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Cronaca

«Turba l’ordine pubblico», il questore ordina chiusura di un bar di Biancavilla

Provvedimento adottato sulla base di indagini dei carabinieri, il titolare era stato già arrestato per droga

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Il Questore di Catania Mario Della Cioppa ha sospeso l’attività del Bar Coco di Biancavilla con provvedimento emesso ai sensi dell’art. 100 del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza. Della Cioppa, su proposta dei carabinieri di Biancavilla, ha ritenuto che il bar, «ritrovo abituale di soggetti e avventori pregiudicati», potesse mettesse a rischio «la sicurezza dell’intera collettività».

Il decreto di chiusura, che la stazione di Biancavilla ha notificato al titolare del bar, determina la sospensione delle licenze che autorizzano la somministrazione di alimenti e bevande per la durata di 15 giorni.

A seguito di un controllo svolto dai militari, unitamente a colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania, l’esercizio pubblico è stato segnalato come presumibile deposito di sostanze stupefacenti per la piazza di spaccio locale e, pertanto, motivo di grave turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica.

All’interno dell’esercizio, erano stati identificati sette avventori, già noti alle forze dell’ordine, quasi tutti segnalati quali assuntori di sostanze stupefacenti e rinvenuti 8 dosi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione, alcune bustine in cellophane trasparente con chiusura ermetica, nonché banconote di piccolo taglio, presumibilmente provento dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. 

A ciò si aggiunga che i militari avevano riscontrato numerose violazioni della normativa vigente per l’emergenza sanitaria in corso per le quali venne sanzionato. I clienti presenti, infatti, erano in numero maggiore rispetto a quello consentito in base alle dimensioni del locale, non rispettavano la distanza minima di sicurezza e non indossavano i previsti dispositivi di protezione individuale.

Il titolare dell’attività era stato arrestato in flagranza di reato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché per detenzione abusiva di armi, atteso che, nel corso dei successivi accertamenti, risultò detenere una baionetta non denunciata alle Autorità.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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