Cronaca
Violenza sessuale su una donna di Biancavilla: 4 anni di carcere al marito
Sentenza del Tribunale di Catania a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza di genere
La bloccava con il peso del proprio corpo, rendendola inerme, e la costringeva ad atti sessuali non consenzienti. Episodi ripetuti, intervallati da minacce, mortificazioni, umiliazioni. «Sei una stupida puttana, sei di mia proprietà», le diceva.
Un vero e proprio inferno nascosto tra le quattro mura di casa con sedie e tavoli scagliatile addosso. E poi calci, pugni e schiaffi, fino a rendere necessario il ricorso alle cure mediche per edemi e contusioni al volto.
Vessazioni che una donna di Biancavilla ha subìto per anni, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il marito. I fatti, protrattisi tra il 2013 e il 2015, sono stati ricostruiti attraverso le indagini del sostituto procuratore Fabio Regolo. Nella fase iniziale, imposti all’uomo l’allontanamento da casa ed il divieto di avvicinamento.
Poi il processo, davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Eliana Trapasso. Nel corso di un’udienza, una delle figlie ha testimoniato a sostegno della madre. La sentenza è arrivata adesso, a ridosso di questa Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Un verdetto che condanna l’uomo ad una pena di quattro anni e due mesi di reclusione, oltre alle spese processuali, per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Stabilita una provvisionale di 10mila euro. In sede civile, da quantificare la somma esatta per il risarcimento dei danni patiti dalla vittima.
Il caso della donna biancavillese (da tempo lontana dal marito), assistita dall’avv. Pilar Castiglia, è arrivato al primo grado di giudizio. Ma tante altre vittime non hanno lo stesso coraggio e la stessa determinazione di affidarsi alla giustizia. Troppi abusi, aggressioni, minacce e umiliazioni che devono essere scoperchiati. Solo con la denuncia si può interrompere il vortice di relazioni pericolose. Va ribadito sempre il valore della denuncia, oggi più che mai, in questa giornata che ci ricorda come la violenza di genere resti un fenomeno diffuso e da contrastare anche a Biancavilla.
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Cronaca
Giovani in piazza Martiri d’Ungheria con dosi di droga e un tirapugni di ferro
Controllo effettuato dai carabinieri di Biancavilla culminato con la denuncia di un 19enne
Un normale passaggio dei carabinieri da piazza Martiri d’Ungheria, luogo di ritrovo giovanile di Biancavilla. I militari hanno notato dei ragazzi seduti su un muretto, che alla loro vista hanno cercato di disfarsi di qualcosa. È scattato così il controllo e un’ispezione dei luoghi.
Nell’aiuola della piazza sono state recuperate due dosi di marijuana, perfettamente asciutte e non bagnate come il terriccio del verde pubblico, che sono state sequestrate a carico di ignoti.
Messo alle strette, un ragazzo di 19 anni ha preso da una delle sue tasche una dose di hashish e da un’altra un tirapugni di ferro, per il quale non ha saputo giustificare il porto abusivo, raccontando che ce l’aveva per difendersi da eventuali aggressioni.
I Carabinieri della stazione di Biancavilla hanno denunciato il ragazzo per porto di oggetti atti ad offendere. È scattata per lui anche ala segnalazione amministrativa alla Prefettura di Catania in quanto assuntore di sostanze stupefacente.
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Cronaca
Un 54enne di Biancavilla colpito ripetutamente alla testa con una pinza
Lite tra automobilisti ad Adrano degenera in un’aggressione violenta: i fatti ricostruiti dai carabinieri
Una discussione per motivi di viabilità tra due automobilisti che degenera in violenza. Protagonisti un giovane di 20 anni di Adrano e un 54enne residente a Biancavilla. Il primo è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Adrano per aggressione ai danni dell’altro.
Il 54enne, secondo quanto riferito ai militari, sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con un arnese metallico. Per lui è stato necessario l’intervento degli operatori del 118. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni.
Immediata la risposta dei carabinieri che, acquisita la denuncia, sono risaliti all’identità del presunto aggressore. Dopo averlo individuato, i militari hanno organizzato una perquisizione nella sua abitazione, dove hanno rinvenuto una pinza a pappagallo, ritenuta compatibile con l’oggetto utilizzato per colpire il 54enne, nonché i vestiti indossati il giorno dell’aggressione, esattamente corrispondenti alla descrizione fornita dalla vittima. Il giovane dovrà rispondere di lesioni personali.
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