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Cronaca

Martellate ad Atm e vetrata Unicredit, la donna è accusata di tentato furto

Posta in stato di fermo la 38emme, di origini rumene, che si era scagliata contro lo sportello bancomat

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La donna che si è scagliata contro lo sportello bancomat e la vetrata di ingresso della filiale Unicredit di Biancavilla è stata fermata per tentato furto aggravato. Adesso si trova ai domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si tratta di una 38enne di origini rumene.

Sono stati i carabinieri della stazione di Biancavilla a bloccarla e, dopo averla portata in caserma, ad eseguire il fermo.

I militari, mentre stavano eseguendo un controllo alla circolazione stradale nella vicina piazza Collegiata, sono stati avvertiti della presenza della donna in via Vittorio Emanuele, che con in mano un martello colpiva ripetutamente il monitor dell’Atm.

Accorsi immediatamente, sul posto hanno trovato la donna che dallo sportello bancomat cominciava a colpire la vetrata blindata d’ingresso.

I carabinieri l’hanno quindi posta in sicurezza, mentre il martello e una forbice che la donna teneva in borsa sono stati sequestrati, in attesa della direttissima.

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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