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Cronaca

Le tossiscono in faccia e la sputano: denunciati due “bulli” e due poliziotti

È accaduto a Catania ad una donna di Biancavilla, che si rivolge ora alla Procura e alla Questura

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Un gesto assurdo e irresponsabile. Un gesto che configura un vero e proprio reato. Due ragazzi, con fare e atteggiamento da bulli, si sono avvicinati ad una biancavillese, l’hanno “puntata” e uno di loro le ha tossito in faccia. È accaduto a Catania, nel viale Africa, mentre la donna era appena uscita da un negozio. Segnalati subito ad una pattuglia di poliziotti perché potessero essere identificati, gli agenti avrebbero promesso di intervenire ma in realtà sono andati via, senza fare nulla.

Come apprende Biancavilla Oggi, la malcapitata, domiciliata a Catania, quindi si è decisa a presentare una denunciata-querela sia contro i giovani sia contro i poliziotti.

Così, la biancavillese racconta i fatti: «Non appena i due ragazzi sono arrivati vicino a me, quello più basso si avvicinava di proposito e, ghignando, mi tossiva sul volto, sputando. Il gesto è stato fatto di proposito. Io indossavo la mascherina. I due ragazzi, no. Io non ho reagito ma, non appena i due mi hanno superata, mi sono incamminata dietro di loro con la speranza di incontrare una pattuglia delle Forze dell’Ordine».

In effetti, due poliziotti erano sostati in piazza Europa con una jeep Renegade di servizio. A loro sono stati raccontati i fatti appena accaduti. Uno degli agenti «mi ha interrotta e, frettolosamente, mi ha detto che lui e il collega si sarebbero recati dai due ragazzi», specifica la donna. Cosa che però non sarebbe successa.

«A quel punto, mi sono resa conto che il poliziotto mi aveva presa letteralmente in giro ma, soprattutto, costatavo che, unitamente al suo collega, aveva omesso di identificare i due soggetti che avevano violato, e verosimilmente avrebbero continuato a farlo, la normativa in vigore a tutela della salute pubblica, mettendo a rischio l’incolumità delle persone che andavano incontrando».

Da qui, la denuncia, indirizzata alla Procura della Repubblica di Catania e al questore Mario Della Cioppa, contro i due giovani per violenza privata e violazione delle disposizioni anti-Covid, ma anche contro i due poliziotti per eventuali reati che dovessero essere accertati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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