ulteriore provvedimento del questore di Catania per titolare e pusher beccati nel locale di piazza Roma

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Il Questore di Catania ha emesso due divieti di accedere e stazionare nei pressi di tutti i bar di Biancavilla. Il provvedimento è diretto al titolare del “Bar Coco”di piazza Roma, 45enne, e di un secondo biancavillese, 28enne. Entrambi erano stati arrestati il 17 aprile (poi rimessi in libertà) nell’ambito di un servizio antidroga del Commissariato di polizia di Adrano, effettuato nei pressi del locale.

Il titolare era stato sorpreso mentre riceveva dal 28enne un contenitore con all’interno 30 involucri di cocaina. Il pusher aveva invece tentato di fuggire con uno scooter ma era stato raggiunto e bloccato. 

I due adesso hanno il divieto di accedere e stazionare nei pressi di tutti i bar di Biancavilla per la durata di 2 anni.

Essendo già condannato con sentenza definitiva per spaccio di stupefacenti, al 28enne sono state, inoltre, imposte le prescrizioni di presentarsi due volte a settimana presso l’Ufficio di Polizia e di non allontanarsi da Biancavilla, senza la preventiva autorizzazione della Questura.

Il provvedimento è stato emesso, in quest’ultimo caso, in raccordo con la Procura della Repubblica che ha richiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Catania la convalida delle prescrizioni dell’obbligo di presentarsi 2 volte a settimana presso l’Ufficio di Polizia ed il divieto di allontanarsi dal comune di residenza.

Il giudice ha evidenziato l’attualità della pericolosità sociale, nonché la necessità e l’urgenza delle misure di prevenzione richieste dalla Questura e dalla Procura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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