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Cronaca

“Ambulanza della morte”, Le Iene di nuovo a Biancavilla: «Denunciate!»

Ancora una volta gli inviati della trasmissione Mediaset si occupano del caso di Biancavilla

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Ancora una volta “Le Iene” tornano sul caso della “Ambulanza della morte”. Nuovi spunti, nuove testimonianze ma tanta omertà e paura a denunciare.

«Loro sono legati alle organizzazioni mafiose, questa gente è pericolosa»”, dice agli inviati della trasmissione Mediaset uno dei parenti delle vittime.

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Il sospetto che i casi di morti in ambulanza (con iniezione d’aria, ma anche -stando ai racconti raccolti- attraverso soffocamento) siano più dei quattri trattati nei processi ai due imputati: Davide Garofalo (rito ordinario) e Agatino Scalisi (rito abbreviato). Per questo, il servizio de Le Iene è un appello a rompere il muro di silenzio: «Denunciate!».

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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