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Cronaca

Ambulanza privata senza nessuna autorizzazione: scattano tre denunce

Mezzo sequestrato dai carabinieri, coinvolto Agatino Scalisi, già imputato nel caso “Ambulanza della morte”

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I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternòhanno denunciato un 45enne di Biancavilla, e due adraniti di 43 e 28 anni, ritenuti responsabili del divieto di esercizio di servizi di assistenza sanitaria senza speciale autorizzazione e esercizio abusivo di una professione.

I militari di pattuglia, impegnati nel controllo del territorio, stavano transitando dinanzi l’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò, quando hanno notato due persone. Uno di loro, Agatino Scalisi, noto per essere imputato a piede libero nell’ambito del caso “Ambulanza della morte”, stazionava vicino ad un’autoambulanza in attesa che arrivasse un anziano (prelevato dal nosocomio dal terzo soggetto), il quale doveva essere trasportato nella propria abitazione dopo essere stato dimesso.  

I carabinieri, approfondendo i controlli, oltre ad appurare che i tre operatori non erano in possesso di alcuna abilitazione sanitaria, hanno scoperto che il veicolo, un Fiat Ducato di proprietà del 28enne, quest’ultimo risultato poi il titolare di un’agenzia funebre di Adrano, non solo non era autorizzato al trasporto di degenti. Ma pur recando la scritta “servizio ambulanza – unità mobile di soccorso”, era sprovvisto della dotazione tecnico-sanitaria prevista per questo tipo di mezzi speciali. Il veicolo è stato posto sotto sequestro.

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Cronaca

Salvatore Santangelo accusato anche di tentato omicidio del secondo uomo

Ulteriori dettagli sull’uccisione del giovane Antonio Andolfi dopo un inseguimento in campagna

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A Salvatore Santangelo, l’allevatore 46enne, fermato per l’uccisione di Antonio Andolfi, 20 anni, contestati anche i reati di porto illegale di arma e tentato omicidio. Tale ulteriore accusa viene mossa in quanto gli spari esplosi sono stati indirizzati verso il furgone in cui viaggiava la vittima e che era guidato da un secondo uomo, miracolosamente rimasto illeso.

È stato quest’ultimo a proseguire la corsa verso il pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Qui, però, i medici hanno solo potuto constatare la morte del giovane. Il conducente del furgone ha subito collaborato con i carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla. I militari hanno quindi rintracciato e fermato Santangelo, ora rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza.

Ricostruita anche la dinamica. I fatti si sono verificati nelle campagne tra Centuripe e Biancavilla, quando, a seguito di una discussione, sarebbe iniziato un inseguimento tra l’indagato a bordo della propria auto e il giovane che si trovava a bordo di un furgone guidato da un altro allevatore biancavillese.

Durante l’inseguimento, Santangelo avrebbe esploso in direzione del 20enne alcuni colpi di pistola, almeno tre, di cui uno ha colpito il torace, causandone la morte. Il grave fatto di sangue sarebbe l’epilogo di una disputa sul pascolo di alcuni ovini tra terreni confinanti.

L’inchiesta, visto che la vicenda ha avuto inizio in territorio di Centuripe, è passata dalla Procura di Catania a quella di Enna, che dovrà ora emettere nuova richiesta di fermo nei confronti di Salvatore Santangelo, assistito dall’avv. Giuseppe Milazzo.

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